Passioni e risurrezioni di un popolo

02
Ago

Cachoeiro de Itapemirim è una piccola città dello Stato di Espirito Santo, uno dei 27 Stati dell’immenso Brasile. E’ qui che dal 1988 è stata costituita “Comunità Betania”, è qui che le figlie di Madre Giovanna Meneghini, italiane inizialmente ed ora anche brasiliane, vivono la totale consacrazione come testimonianza di Gesù Servo e Signore, che si dona fino in fondo per la vita dei fratelli. Donne consacrate e giovani in cammino – essendo la comunità apostolica anche comunità di formazione – si lasciano illuminare dal Signore per comprendere il progetto di Dio per la loro vita e concretizzarlo per il bene dei fratelli, animate da “una brama così ardente per la salute delle anime, bastante per abbracciare tutto il mondo”.

E’ qui che Dio mi ha condotta a vivere la mia vita consacrata accogliendo nel cuore “gioie, speranze, tristezze e angosce del mondo”,  trasformandole in impegno di vita, contribuendo a sostenere tutto ciò che umanizza e trasforma la vita dell’uomo e della donna nella comunità umana.

Vivo la missione apostolica inserita in un progetto ecclesiale dei vescovi del Brasile chiamato Pastoral da CrianÏ�a (pastorale dei bambini, della famiglia). Questo progetto ci impegna prevalentemente in bairros (quartieri, comunità) di periferia, e nel movimento “Sem Terra” (senza terra), dove la povertà è grande e le condizioni di vita sono molto lontane dal progetto di Dio.

L’esperienza quotidiana mi porta a condividere “Passioni e Risurrezioni” di fratelli, che nella periferia della città costituiscono la Comunità del Movimento Sem Terra (M. ST.). Qui, uomini e donne, con la loro famiglia alimentano speranze e sogni di poter ottenere un pezzetto di terra proprio, dal quale trarre sostentamento per una vita che si possa dire degna di persone umane, degna di figli di Dio.

Un gruppo di 110 famiglie – che formano l’Assestamento Nova Safra – già ha vissuto l’esperienza della fatica, della resistenza e la gioia della vittoria, e possono ora vivere dignitosamente, coltivando la propria terra.

E’ per me molto forte l’esperienza di accompagnare la formazione e l’attività delle volontarie che, povere tra i poveri, accolgono l’impegno di seguire le donne in gravidanza aiutandole a creare condizioni migliori per la nascita dei loro bambini. Con queste “donne di frontiera” andiamo di casa in casa, di baracca in baracca, visitando le famiglie; seguiamo la crescita dei bambini, portiamo aiuti di ogni genere; promuoviamo incontri e riflessioni al fine di aiutare a prendere coscienza dell’importanza che ogni trasformazione e conquista avvengono a partire dai valori forti che stanno nel cuore di ciascuno. Valori che alimentano speranze e sogni, sostengono nelle fatiche e muovono a compiere passi concreti di vita.

Nel mio incontro con questi fratelli e sorelle ascolto racconti di “Passioni” veramente toccanti, racconti che dicono quanto è potente nel cuore umano l’anelito alla dignità, giustizia, vita, libertà, pace, fraternità. I racconti poi si colorano di  gioia, di gratitudine a Dio, di profonda felicità per la “terra ottenuta”, per i sogni che pian piano diventano realtà … Così con questi fratelli vivo l’esperienza della risurrezione. Da questa forza, che è percepita come forte presenza del “Dio con noi vivo e risorto”, nasce l’impegno per costruire il futuro a partire dal dono della terra conquistata e ricevuta.

Si cerca anche di realizzare piccoli progetti di vita, con l’obiettivo di vedere il compiersi di azioni concrete e risposte da parte dei responsabili politici ai quali viene sollecitato fortemente l’impegno per la giustizia. E’ con questi fratelli che si rende possibile, pur con fatiche e lentezze, il concretizzarsi dell’annuncio-testimonianza del Messaggio Evangelico, annuncio della Buona Notizia.

Accanto a questo gruppo che, grazie alla tenace resistenza, può guardare al futuro con un po’ più di serenità, è presente nella zona un secondo gruppo del M. ST. Sono circa 200 famiglie che, sostenute dal sogno per la “terra”, vivono da circa due anni alloggiate in povere baracche costituite da sostegni di legno, pareti di teloni di plastica, cartoni o lamiere, il cui tetto è costruito con rami di palma o foglie delle piante di banana: è l’Accampamento Nova Safra. Le condizioni di vita in questo ambiente sono segnate da tante fatiche e sofferenze: manca l’acqua, la luce, le più indispensabili strutture igieniche e ambientali. Faticosamente le famiglie riescono a procurarsi il cibo necessario per vivere. Il governo aiuta con una “quantità basica” di alimenti, ma è insufficiente, come pure è molto basso e inadeguato l’impegno e la volontà di intervenire con azioni politiche e sociali per realizzare condizioni più umane.

La gente resiste, perché il sognare insieme – alimentato e custodito nel cuore – non venga lasciato svanire, ma renda ogni giorno più forte la fede e la speranza.

Nel mio quotidiano pellegrinare tra questa gente colgo quanto sia presente l’esperienza di vita segnata da “Passioni e Risurrezioni”: fatiche, sofferenze, privazioni, condizioni di vita spesso inumane, malattie, diritti negati; tutto ciò è esperienza del vivere nella “carne” la “passione”, spesso la morte. Ma ciò che contraddistingue, ed è motivo di ammirazione per questo popolo, sono i segni di risurrezione e di vita che… come fiori che sbocciano tra pietre e rovi, dicono la speranza, la fede, l’anelito profondo alla vita piena, vita in abbondanza.

Sono riconoscente a Dio per il dono da Lui ricevuto di vivere un buon tratto del cammino della mia vita consacrata in terra brasiliana. Ringrazio i poveri del Brasile e soprattutto gli amici del M. ST: da loro ricevo molto, sanno darmi ad ogni incontro ricche e profonde lezioni di vita, fede, speranza, coraggio, fraternità.

Il Brasile è un immenso continente… i poveri sono tanti, tanti, tanti… Spesso qualcuno chiede: ma cosa serve tanto impegno e la presenza missionaria di fronte a questa situazione che sembra senza soluzioni? Eppure tra loro e grazie a loro si sperimenta sì la piccolezza, l’impotenza, quasi l’inutilità di tanto impegno, ma più di tutto si sente forte nel cuore la certezza che ogni piccolo seme gettato incontra terra feconda, cuori accoglienti, speranza e fede capaci di trasformarsi in vita, vita in abbondanza.

Sr. Annamaria Lora   

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