“Ho pregato in modo speciale per te…”

17
Dic

La preghiera di Madre Giovanna, intimo dialogo col Signore, incessante colloquio con “l’adorabile Sposo crocifisso”

 

Cara Angela,

unita alle altre t’invio una riga per dirti e raccomandarti di non far caso ai tuoi turbamenti, poiché è Gesù che vuol farti partecipe della sua croce. Questa mattina nella santa Comunione ho pregato in modo speciale per te, e ho domandato a Gesù cosa dovevo dirti; sai cosa mi parve rispondesse il buon Gesù? Che devi sopportare tutto con la pazienza e fortezza dei santi: dunque da brava, coraggio, per quanto sia grande la croce che ti pesa sulle spalle, non sarà mai eguale a quella ch’Egli portò per nostro amore  abituati a soffrire con Lui e per Lui e vedrai che anche le sofferenze diverranno dolci e soavi.

Non lasciarti vincere ed abbattere dalla malinconia, sempre cattiva compagna, e poi ti sovvenga che da Dio viene la pace e dal diavolo la confusione, l’inquietudine e l’oscurità. Sta bene, allegra e nel Cuore di Gesù; sebbene lontane, troviamoci sempre per godere e patire assieme a Lui.

Maria Immacolata poi, ti ricoveri sempre sotto il suo manto e ti sia tenerissima madre. Ti bacio e ti voglio sempre bene,

aff.ma tua Giovanna

Sia lode a Dio eternamente.

 

(Lettera n. 55 – Ad Angela Franzan)

 

 

Se  come scrive il papa  la santità richiede di vivere “in preghiera costante”, abbiamo bisogno dei santi per comprendere cosa significhi; siamo infatti abituati a contrapporre la preghiera e l’impegno nel mondo. Giovanna testimonia la complementarietà e l’integrazione delle due dimensioni, sebbene talvolta racconti la fatica di coltivarle entrambe, senza sacrificare troppo la prima alla seconda (come rischiamo di fare noi oggi).

La regola di vita che Giovanna si era data, prevedeva alcuni appuntamenti quotidiani col Signore, a partire da quando, appena svegliata, volava col pensiero a Gesù, per ringraziarlo della notte concessale. La giornata iniziava e si concludeva con un tempo intenso di preghiera, ma era tutta costellata da occasioni per rimanere in relazione col Signore, anche attraverso una semplice espressione di fede (giaculatoria) o un sospiro levato a Dio.

Momento centrale per Giovanna era l’eucaristia mattutina, alla quale si preparava già recandosi in Chiesa: per strada subito offro i miei passi, i respiri miei, come tanti atti d’amore e di desiderio di ricevere Gesù nel mio cuore. Quell’incontro segnava l’intero scorrere del giorno: me ne parto col pensiero di lasciare il mio cuore nel tabernacolo santo. La preghiera serale era soprattutto un ripercorrere davanti a Dio la giornata trascorsa, annotando in una sorta di diario il bollettino le grazie e le ispirazioni ricevute, le inclinazioni cattive, l’incostanza nei propositi fatti, quanto poteva favorire e arricchire il cammino spirituale.

L’orazione di Giovanna è anzitutto un ringraziamento e una lode che scaturiscono dalla memoria delle opere di Dio, segni della Sua infinita bontà. Giovanna consacra ripetutamente la sua vita al Signore, attraverso l’offerta di piccoli e grandi sacrifici, che divengono così liberi atti d’amore e di perfetto abbandono. Tale fiducia incondizionata si faceva supplica davanti alle difficoltà o alle istanze materiali e spirituali che sollecitavano Giovanna a compiere e invocare la volontà di Dio. Nella preghiera Giovanna presenta al Signore le necessità del mondo e si mette in ascolto: viene illuminata dallo Spirito, fino a contemplare l’opera salvifica di Dio e ad acquisire una sapienza evangelica che la rende guida per altre anime.

L’intimo dialogo col Signore non è mai né un silenzio passivo né un monologo, ma un incontro fecondo tra Creatore e creatura. Giovanna chiede a Gesù di farla una sua vera amante e instaura con Lui una relazione intensa e liberante, soprattutto attraverso l’Eucaristia, che rende presente Cristo nel suo continuo donarsi. L’incessante colloquio con l’adorabile Sposo crocifisso suscita in Giovanna la prospettiva e la logica della Passione come via di salvezza. Nessuna sofferenza è inutile e priva di speranza se vissuta per amore; a volte Gesù vuol farci partecipi della sua croce: Giovanna ha sperimentato che con Lui e per Lui […] anche le sofferenze possono divenire dolci e soavi.

La nostra esistenza fragile e precaria è sempre esposta alla tentazione della malinconia, della confusione, dell’inquietudine, dell’oscurità; abbiamo costantemente bisogno di attingere da Dio la pace del cuore, la chiarezza interiore, l’unità, l’armonia, la gioia. Giovanna vive nel Cuore di Gesù, sotto il manto di Maria Immacolata, tenerissima madre; l’amore divino non è un comodo e illusorio rifugio, ma un fuoco che accende l’anima e dilata il cuore ad abbracciare tutto il mondo.

sr. Maria Coccia

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