Per una presenza evangelica del femminile

Per le Orsoline oggi, essere fedeli all’azione di Dio, nella finalità dell’apostolato attivo,  cioè in quella parte che è stata loro assegnata da Dio stesso nella missione della chiesa, domanda una ricorrente attualizzazione dell’espressione con cui Giovanna, attenta ai segni dei tempi e in dialogo di ricerca,  ha definito la missione delle sue figlie: “salvezza  e santificazione della classe popolare femminile”.

In Italia, oggi come ieri, in ogni ambiente umano in cui pochi sono i privilegiati che vivono al sicuro, la realtà popolare è costituita dall’ampia fascia della gente comune, che vive del proprio lavoro, faticando e cercando per quanto può di migliorare le proprie condizioni di vita, tra famiglia, lavoro e rapporti sociali. Ne vediamo e ne ascoltiamo ogni giorno le situazioni, la vediamo soggetta alle fluttuazioni economiche e politiche prodotte dalle decisioni prese più in alto, e quindi ad una grande precarietà. Ci preoccupa costatarla così acriticamente influenzata dalle mode culturali sul costume, specialmente della donna, dell’amore umano e della famiglia, oltre che nell’allontanamento sempre più massiccio dalla pratica religiosa se non dalla fede, con esiti di sfaldamento e di rottura che sono gravi di conseguenze specialmente per i figli.  Ci interpella inoltre in Italia la complessità della nuova realtà multiculturale e multireligiosa alla quale i nostri ambienti sociali sono in gran parte ancora impreparati e inadeguati, con il conseguente risucchio di sempre più numerose persone e famiglie, specialmente delle donne con o senza figli,  nella marginalità.

“Salvezza e santificazione”. Intesi dalla Fondatrice, all’inizio del ventesimo secolo, in prospettiva prevalentemente religiosa, benché Giovanna con le sue prime figlie fosse attenta a cogliere anche i bisogni di aiuto, per offrire risposte immediate, questi termini “salvezza e santificazione” oggi li rileggiamo alla luce della Parola di Dio e del magistero della chiesa e ne cogliamo il significato pieno per la totalità della persona. Fede e vita non vanno mai separate. Anzitutto, impegnarsi oggi per la “salvezza” della componente femminile di un popolo, sotto ogni cielo, ha questo significato: oltre che aiutare la donna a camminare nella via della verità e del bene sul piano religioso, offrirle stimoli al pensare e all’agire e darle una mano concretamente perché sappia essere se stessa come persona e non si riduca schiava di nessuno, impari a salvaguardare la propria dignità e porti avanti una ricerca solidale delle giuste condizioni di vita, specialmente nell’armonia di coppia e nella cura della famiglia. Significa inoltre contribuire con la formazione, le iniziative culturali e gli interventi caritativi ad aprirle la strada verso ciò che è veramente umano nella famiglia e negli ambienti sociali, a suscitare  senso di responsabilità verso il mondo e la storia.

Con un servizio alla “salvezza” così intesa, le comunità orsoline inserite di preferenza nelle realtà popolari hanno di mira la “santificazione” della componente femminile, partecipando attivamente alla missione evangelizzatrice della chiesa. Per questo sono presenti come sorelle e testimoni della bellezza del messaggio di Gesù nel suo vangelo, in via prioritaria nei cammini di fede con le donne dei gruppi Am.Or., sigla che significa Amiche delle Orsoline, ma anche con le coppie dei gruppi sposi o di genitori nella scuola. In questa prospettiva, cercano con ogni studio e mediazione di unire concretamente le forze nelle comunità parrocchiali, perché specialmente le donne arrivino alla scelta di una fede adulta, ad un’amicizia personale con Cristo che sia tutt’uno con la loro vita affettiva e familiare e con i loro ruoli, lavorativi o sociali. Da questa esperienza, come ci attestano i fatti, sono numerose le donne che traggono ispirazione e forza per coinvolgersi personalmente, come coppia e famiglia, nella vita di fede e di missione della comunità cristiana. E così si consolidano delle famiglie come piccole comunità di fede e di amore, aperte alla testimonianza verso il mondo. E’ la via che ci è stata indicata  da Dio stesso, che ha scelto una donna umile e semplice, Maria di Nazareth, per entrare nel mondo e santificare tutto ciò che è umano.

Di particolare rilievo per la missione della globalità dell’Istituto, è anche l’opera di animazione culturale svolta dalle Orsoline nel centro “Presenza Donna” di Vicenza, che ha coinvolto amici e soprattutto amiche laiche con significativi servizi come centro studi, e qualificate iniziative culturali aperte al pubblico, anche in collaborazione con la chiesa locale, con particolari itinerari di approfondimento biblico al femminile e di discernimento sul cammino delle donne nella chiesa e nel mondo. Segno di nuova apertura per il ruolo della donna anche nell’ambito culturale per le nuove chiese è il posto che occupano alcune suore orsoline delle comunità missionarie in Mozambico nell’insegnamento e all’interno dell’università cattolica.

