Sognando quel dì fortunato…nascita di Giovanna Meneghini

22
Mag

Il 23 maggio 1868 segna l’inizio di un’avventura umana e spirituale che, dopo oltre 150 anni, coinvolge numerose donne e uomini in Italia, Mozambico e Brasile. Celebriamo la nascita di Giovanna Meneghini che ha reso possibile la realizzazione del sogno che Dio aveva per lei e con lei. 

Nella tarda primavera del 1868, Stefano e Luigia Meneghini, una coppia di pastori in attesa del quarto figlio, lasciavano il paese di Toara Vicentina dove avevano svernato, e con il gregge si mettevano in cammino per tornare a casa, sull’irto Colle dei Meneghini – tra Grigno (TN) ed Enego (VI).

Speravano di giungere a destinazione prima che Luigia partorisse (essendo lei al nono mese di gravidanza). Speranza vana! Dopo un paio di giorni, costeggiando il corso d’acqua del Tesina, arrivavano a Bolzano Vicentino e trovavano rifugio nella stalla di un casale, dove si compiva il lieto evento. Nella notte di sabato 23 maggio, vigilia della VI Domenica dopo Pasqua, alle 23.30 nasceva una bambina.

Il giorno seguente la neonata veniva battezzata Giovanna. La piccola avrebbe così portato il nome della nonna paterna e di una sorellina – nata nel 1862 – morta prematuramente. Al fonte battesimale il padrino era stato lo zio Antonio Baggio, appositamente giunto da Breganze (VI). Il piccolo evento è segnato nel Registro dei Battesimi della parrocchia di Bolzano Vicentino.

Dopo una sosta di cinque giorni presso la famiglia che li aveva accolti, i Meneghini si rimettevano in viaggio con il gregge. Nella casa paterna sul Colle Giovanna rimaneva poco più di tre anni; poi fu affidata agli zii Baggio, residenti in Breganze, dove visse sino alla morte.

I pochi tratti riportati raffigurano la tribolata nascita di Madre Giovanna, che tuttavia, 38 anni dopo, rilegge quei fatti in chiave provvidenziale: “piacque al Signore che io venissi al mondo”. Quella bambina fragile, segnata dalla povertà e precarietà della sua condizione, verrà ispirata da Dio a fondare una Comunità religiosa. Anche se fatichiamo a comprenderlo e ad accettarlo, la storia della salvezza predilige esordi sommessi, strade secondarie, accadimenti quotidiani. Ricordare la nascita di Giovanna ci sprona a vivere intensamente ogni momento, come opportunità che Dio ci dona di far fiorire il bene in maniera impensabile e inattesa.

Maria Coccia

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