Venerdì santo ai piedi della croce

10
Apr

E’ il tempo del silenzio, del grande silenzio rispettoso che proviamo ogni volta davanti ad una morte. Meditiamo oggi il quarto canto del Servo del Signore, contemplando l’uomo dei dolori che ben conosce il patire colui che si è caricato delle nostre sofferenze e si è addossato i nostri dolori.

Chi avrebbe creduto al nostro annuncio?
A chi sarebbe stato manifestato il braccio del Signore?
È cresciuto come un virgulto davanti a lui
e come una radice in terra arida.
Non ha apparenza né bellezza
per attirare i nostri sguardi,
non splendore per poterci piacere.
Disprezzato e reietto dagli uomini,
uomo dei dolori che ben conosce il patire,
come uno davanti al quale ci si copre la faccia;
era disprezzato e non ne avevamo alcuna stima.
Eppure egli si è caricato delle nostre sofferenze,
si è addossato i nostri dolori;
e noi lo giudicavamo castigato,
percosso da Dio e umiliato.
Egli è stato trafitto per le nostre colpe,
schiacciato per le nostre iniquità.
Il castigo che ci dà salvezza si è abbattuto su di lui;
per le sue piaghe noi siamo stati guariti. 

Noi tutti eravamo sperduti come un gregge,
ognuno di noi seguiva la sua strada;
il Signore fece ricadere su di lui
l’iniquità di noi tutti.
Maltrattato, si lasciò umiliare
e non aprì la sua bocca;
era come agnello condotto al macello,
come pecora muta di fronte ai suoi tosatori,
e non aprì la sua bocca. (Isaia 53, 1-7)

E’ il tempo di stare ai piedi della croce, in silenzio, nel tentativo di intuire tutto il dolore provato.

Negli occhi abbiamo tante storie che possono aiutarci in questa contemplazione, oltre che essere motivo di preghiera ai piedi della croce.

sr. Naike Monique Borgo

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