Mercoledì 28 luglio alle 21.30 presentazione di “Io sono Joy” su Radio Oreb

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Lug

Domenica 18 luglio piazza santa Lucia a Lisiera di Bolzano Vicentino si è riempita di oltre cento persone per ascoltare dalle parole di sr. Rita Giaretta la presentazione del libro “Io sono Joy” (ed. San Paolo) nel quale Maria Pia Bonanate racconta la storia di una delle ragazze approdate a Casa Rut, Joy appunto.

La registrazione della serata, promossa dall’up. Bolzano Vicentino, verrà ritrasmessa su Radio Oreb in FM oppure in streaming al link https://www.radioreb.org/ascolta-in-diretta/ mercoledì 28 luglio alle 21,30.

“La testimonianza di Joy è un patrimonio dell’umanità” ha scritto papa Francesco di questo libro, che lo ha commosso. E l’ha indotto a scriverne una prefazione che attraversa queste pagine come un vento forte, rendendole così vive e attuali. Lo ha definito un “dono” della protagonista “a ogni donna e a ogni uomo che coltivi un’autentica passione per la salvaguardia della vita”.

Joy ha 23 anni quando a Benin City viene convinta da un’amica di fiducia a partire per l’Italia con la promessa di un lavoro con il quale potrà mandare denaro alla sua famiglia e proseguire gli studi. Poche ore di viaggio per rendersi conto che è stata ingannata ed è precipitata in un girone infernale: la drammatica traversata del deserto, i campi di detenzione libici, veri e propri lager dove subisce violenze crudeli e conosce orrori indescrivibili, il barcone alla deriva nel Mediterraneo.

Salvata miracolosamente dal naufragio, al suo arrivo in Italia scopre che il lavoro promesso è “la strada”, dove la madam l’obbliga a prostituirsi con il
ricatto del woodoo e di un debito di 35.000 euro. A Castel Volturno, in Campania, diventa una schiava di aguzzini senza pietà. Ma Joy, anche nei momenti più drammatici, sorretta dalla forza atavica delle donne della sua terra, non smarrisce mai la fiducia in quel Dio che, sin da bambina, sente come un Amico che abita in lei.

Un libro potente, raccontato in prima persona dalla testimone eccezionale di quel “crimine contro l’umanità”, come lo ha definito Papa Francesco, che a nostra insaputa coinvolge tutti. Un racconto illuminato dal sorriso e dalla gioia di vivere della protagonista che riesce a sfidare e a sconfiggere l’assurda banalità del male.

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