La prima professione di Maria Júlia e Veronica

05
Apr

Immagini e testimonianze dalla comunità di Volta Redonda per raccontare un giorno di grande festa

Se ogni giorno è un dono, il 16 gennaio 2022 è speciale per la nostra comunità di Volta Redonda (Brasile) e per tutta la Congregazione. È un giorno di festa perchè accogliamo con grande emozione e gioia Maria Júlia de Silas Paiva e Veronica Adriano Jasteni che con la prima professione diventano suore Orsoline. Accolgono il fascino della vita consacrata, che é l’incontro con Gesú che le invita ad entrare in un progetto grande, perchè la loro vita non diventi prigioniera dell’ovvio, ma si faccia servizio: “Colui che vi chiama è fedele e farà tutto questo” (1Ts 5,24). L’esplosione di emozioni è fotografata anche dalle testimonianze di alcuni amici presenti alla festa.

Il vino nuovo della vocazione – Maria Joaquina Fernandes Pinto (Quininha, teologa)

Su invito delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Maria celebriamo l’eucaristia presieduta dal vescovo Dom Luiz Henrique, con la partecipazione della comunità cristiana rappresentata da molti amici e amiche, da fedeli che fanno parte della Chiesa diocesana e dalle suore Orsoline, compagne dello stesso sogno, che rappresentano la loro fedeltà a Cristo nella persona della fondatrice Giovanna Meneghini.

L’aria di festa è percepita negli ornamenti – fiori, oggetti e simboli – nella scelta dei canti, nella preparazione della processione liturgica, nei dettagli meticolosamente preparati per la cerimonia. E tutto si svolge come preparato e sognato, forse meglio…

I volti di Maria Júlia e Veronica mostrano una sicurezza e una serenità che illuminano mirabilmente il momento. Non è un caso che il Vangelo di questa domenica racconti le nozze di Cana! Non ho potuto fare a meno di fare un’analogia teologica della festa di Cana di Galilea con questa festa della professione delle due giovani, con alcuni punti che mi hanno portata a questa riflessione.

Gesù è stato invitato a partecipare a una festa con i suoi: Gesù non agisce da solo! D’altronde, come persona di grandi relazioni, gli piacevano le feste e il vino! Anche noi, quando siamo chiamati alla vita, vogliamo parteciparvi come ad una festa: e con il battesimo accettiamo la proposta di farne parte in modo intenso, gioioso e fraterno.

Andare alla festa significa essere consapevoli di ciò che sta accadendo intorno, proprio come Maria , che si è resa conto con la sua sensibilità femminile che il vino si stava esaurendo… Presto si mise a servizio del figlio, perché sapeva che sarebbe stato in grado di risolvere il problema; fece i suoi primi passi, avvertendo i servi di “fare quello che dirà”. Gesù, all’inizio nervoso perché sua madre aveva affrettato la sua ora – cose di donne! – presto ha cercato di farsi strada… il resto lo sappiamo bene.

Maria Júlia e Veronica sono state invitate alla festa della vita e hanno accettato felicemente di parteciparvi. Ma ben presto si sono rese conto che mancano tante cose per rallegrare la festa: manca il pane perché eccede l’avidità; manca la gioia perché eccede l’arroganza; manca la condivisione perché c’è accumulo; manca pace perché si immagazzinano rabbia, armi e avidità; mancano dialogo, affetto, abbracci e ci sono silenzi, social network, solitudine… mancano tante cose e ne rimangono tante altre!

E loro, come Maria, hanno sentito nel cuore di poter fare qualcosa, qualcosa di speciale, che potesse contribuire alla trasformazione della festa, affinché non mancasse la gioia del vino nuovo!

Tutto il rito della celebrazione può essere letto nella prospettiva della vocazione cristiana come il vino che trasforma il mondo, che fa emergere e realizzare il Regno di Dio. Maria Júlia e Veronica hanno solennemente accettato di avere Maria come guida per fare ciò che Lui continua a dire al mondo. E si sono impegnate ad uscire in missione, rivolta soprattutto alle donne che soffrono pregiudizi, discriminazione e violenza.

Prego e chiedo al Signore di dar loro forza, coraggio e perseveranza nel cammino. Ringrazio molto per il dono della loro vita in mezzo a noi e per l’opportunità di aver partecipato a questo evento profetico e così emozionante in questi tempi pandemici, piuttosto bui. L’incanto di quel giorno che risplendeva nel volto di tutti ci incanti e reincanti sempre nella nostra missione. Che tante altre vocazioni sorgano tra noi con la volontà di trasformare il mondo con il “vino nuovo” che è Gesù, facendo sempre quello che Lui ci invita a fare. Che sia così!

