Villa Savardo: un’esperienza che garantisce varietà di possibilità

Da un mese a Villa Savardo vorrei raccontarti un po’ del mio primo mese da volontaria del servizio civile qui a Villa Savardo.

Ho finito le scuole superiori a luglio 2018 e, indecisa sul mio percorso universitario, ho deciso così di fermarmi un anno e di intraprendere quest’esperienza per cercare di capire cosa mi riserverà il futuro.

Ho scelto di vivere il mio servizio presso Villa Savardo, una realtà a me estranea e completamente nuova. La cosa che mi ha colpito fin da subito di questa comunità è stato vedere come educatrici e psicologa operano con grande professionalità e umanità.

Durante il mio primo mese da volontaria ho avuto l’occasione di conoscere le varie realtà che ospita la struttura: sono stata presso la comunità delle minori “Armonia”, al centro diurno e infine da mamma-bambino “IRIS” dove svolgo il mio servizio ora.

Ho scelto Villa Savardo proprio per la varietà che offre e questo per me era importante per vedere e vivere allo stesso tempo in più ambiti. Giorno dopo giorno sto capendo che doniamo agli altri le cosa più importanti che abbiamo: noi stessi e il nostro tempo.

I momenti che porterò sempre a cuore di questo mio primo mese sono sicuramente l’accoglienza della struttura per noi volontarie e il contatto con le persone che la comunità ospita. Il primo mese per me è stato un mese di osservazione e di conoscenza: non arrivando da un percorso di studi universitario è fondamentale per me vedere come interagiscono le educatrici e la psicologa all’interno della struttura.

Per me è un anno fondamentale per riflettere e per trovare il mio posto nel mondo.

Vorrei condividere con voi una parte del discorso di Papa Francesco per i volontari del Servizio Civile del 26 novembre 2016:” Cari giovani, vi auguro di seguire la via che dà pienezza di significato e di gioia alla vostra vita. Questa via non è uguale per tutti, ma ognuno può trovare quella più adatta alla sua personalità, ai suoi doni, alla sua situazione. Vi sono tuttavia delle coordinate comuni, al di fuori delle quali non è possibile trovarla, e una di queste coordinate è proprio quella del servizio. Sicuramente la strada del servizio va controcorrente rispetto ai modelli dominanti, ma in realtà ognuno di noi si sente contento e realizzato solo quando è utile per qualcuno. Questo sprigiona in noi delle energie nuove, ci fa percepire che non siamo soli e dilata i nostri orizzonti.”

E io auguro anche a Giorgia, Veronica, Laura, Giada, Alessia, Samantha e Lara di seguire e di trovare la propria via anche grazie a questo nostro anno che ci aspetta!

Federica