2 marzo: nascita al cielo di madre Giovanna

02
Mar

…dopo grandi sofferenze e tribolazioni oggi 2 marzo 1918 ore 3 pomeridiane nel momento in cui le campane suonavano a festa, perché era di sabato, spirò la venerata Superiora e Fondatrice Giovanna Meneghini, di vita esemplare e di carattere mite, circondata dalle sue quindici figliuole spirituali, lasciandoci nel dolore più intenso, sapendo di aver perduto non un essere qualunque, ma un angelo di bontà e di carità.

Dagli scritti di Luigia Viero

Ogni 2 marzo ci raccogliamo in preghiera grate per il dono che il Signore ha fatto a noi e alla Chiesa con la vita di madre Giovanna Meneghini.

Invitiamo anche voi, amici ed amiche, a ringraziare Dio con noi per questa donna che ha dato avvio alla nostra famiglia religiosa.

Vi presentiamo una breve riflessione sulla figura di Madre Giovanna scritta dalla nostra superiora generale, madre Maria Luisa Bertuzzo.

” Facciamo memoria di una ricorrenza per raccogliere non solo una storia, ma l’eredità che questa storia ha generato per noi Orsoline.

Celebrare il giorno della nascita al cielo di madre Giovanna significa guardare quale eredità abbiamo raccolto da lei. E mentre diciamo grazie al Signore, la ricordiamo come donna di fede, di speranza e di carità.

Donna di fede: gli eventi e le situazioni, anche le più dolorose l’hanno sempre interpellata a guardare la realtà con gli occhi di Dio, a chiedersi cosa il Signore le chiedeva dentro ad essa.

Donna di speranza: sappiamo che non c’è speranza se non c’è fede, e per madre Giovanna questo è molto forte. Lo dico con una frase delle sue Memorie; quando si imponeva la costruzione della nuova casa per la comunità che aumentava, lei scrive: Con le amate mie sorelle poi, io parlavo e facevo i miei calcoli sopra questo terreno … e posso dire che mai, nello spazio di 7 anni, mi passò nella mente un minimo dubbio su ciò, anzi cresceva ognor più la mia fiducia e speranza nella bontà e onnipotenza del Signore, tanto quanto aumentavano le difficoltà e mancavano i mezzi: fede e speranza erano per lei certezza nell’aiuto di Dio.

Donna di carità: per madre Giovanna la carità aveva un aspetto molto concreto, che possiamo dire in entrata e uscita. Infatti lei riconosceva quasi come un miracolo la continua provvidenza nei confronti della comunità, e con altrettanta disponibilità nessuno andava via dalla loro piccola casa senza ricevere quanto necessitava, anche se per loro le scorte scarseggiavano. Ma la carità era vissuta da lei anche come atteggiamento nei confronti delle persone: lo testimonia una frase che per noi è ricorrente e che raccogliamo come un augurio: Che il buon Dio conservi ed accresca in noi la carità sicchè, la Santa sua Famigliola divenga un Paradisetto in terra…  la carità come sostegno del vivere insieme.

Queste pennellate disegnano l’insegnamento, l’eredità che possiamo raccogliere da un esempio di santità semplice e accessibile a tutti come è stata la nostra Fondatrice.

Per sua intercessione preghiamo perché possiamo tutti vivere la fede, la speranza, la carità, come dono di Dio e servizio all’umanità di oggi”.

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