“Esci dalla tua terra e va’, dove ti mostrerò” – Maria Conceição dos Santos

Quella domenica mattina, mentre partecipavo alla celebrazione della prima professione religiosa di Veronica e Maria Júlia, mi sono ricordata di un canto cattolico, che ha il seguente ritornello: “esci dalla tua terra e va’, dove ti mostrerò” e ho pensato che questo hanno fatto Veronica e Maria Júlia, hanno abbandonato la loro terra, le loro famiglie, gli amici, altri progetti per darsi totalmente al seguito di Gesù Cristo. Veronica ha lasciato il Mozambico e Maria Júlia Cachoeiro di Itapemirim (stato di Espirito Santo), seguendo la chiamata di Gesù Cristo a dedicarsi totalmente a Lui mettendosi al servizio di Dio e dei fratelli nella pratica della carità, compiendo fedelmente la missione ricevuta nel Battesimo di annunciare e testimoniare Gesù Cristo e i valori del Vangelo nel mondo, specialmente con i più poveri e bisognosi. Queste due donne in quella domenica mattina hanno confermato il loro impegno e la resa incondizionata al disegno di Dio. Due donne coraggiose, che si abbandonano per una vita di donazione, una consacrazione totale a Dio, perchè il Regno di Dio “accada” nella pratica, qui e ora.

In quel bel momento, in quella celebrazione così emozionante, Veronica e Maria Júlia stavano lì davanti a quell’altare e a quella Chiesa affollata, piene di certezze e di fiducia confermando la loro decisione di seguire fedelmente Gesù Cristo, facendo quello che Lui ha detto. E a me che ero lì a testimoniare il di due donne, presa dall’emozione, non restava che ringraziare Dio per la vita di Veronica e Maria Júlia e per il privilegio e l’opportunità di essere lì a condividere con loro e con le comunità Orsoline un momento così ricco e così importante per la nostra diocesi di Barra do Piraí-Volta Redonda, dove la Congregazione è presente da 36 anni con un servizio di altissima rilevanza nella pastorale sociale, specialmente con le donne, secondo il proprio carisma.

“Tu mi hai sedotto Signore, e io mi sono lasciato sedurre” (Ger 20,7). Il dato da Veronica e Maria Júlia e la presenza della Congregazione sono un segno di speranza. Grazie per avermi regalato un momento così significativo ed emozionante con la prima professione religiosa di Veronica e Maria Júlia!

Che cosa ha significato per la Chiesa accogliere questa celebrazione?

Filippi Silva (seminarista)

 

“Fedele è Colui che vi chiama e realizzerà ciò che ha promesso” (1Ts 5,24). Con le parole di Paolo vorrei innanzitutto dire l’azione di Dio, fedele alle sue promesse, nella vita delle care sorelle, Maria Júlia e Veronica.

Davanti alla Congregazione, a sua eccellenza Dom Luiz Henrique e al popolo di Dio riuniti nella comunità di Nostra Signora della Concezione il 16 gennaio, abbiamo visto queste due sorelle esprimere più che con la voce con il cuore, la consegna della loro vita a Colui che per primo le ha amate, scelte e chiamate. Accogliere una tale celebrazione, per la Chiesa, è motivo di una nuova rinascita, di una grande gioia e di una grande emozione. È stato un momento di unità, perché tutti noi in quel giorno ci siamo uniti in preghiera a Maria Júlia e Veronica, perché siano fedeli nella loro vocazione alla risposta d’amore che hanno dato a Dio, alla Congregazione e alla Chiesa.

Le nostre care sorelle che si sono offerte al Signore interamente nella povertà, nell’obbedienza e nella castità mostrano di avere audacia e coraggio, e si sono lanciate senza paura nel disegno di Dio, così come nell’esperienza dell’amore per il Vangelo. Il che hanno dato ai piani di Dio, ha riempito i nostri cuori di gioia, così come “lo sposo è la gioia della sposa”, proclamata nella lettura del profeta Isaia nel giorno della celebrazione.

In questo modo, viene mostrato pubblicamente di fare come Maria aveva comandato ai servi al banchetto di nozze: “Fate quello che vi dirà” (Gv 2,5). Dio benedica e rafforzi le care sorelle Maria Júlia e Veronica, perché perseverino nella vocazione che hanno abbracciato.

 

La risonanza delle voci ci ha messo nella dimensione della bellezza di un Dio che ama, chiama, riempie la vita e ci invia a camminare sulle strade del mondo ad annunciare il suo Vangelo.

“La ferma certezza di essere amati da Dio è al centro della vocazione di chi sceglie di entrare in una comunitá religiosa, e permette di essere per gli altri un segno tangibile della presenza del Regno di Dio (papa Francesco).

La bellezza di questa celebrazione è evento, annuncio e manifestazione che qualche cosa accade, si riconosce e dà la misura dell’eterno, dello sconfinato.

a cura di sr Andreina Cadei

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