Terra madre, sorella e figlia

12
Lug

Si è fatto un gran parlare nel 2015 di “nostra sorella madre Terra”, quando l’enciclica Laudato si’ di papa Francesco ha tentato di scuotere le coscienze di chiese e popoli! Che cosa ne è stato di congressi, conferenze, ricerche e manifestazioni in merito? Se ci siamo riaddormentati su queste tematiche, forse non capita a caso il giubileo france-scano a risvegliarle!

“Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra, la quale ne sustenta et governa, et produce diversi fructi con coloriti flori et herba”.

È un versetto che interroga, anche se lo abbiamo letto, pregato e cantato un’infinità di volte. Sembra che il grazie per i frutti, i fiori e l’erba emerga dal profondo del cuore e si rivolga ad una persona carissima, la madre Terra appunto! Magari fatichiamo a comprendere questo legame di affetto, forse possiamo capirlo nel vedere in alcune persone un attaccamento filiale alla terra, coltivata per i frutti che dona, curata e amata come una figlia. È comprensibile allora quanto ebbe a dire un teologo argentino, Carlos María Galli, considerando come si possono individuare tre relazioni dell’essere umano con la terra, due delle quali sono esplicitate nel canto di san Francesco, ma vedeva bene aggiungerne una terza, quella filiale. La terra quindi come sorella, madre e figlia!

La terra è come una sorella – sora nostra – perché la creazione è un libro aperto che comunica e rivela bellezza; a volte di fronte a certi panorami diciamo: è un paradiso, sembra di essere in paradiso. Allora contemplando l’opera d’arte conosciamo l’artista, per il quale il Poverello di Assisi ripeteva in continuazione “laudato si’”. La terra è come una madre, perché ne sustenta et governa, nutre sia noi esseri umani che gli animali, insieme alla vegetazione che da essa germoglia. La terra è come una figlia per l’essere umano perché, grazie alla cura che noi le riserviamo, essa è generatrice, in quanto produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Dopo la creazione “il Signore Dio prese l’uomo e lo pose nel giardino di Eden, perché lo coltivas-se e lo custodisse” (Gen 2,15).

Ecco il nostro compito, coltivare e custodire senza distruggere, come purtroppo avviene in Amazzonia e in tanti altri habitat naturali. Perciò a noi la responsabilità di custodire l’umano custodendo la terra: madre, sorella e figlia!

Madre Maria Luisa Bertuzzo