Diventare madri in Mozambico al tempo del Covid-19

08
Mag

Anna è una delle tante donne mozambicane incinta che, ad un anno dal ciclone Idai che ha devastato Beira, vive ancora, come circa 100.000 suoi concittadini, nei campi sfollati. È prossima al parto ma non sa come potrà raggiungere l’ospedale perché ora il coronavirus aggiunge una nuova terribile minaccia alle condizioni precarie in cui vivono queste comunità.  Il responsabile del campo mostra i dispositivi di sicurezza a disposizione: un secchio di acqua e del sapone per lavarsi frequentemente le mani e il suggerimento a restare distanziati di almeno un metro. Quanto alle mascherine non ce ne sono. Ne sono state distribuite 300 per una popolazione del campo che a gennaio contava 2933 persone. Ad Anna, che ha già due figli, è stata diagnosticata la necessità di un parto cesareo e dovrebbe presentarsi all’ospedale centrale ma non ha  modo di raggiungerlo. Gli unici mezzi di spostamento di cui dispone il campo sono sei biciclette, ma Anna dice che così rischia di partorire per strada. Di utilizzare una specie di taxi locale non se ne parla: costa 100 meticais (l’equivalente di un euro e mezzo che rappresenta la paga di un giorno di un operaio) e, per di più, nessun autista prende a bordo una donna incinta.

Così Anna aspetta. E la sua unica speranza al momento è la presenza di una donna del campo che ha già aiutato altri bambini a nascere, e che andranno a sommarsi al migliaio di bimbi che vivono lì senza andare a scuola e senza possibilità di accesso a serie misure di prevenzione del coronavirus.

 

Il video è stato realizzato, per l’associazione Agil impegnata a sradicare la povertà nelle comunità rurali del Mozambico, dallo studio di produzione media no profit Gungano, in cui lavorano come volontari studenti dell’Università Cattolica di Beira.

Nel mese di maggio che viviamo in questo 2020 così destabilizzato dalla pandemia, rivolgiamo il nostro pensiero e la nostra preghiera per le mamme che aspettano un bambino. Preghiamo Maria, la madre del Signore, perché per sua intercessione la solidarietà tra donne e madri, la sororità, aiuti a mettere al mondo la nuova vita.

Con Anna, madre in attesa di un bimbo nel campo profughi del Mozambico, speriamo nella presenza di un’altra donna che aiuti a partorire, anche nelle situazioni più difficili.

E il grembo della chiesa generi nuova vita dalla forza germinante della Parola!

 Annalisa Lombardo

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