Per continuare ad abbracciare il mondo

17
Mag

Racconti e testimonianze dalla festa per l’anniversario di fondazione della congregazione

Tornare alle sorgenti! È questo il senso del ritrovarsi ogni anno in occasione dell’anniversario di fondazione: è l’appuntamento che tradizionalmente raduna suore e amici per una festa che riporta al luogo delle origini, la Casa Madre, a Breganze. Madre Giovanna Meneghini ricordando l’inizio scriveva nelle sue Memorie: “Verso la sera del 5 gennaio 1907 arrivò per la prima Orsola Balasso”. Anche quest’anno il 5 gennaio, vigilia dell’Epifania, abbiamo ricordato quel primo passo: consorelle e amici tutti si sono ritrovati per un rendimento di grazie! Una festa che ha chiuso il nostro giubileo, nel ricordo dei 75 anni di approvazione pontificia, celebrati con diverse iniziative durante il 2025. L’incontro si è dispiegato intorno al te-ma Una medaglia che fiorisce.

Titolo insolito, ma il significato è stato chiarito con l’invito ad osservare il presbiterio della chiesa di Casa madre, un’ampia base circolare suggerita – a chi ha progettato l’opera – dal gesto che madre Giovanna aveva compiuto per ottenere la terra dove è stato costruito l’edificio attuale: vi aveva gettato una medaglia con l’effigie di san Giuseppe, con la fede certa che un giorno il terreno sarebbe stato suo. Era il 19 marzo dei primi anni del secolo e pochi anni dopo (1910) la prima comunità entrerà nella nuova casa! E l’assemblea il 5 gennaio è stata invitata ad osservare l’elaborazione del pavimento, disegnato a semicerchi concentrici e graduati nel colore, che dall’altare si espandono come onde che da una parte stringono intorno all’altare, e dall’altra spingono ai limiti della chiesa, come manda-to a percorrere le strade del mondo quali annunciatori e testimoni della Parola e del pane spezzato.

La “medaglia che fiorisce” in onde concentriche ci ha fatto osservare anche le vetrate, che in continuità con le onde del pavimento presentano fasci in movimento di linee e luci, che l’artista ha progettato avendo in mente il tema dell’andare” – Chiesa in uscita, per usare le parole di papa Francesco. Questa introduzione ha presentato i tre momenti che si sono susseguiti a testimoniare concretamente dove sono arrivate le on-de provocate dalla medaglia che fiorisce per “abbracciare il mondo”, secondo la frase cara a madre Giovanna.

Ecco la testimonianza di sr. Antonia Storti, missionaria in Roraima, stato della zona amazzonica al nord del Brasile. “Il sogno di Giovanna, abbracciato da tante altre sorelle, ha portato il carisma nel mondo; così è arrivato anche in Roraima, alla periferia di Boa Vista, dove viviamo come comunità di Orsoline da quasi diciott’anni. La domanda provocatoria di una consorella mi ha fatto riflettere: “In Roraima come annunciate la salvezza e santificazione della donna?”. Cosa significa vivere da figlie di Madre Giovanna in terra amazzonica? Vuol dire essere presenza viva, epifania, manifestazione di Dio, nelle semplici realtà quotidiane, accanto a persone che spesso perdono la speranza nel futuro, perché la vita non offre nessuna opportunità. È bello quando si vedono persone rinascere, credere nella vita, riscoprire la propria dignità, anche abitando baracche di plastica o di legno, povere e insalubri. Una delle prime iniziative che come orsoline abbiamo attivato è stata la visita alle famiglie, ai malati, e al carcere femminile. Nella semplicità della quotidianità abbiamo incontrato donne, uomini e bambini: con loro abbiamo sofferto e gioito per il fiorire di nuove speranze. Fin dall’inizio abbiamo lavorato nella formazione delle comunità ecclesiali assieme ai sacerdoti fidei donum di Vicenza, camminando con le comunità per organizzare le varie pastorali: della gioventù, della catechesi, della Caritas, degli indios, degli immigranti, nei movimenti sociali come la Rete un grido per la vita che opera per combattere il traffico umano e lo sfruttamento minorile, anche con incontri nelle scuole. Oltre all’impegno pastorale è stato avviato il progetto sociale denominato “Il pozzo della Samaritana”. Si voleva offrire uno spazio dove fossero possibili incontri fraterni e solidali, dove le persone potessero esser accolte e ascoltate. Il pozzo nella Bibbia è il luogo dell’incontro per eccellenza, e come il pozzo questo spazio desidera essere un luogo dove le persone trovano aiuto, ma anche dove, dopo aver ricevuto, possono donare a loro volta accoglienza, ascolto e comprensione, mentre godono di corsi di taglio-cucito, uncinetto, ricamo, dopo scuola per bambini, corsi di chitarra, di capoeira, di inglese… E se oggi possiamo contare su volontari lo dobbiamo al fatto che molti di loro si sono dissetati a questa acqua viva! Fra di essi ci sono anche persone che fanno parte del gruppo Kar.In. Abbiamo sempre coltivato il desiderio di far conoscere la figura Madre Giovanna: il frutto molto gradito è il costituirsi del Kar.In., gruppo che nel 2024 ha emesso le promesse, abbracciando lo spirito di Madre Giovanna”.

