Nella gioia

01
Nov

In giorni del nostro tempo che riportano spesso notizie oscure, di difficile convivenza tra le persone e tra i popoli, un raggio di luce radiosa ha rischiarato l’orizzonte: la fede di più di seicento fedeli alla messa di apertura dei Centenari di madre Giovanna Meneghini il 24 giugno scorso.

Mons. Beniamino Pizziol, vescovo di Vicenza, aveva accanto a sé il vescovo vicentino mons. Pierantonio Pavanello, alla guida della chiesa diocesana di Adria-Rovigo, e più di trenta preti concelebranti nel gremito Duomo di Breganze.

La lettura del decreto della Congregazione per le cause dei Santi che riconosce la Venerabilità di Giovanna Meneghini è stata affidata a sr. Samuela Sartorel, postulatrice, e a mons. Francesco Gasparini, prete breganzese che ha fatto parte della commissione storica dell’Istruttoria diocesana del processo.

È stata una narrazione molto bella della vita di Giovanna alla luce della fede: una vita di donna umile e semplice che ha saputo porsi alla sequela di Gesù con coraggio e determinazione, pur nelle traversie di un’esistenza irta di ostacoli, di legami familiari che si spezzano, di lavoro sempre più impegnativo. Sembra che si sia realizzato in lei quanto papa Francesco dice in EG descrivendo il principio “La realtà è più importante dell’idea”.

Questo criterio ci spinge a mettere in pratica la Parola, a realizzare opere di giustizia e carità nelle quali tale Parola sia feconda” (EG 233).

Una fecondità di Parola e di opere di carità condensate nella breve vita di madre Giovanna che continua a dare frutti spirituali di azione e di pensiero: “Siamo in questa chiesa che ha accolto madre Giovanna più volte e per lungo tempo in quell’atteggiamento di preghiera che andava innaffiando l’anima sua – ha ricordato suor Maria Luisa Bertuzzo nell’introduzione dopo l’applauso seguito all’annuncio delle virtù eroiche della fondatrice – una preghiera intensa, in una vita accanto al suo ‘dolce, amabile sposo, Gesù’. Con la certezza della Sua vicinanza e della Sua presenza nell’opera che andava compiendo anche in lei”.

Gioiscono le suore Orsoline immerse nella preghiera di lode, gioisce il popolo di Dio convocato per questo rendimento di grazie nell’eucaristia che si fa condivisione della profezia del Regno di fraternità che Gesù è venuto ad annunciare, a vivere, a donare come perla preziosa alla sua umanità e che qui trova una piccola, semplice, imperfetta ma bella realizzazione. Perché tutte le vite fioriscano all’esistenza, soprattutto quelle delle donne per cui Giovanna ha intuito di essere chiamata con le sue sorelle a sostenere e a guardare con gli occhi del Cristo Servo. Germogli e fiori che danno ancora bellezza e colore all’esistenza!

E sono fiori di vari colori quelli che sono stati portati all’urna di madre Giovanna nella cappella della Casa Madre, in una forma quasi processionale di popolo che loda Dio anche sulle strade del mondo, accompagnato dal suono delle campane in festa.

Segni di fede, segni di vita, segni di presenza evangelica nel mondo.

Il bene avanza, su vie che incrociano la grazia disseminata da Dio in tante piccole grazie della vita!

 

Corrispondi all’amore

È l’invito che si coglie con forza dalle parole di madre Giovanna Meneghini e che viene rappresentato nel logo che accompagna i Centenari.

La strada – correre

È la strada della vita che percorriamo giorno dopo giorno tra incontri e realtà, tra fatiche e conquiste, con l’audacia di chi ha di fronte la meta da raggiungere ed è sostenuto nei suoi passi dalla via luminosa che sale verso “il monte alto” dell’amore.

La percorriamo con Giovanna che ci invita a “battere da forte la via oscura” per trovare la luce.

La croce – rispondere

È l’abbraccio di chi ci ha amato fino al dono totale di sé, di chi ci mostra la misura alta dell’amore che si fa offerta. Le sue braccia aperte sono il segno del sacrificio che comunica vita e si fa servizio per rendere più umano il mondo.

Il cuore – amare

È il centro pulsante della nostra vita, il luogo dell’amore e del nostro desiderio di abbracciare il mondo: il nostro cuore si dilata per accogliere e servire, e rimane aperto perché tutto il mondo possa entrare ed uscire arricchito dal cuore di Dio.

Il sì

Strada e croce formano il dell’adesione all’invito d’amore che ognuna/o ha ricevuto, la nostra quotidiana conformazione a Cristo Servo che ci trasforma e ci rende sempre più capaci dei suoi sentimenti di umiltà e mitezza.

sr. Federica Cacciavillani

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