Sr. Anna Fontana racconta Papa Francesco in visita in Mozambico

09
Set

Le strade di Maputo sono gremite di persone accorse da tutte le parti del Mozambico e dai paesi limitrofi per vedere Papa Francisco e ascoltare le sue parole di “speranza, pace e riconciliazione”. Il Sommo Pontefice visita il paese dal 4 al 6 settembre; un paese che sta vivendo una situazione socio-politica fragile e complessa e, nei mesi di marzo e aprile, è stato fustigato da due cicloni tropicali, causati dai cambiamenti climatici.

La cultura dell’incontro, la costruzione paziente della pace, l’accoglienza della diversità e la cura della “casa comune”, sono temi trasversali ai vari discorsi ufficiali previsti dal programma della visita papale, espressi con il linguaggio della semplicità, profondità e quotidianità, che tocca il cuore di chi ascolta. Ma il Papa, che ha a cuore la dignità umana, é attento anche alla situazione sofferta di tutti coloro che vivono nella precarietà, ingiustizia o violenza, come a Cabo Delgado.

Parlano anche i suoi “gesti magisteriali” come l’uso del baculo pastorale (un regalo) fatto con legno e lamiera di una casa distrutta dal ciclone Idai o l’invito, diretto al personale di servizio dell’aereoporto, ad avvicinarsi per ringraziarli e stringere loro la mano.

Nell’incontro con le autorità, la società civile e il corpo diplomatico, il Papa sottolinea lo sforzo fatto per cercare la pace duratura. Invita a favorire la cultura dell’incontro che riconosce l’altro, stringe legami e getta ponti. Paragona la pace ad “un fiore fragile, che cerca di sbocciare tra le pietre della violenza”. Per combattere la violenza, occorre usare le armi della pace che sono il costante impegno affinché bambini e adolescenti abbiano istruzione, famiglie una casa, lavoratori una occupazione, contadini una terra e le ricchezze della nazione “siano messe al servizio di tutti, specialmente dei più poveri”.

Un altro messaggio papale é diretto ai giovani che partecipano numerosi e gioiosi all’incontro interreligioso. Esprimono i loro sogni e le realtà che vivono attraverso l’arte, la musica, la ricchezza culturale e le testimonianze. Il Papa con il cuore giovane si coinvolge in questo evento dedicato alle nuove generazioni e dichiara: “Voi siete amati da Dio”; siete “la gioia di questa terra” e “la speranza del domani”. Invita calorosamente i giovani a scrivere, con la loro diversità, una nuova pagina di storia, “piena di speranza, piena di pace, piena di riconciliazione”. Li incoraggia a non rassegnarsi, non essere ansiosi e non lasciarsi rubare la gioia; a creare l’amicizia sociale, camminare e sognare insieme, impegnandosi “nella cura della nostra Casa Comune”.

Nella cattedrale dedicata all’Immacolata Concezione, patrona del Mozambico, il Vicario di Cristo incontra, in un clima di preghiera, i Vescovi, i Sacerdoti, Religiosi/e, Consacrati e Seminaristi, Catechisti e Animatori. Ai saluti del Vescovo responsabile per la vita consacrata, seguono le testimonianze di un sacerdote, uma suora e um catechista che parlano dei momenti difficili e delle sfide che vivono, ma anche della speranza. Il Papa, con sapienza evangelica, confronta l’annuncio rivolto a Zaccaria, nel tempio, con quello rivolto a Maria, in una semplice casa. Invita a “uscire dai luoghi importanti e solenni” e “ritornare a Nazareth, alla prima chiamata, … per risolvere la crisi di identità, per rinnovarci come pastori-discepoli-missionari”. Invita la Chiesa del Mozambico “a essere la Chiesa della Visitazione” che accorcia le distanze; si presenta “porta di soluzione, spazio in cui siano possibili il rispetto, l’interscambio e il dialogo” e sviluppa “una cultura dell’incontro in una pluriforme armonia”.

Allo Stadio di Zimpeto il Papa celebra la santa messa per il progresso dei popoli. Nell’omelia invita con coraggio ad amare e a fare il bene, nonostante le ferite ancora aperte “procurate da tanti anni di discordia”. Il mandato di Gesú “mira a una benevolenza attiva, disinteressata e straordinaria verso coloro che ci hanno ferito” e é generatore di vita e non di morte. Questa é la forza profetica che Gesú ha insegnato. La violenza “è sempre una spirale senza uscita; e il suo costo, molto elevato”. Usando un linguaggio sportivo, Papa Francesco dice che se si fa “il gioco” di Cristo ci si mantiene “nella via dell’amore, nel sentiero della misericordia, nella scelta per i più poveri, nella difesa della natura. Nella via della pace”. E questo assicura un futuro di speranza al Mozambico.

La visita di Papa Francesco, che viene nel nome del Signore, sia per noi, Suore orsoline, presenti da vent’anni in Mozambico, uno stimolo a rinnovare il nostro si, ad essere donne liete nel servizio, che accorciano le distanze e creano prossimità, specialmente con le donne, rinosciute come la spina dorsale del paese.

sr. Anna Fontana

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