A cena col Maestro!

09
Apr

Entriamo in punta di piedi nel cenacolo per cenare con il Maestro. L’ora è arrivata.

Siamo nel cuore del Triduo Pasquale, il momento più importante per noi cristiani, quello in cui ripercorriamo il mistero centrale della nostra fede.

Ne abbiamo sentito parlare per 12 capitoli nel vangelo di Giovanni: da Cana fino al Cenacolo. A Cana il vino migliore nasce da un fatto drammatico: manca il vino per la festa e l’acqua, conservata per la purificazione rituale, viene trasformata nel vino più buono. L’impuro diventa miracolo, se passa dall’ora di Dio. Così sarà anche nel Cenacolo.

Ciò che scandalizza, che è considerato impuro, viene trasformato perché “quello che è stolto per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i sapienti; quello che è debole per il mondo, Dio lo ha scelto per confondere i forti; quello che è ignobile e disprezzato per il mondo, quello che è nulla, Dio lo ha scelto per ridurre al nulla le cose che sono, perché nessuno possa vantarsi di fronte a Dio. Grazie a lui voi siete in Cristo Gesù, il quale per noi è diventato sapienza per opera di Dio, giustizia, santificazione e redenzione, perché, come sta scritto, chi si vanta, si vanti nel Signore”. (1 Cor 1, 27-31)

Il nostro mondo oggi ha bisogno in particolare di questo miracolo e lo invochiamo per quanti vivono questi giorni nella malattia, nell’ansia, nella preoccupazione, credendo che pur non capendone completamente il senso, “tutto concorre al bene di coloro che amano Dio” (Rm 8,28).

Quel Dio che si è fatto uomo, che si è reso servo dei suoi amici, che ha offerto volontariamente la sua vita per ciascuno di noi, proprio Lui ci chiede di credere che il vino migliore deve ancora arrivare, per tutti.

Dobbiamo ricordarcelo l’un l’altro, dobbiamo sussurrarcelo: il vino migliore è ciò che sta per arrivare.

Credere contro ogni speranza, come c’invita san Paolo.

E’ il tempo della fede. E’ il tempo dell’intimità nel cenacolo, al seguito di Colui che ha mostrato con la sua vita cosa significa che “non c’è amore più grande di questo: dare la vita per i propri amici”. (Gv 15,13)

sr. Naike Monique Borgo

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