Quelli che seguono sono invece i saluti di due sorelle alla vigilia del rientro nei rispettivi Paesi. Sr. Marilia Poleto: “L’esperienza di una brasiliana in Italia è spesso un intreccio di gratitudine, accoglienza e arricchimento reciproco, vissuta come un dono inaspettato di Dio. In tutto posso dire con gioia: la mia anima loda il Signore! Desidero esprimere la mia profonda gratitudine al Signore e alla congregazione per le preziose occasioni di crescita che mi sono state offerte, esperienze facilitate dall’accompagnamento della giovane Diolinda durante la fase formativa di no-viziato, dal 2023 ad oggi. Considero questo periodo come un tempo di giubileo personale per una rinnovata crescita di vita interiore. Questa opportunità mi ha offerto la possibilità di rivalutare le priorità della mia scelta di sequela, guardando a come proseguire per nuovi slanci, sulle strade che il Signore mi indicherà. Lasciamo l’Italia, sr. Diolinda ed io: lei rientra nella sua terra e per me è un dono di grazia poter vivere un paio di mesi in Mozambico tra le nostre con-sorelle e conoscere le giovani che hanno iniziato un cammino formativo con noi. Abbiamo la-sciato insieme la comunità di Roma, ringraziando per quanto condiviso e costruito insieme: è stata una vera grazia trovarci provenienti da tre continenti e accompagnare il cammino di Diolinda da novizia a consorella. Per tutto, voglio dire solamente grazie!”.

“Sono Diolinda Fabião Temanhe, suora orsolina da dicembre, e prima di tornare in Mozambico desidero salutare e parlare della mia esperienza di quasi tre anni in Italia, dove sono arrivata nel febbraio 2023. Durante il noviziato ho vissuto esperienze indimenticabili, a partire dalla formazione con la scuola USMI insieme ad altre novizie e l’esperienza apostolica a Crotone. A Roma ho vissuto l’esperienza della morte di papa Francesco e l’arrivo del nuovo papa, l’esperienza del Giubileo dei giovani e poi della vita consacrata. Queste esperienze sono state una grazia speciale nel mio cammino, un segno tangibile della misericordia di Dio e un invito al rinnovamento spirituale quoti-diano. Per avere vissuto quest’e-sperienza ringrazio il Signore, la congregazione e tutti voi che rappresentate la grande fami-glia di madre Giovanna, e che ho potuto conoscere solo stando qui per un tempo prolungato. Grazie di cuore e restiamo uniti nel suo spirito!”.

La terza espressione delle onde concentriche è stata la consegna del Regolamento rielabora-to dei laici aderenti al gruppo Kar.In. I presenti, che nella preghiera finale del pomeriggio hanno rinnovato la promessa, hanno ricevuto la nuova edizione del libretto da loro stessi elaborato insieme ai gruppi del Brasile. Dopo aver ascoltato le tre esperienze, segno della dilatazione del carisma, abbiamo concluso il giubileo di congregazione con un piccolo pellegrinaggio, iniziato con il ricevere una medaglietta di san Giuseppe, memoria della grande fede di madre Giovanna.

Il pomeriggio si è concluso con la preghiera del vespro che ha introdotto alla grande solennità dell’Epifania, durante il quale sr Ianessa e sr Maria Julia, entrambe di voti temporanei, han-no rinnovato i loro voti, il gruppo Kar.In di Breganze ha rinnovato le promesse e le suore di voti perpetui hanno rinnovato la propria adesione alla sequela del Signore. Un grande sì corale nello spirito di Giovanna!

a cura della redazione