La vita religiosa come ostetrica per il mondo!

27
Ott

La vita consacrata come un’ostetrica in grado di aiutare il mondo a generare speranza: è questa l’immagine proposta da Lauro Tisi, arcivescovo di Trento e delegato della Conferenza episcopale triveneta per la vita consacrata, nell’omelia della Messa celebrata al convegno triveneto svoltosi a Mestre sabato 24 ottobre. La vita religiosa vista come sala parto e non come camera mortuaria, con la sottolineatura che il Regno di Dio è lontano dalla logica dei numeri potenti, dal successo e dalla visibilità. «Vorrei che i consacrati fossero prigionieri della speranza», ha proseguito Tisi nell’omelia che ha aperto il convegno organizzato da Usmi, Cism e Ciis, raccogliendo oltre 350 religiose e religiosi provenienti da tutte le diocesi del Triveneto e appartenenti a tutte le tappe formative.

«La vita consacrata in uscita: il coraggio di mendicare!» è stato il tema della giornata, ispirato dal desiderio di trovare nuovi slanci profetici, anche sulla scia di san Francesco d’Assisi. Relatore d’eccezione è stato fra’ Roberto Pasolini, frate cappuccino e biblista, da quasi due anni predicatore della Casa pontificia, che, parlando della “Chiesa in uscita”, ha ricordato una grande tentazione odierna della vita consacrata: quella di radunarsi il più possibile, riducendo le spese, scegliendo le case che funzionano di più. Parlare di Chiesa in uscita mentre le congregazioni si riducono è una contraddizione, ha fatto notare Pasolini: questo arroccamento potrebbe apparire come la volontà di battere in ritirata.
L’invito è quello all’autenticità, non alla ricerca di strategie di marketing, ma «alla piccolezza, quella di chi ha capito che la vera grandezza umana è promuovere gli altri». La minorità francescana, che non s’impone e non prevarica, Francesco stesso l’ha imparata dal Vangelo.
Naike Monique Borgo
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