Mercoledì delle ceneri. La preghiera dell’assemblea, dalla solitudine del cuore.

26
Feb

Iniziamo la Quaresima in un clima di grande silenzio: le strade sono spesso vuote, le persone seguono le corrette indicazioni del rimanere in casa per evitare il diffondersi del Coronavirus, questo Covid 19 che sta spaventando il mondo e che nelle regioni del Nord Italia ha trovato la prima diffusione nel nostro Paese. È a volte un silenzio surreale, illuminato da un clima che anticipa la primavera, segno anche questo dei cambiamenti climatici che stravolgono il nostro tempo.
Un silenzio che abita anche le chiese, vuote.

Nessuna celebrazione, nessun raduno di assemblea per la preghiera.
Sentiamo risuonare in modo strano le parole del profeta Gioele della prima lettura della liturgia di questo mercoledì delle ceneri:
“Radunate il popolo, indite un’assemblea solenne, chiamate i vecchi, riunite i fanciulli, i bambini lattanti; esca lo sposo dalla camera e la sposa dal suo talamo.” (Gl 2,16).
Davanti a noi appaiono le immagini dell’assemblea credente che prega, che china il capo a ricevere le ceneri, che inizia un cammino di conversione, che invoca la grazia di Dio a purificare i peccati del genere umano.
Quest’anno sono immagini mentali, sostenute da celebrazioni a cui partecipiamo attraverso i mezzi di comunicazione, in cui vescovi e presbiteri presiedono riti liturgici senza il popolo presente.
Ma nel cuore, sull’altare, all’ambone, ci siamo tutti e tutte:
e confidiamo nella presenza di Dio, preghiamo per la guarigione di chi soffre nel corpo e nello spirito, sosteniamo l’impegno di tutti coloro che lavorano per la salute del Paese.
“Perché si dovrebbe dire tra i popoli: «Dov’è il loro Dio?». Il signore si mostra geloso per la sua terra e si muove a compassione del suo popolo”. (Gl 2,17-18)

Le nostre case diventano abitate nei cuori dall’ assemblea dei fedeli che, con fiducia, prega il Dio misericordioso, che si muove a compassione del suo popolo.

sr. Federica Cacciavillani

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