Nel servizio attivo delle comunità orsoline, non ci sono sempre le medesime attività. Gli obiettivi  finora espressi, che trovano il loro fondamento nella dimensione contemplativa, sono l’elemento unificante che permea l’agire apostolico di tutte le comunità, sia in Italia che nelle missioni. Diversi sono gli ambiti del lavoro apostolico delle comunità o anche di singole sorelle nelle comunità stesse.

L’ambito educativo, nel quale le Orsoline assumono i principi della pedagogia di sant’Angela Merici, che mettono in capo a tutto l’attenzione alla persona nella sua individualità e come metodo dell’intervento educativo indicano la dolcezza della parola e del tratto, l’umiltà e la discrezione, riguarda le comunità che operano con i minori in Italia del nord e nelle missioni. In Italia sono nell’ambito educativo sia quelle che operano nella scuola materna o elementare, con presenze radicate da lunga tradizione che purtroppo si vanno riducendo, in qualità di educatrici o insegnanti oppure dirigenti, sia quelle che insegnano religione nella scuola superiore. Diversamente, ma nello stesso ambito, sono attività educative unite ad un esigente risvolto sociale, le case famiglia per minori, fra cui va segnalata specialmente Villa Savardo a Breganze, dove le suore cercano di assicurare le caratteristiche e le opportunità di crescita proprie del migliore ambiente familiare, nell’integrazione con varie figure esterne di operatori e di famiglie volontarie. Queste diverse presenze, con cui le suore attivano una collaborazione in ogni fase del progetto educativo, consentono meglio di sviluppare serenamente la vita affettiva e creano a favore dei bambini e delle ragazze ospiti dei ponti di normalità con le risorse educativo scolastiche e ricreative dell’ambiente sociale.

Un maturo talento educativo, benché riguardi delle giovani donne adulte, e una decisa apertura mentale ai problemi di attualità si richiede nell’ambito sociale delle diverse forme di comunità alloggio, come sono quelle di Breganze e Caserta e altre nelle missioni. Sono convivenze offerte a madri nubili o a donne separate con figli, italiane e qualche immigrata a Breganze, prevalentemente straniere e provenienti dalla strada a Caserta. Sono donne dolorosamente segnate da antiche e nuove forme di povertà, che hanno bisogno di sostegno per assumere le proprie responsabilità, anche come aiuto a riconciliarsi come coppia nella famiglia, a diventare capaci di gestire vita, maternità, casa e lavoro. In queste case possono godere del beneficio di strade spianate dal coraggio delle suore e dei volontari nel rapporto con le istituzioni pubbliche. Un’altra forma di attività socio caritativa di sostegno alle famiglie oggi molto richiesta, che coinvolge e suscita volontariato specialmente femminile, è il servizio di casa di riposo per ospiti donne che impegnano suore e laiche in collaborazione a Breganze e a Torno, sul lago di Como.

Infine, l’attività più estesa e sempre molto sentita, riguarda la pastorale di annuncio e testimonianza del vangelo che coinvolge nella vita delle parrocchie o nel servizio di case di spiritualità come Villa San Carlo a Costabissara e in parte pure Villa Giovanna sull’altipiano di Asiago. Di particolare rilievo a questo riguardo sono in Italia le comunità di servizio pastorale a tempo pieno di  Monterotondo, Crotone e altre che, accanto ad attività educative, come Prato, Zandobbio, Locara, Pressana, Montecchio, o da tempo in permanente rinnovamento, come la Casa Madre, mantengono da sempre una partecipazione attiva al cammino di fede delle parrocchie, in cui sono inserite, con servizio anche a raggio interparrocchiale.

Una particolare attività intesa ad applicare il carisma delle Orsoline nelle linee di fondo del progetto pastorale diocesano impegna la comunità di Casa Mater Amabilis di Breganze che offre cammini formativi per  la vita di coppia, e quindi per i fidanzati, e per lo sviluppo dei ministeri dei laici nella chiesa, specialmente a coppie di sposi che ricevono una formazione per il compito di accompagnamento dei genitori nella riscoperta della fede battesimale.  In questi diversi ambiti spesso ha un ruolo trainante la donna. Oltre a queste iniziative, in corresponsabilità e collaborazione con la diocesi, la comunità di Casa Mater Amabilis è diventata significativo punto d’incontro per coppie di divorziati risposati, formatesi con persone disposte a scommettere un’altra volta sull’amore e sulla vita di famiglia, dopo il dramma di un precedente matrimonio fallito, e a cercare conforto nella fede, nell’amicizia e nella comprensione da parte della chiesa,  condividendo il pane spirituale della parola di Dio.

Perseverando nella ricerca di fedeltà al carisma, attenta ai segni dei tempi, in questo volgere del loro primo secolo di vita, le Orsoline cercano con la formazione permanente di trovarsi in ogni situazione sensibili e preparate per promuovere tutto ciò che riguarda lo sviluppo del femminile nella chiesa e nei vari spazi della vita pubblica, consapevoli che la salvezza della donna liberata e illuminata con la luce del vangelo è garanzia di salvezza della famiglia, senza la quale né la chiesa né la civiltà potrebbero avere un futuro.

 La famiglia religiosa di madre Giovanna ha compiuto cento anni del suo cammino nella  storia. Traguardo importante, ma certamente solo per potersi gloriare della misericordia di Dio.  Non nasconde infatti stanchezze e ferite, segni impressi dalle vicende vissute nell’istituzione stessa  e nel cuore delle persone, ma innegabilmente oggi si ritrova ricca di una speciale forza umana e spirituale, riconoscibile nel tesoro prezioso delle sue esperienze. Attingendo a quel tesoro oggi può meglio comprendere il senso dei percorsi che di tappa in tappa Dio le ha fatto compiere e soprattutto la carica interiore che finora le ha permesso di vivere. In questo tempo in cui tutto nel mondo è in trasformazione, per molti aspetti in derive preoccupanti dei valori cristiani, e la chiesa si convoca a discernimento sui segni di speranza che Cristo risorto la chiama a portare nel mondo, le Orsoline, malgrado fragilità e debolezze dell’istituzione e, qui in Italia, una evidente e non indolore riduzione di presenze,  sperimentano sempre la forza della spinta carismatica per il servizio al disegno di Dio e alla novità evangelica di Gesù nei riguardi della donna. In semplicità, come ai tempi di madre Giovanna, cercano per la loro attività di apostolato tutto quello che può offrire nuova luce e animazione, in risposta al dono della consacrazione, e diventare corrispondenza d’amore, ispirandosi all’ecco io vengo del Verbo fatto uomo, Gesù, servo dell’amore del Padre per l’umanità, e al fiat di Maria, la donna del sì che ha donato Dio al mondo.

E’ un’esperienza che condividono le piccole comunità, presenti nelle chiese locali, in Italia e nelle missioni d’Africa e America latina, comunicando tra sorelle nel fraterno conversare dei loro ‘incontri’ settimanali, ma anche nel vivere ogni giorno, nei più diversi modi, a contatto con la realtà vissuta del mondo femminile giovanile e adulto. Il dono che hanno ricevuto le ha sensibilizzate a cogliere la domanda, nel manifestarsi di un insopprimibile bisogno di ascolto, di sostegno umano e di soccorso, oppure nella ricerca di senso. Oggi infatti i punti di riferimento tradizionali sono venuti meno, assistiamo ad una crisi di umanità e di vera femminilità e di conseguenza le donne hanno più che mai bisogno di orientamento.  Alcune, più  attente e sensibili, ne avvertono in se stesse l’esigenza e sanno approfittare dell’offerta di speciali tempi di spiritualità e di formazione offerti dalle comunità orsoline, per vivere da credenti la vocazione femminile. Quello che Giovanna chiamava “zelo indefesso” e a lei faceva ardere il cuore, oggi per le sue figlie è passione per l’affermazione del vangelo nell’orizzonte di vita delle donne. E’ un atteggiamento che si alimenta nella comunione con Cristo sposo nel suo farsi servo per amore e nell’accoglienza della sua Parola, nel clima spirituale della presenza carismatica di Giovanna tra le sue figlie, al quale ognuna cerca di attingere. Ma quanta sofferenza per l’esiguità delle forze a confronto con la vastità di bisogni tanto gravi e urgenti!

La stessa esperienza di ascolto e di energia carismatica nell’attingere insieme alle fonti caratterizza gli eventi celebrativi d’insieme in cui tutta la “famiglia” o almeno parte di essa converge insieme per fare memoria, ascoltare, celebrare e ridefinire l’obbedienza allo Spirito per i nostri tempi. Eventi che sono particolarmente frequenti e significativi in questo anno centenario, in cui si raduna con i laici e specialmente con le donne amiche, che perseverano insieme nel confrontarsi con il messaggio evangelico e nell’essere dono per la famiglia e la chiesa.

                                                                                                                                Sr. Licinia Faresin