Festa dei Santi

01
Nov

Giovanna Meneghini, nostra fondatrice, non perdeva occasione per ravvivare il desiderio di santità nelle prime sorelle. E’ un’eredità importante, che in modo particolare risuona nel giorno di tutti i santi, celebrato in molti modi, quante sono le tradizioni legate a questo speciale giorno di festa! Ce ne parla una coppia di amici di Montecchio Precalcino (VI). 

Lettera n. 26
A Orsola Balasso (giugno 1907)

Cara Orsola – Prima di tutto La ringrazio della premura che ha per mè e poi le sono riconoscente dei mattezzi che ha fatto e di ciò che fa onde tenere allegra la brigata. Brava faccia sempre così e se vuole un altra volta invece di vestirsi di bianco, metterne uno di sacco, sia pure con una cassa in testa è padrona di farlo. In mezzo poi a tanto coraggio e spirito, procuri di scuottere se stessa e di essere più avida di quella medicina, che non manca mai di abbellire l’anima e renderla più cara ed accetta agli occhi del Signore – dico la confessione a quest’ora sarà anche statta a depore il sacchettino… ma per l’avvenire, perché dar tanto gusto al bricone di satana? ci vada proprio quando le pesa di andare.
Del resto in questi giorni, metta di essere Lei la mamma di tutte e le tratti con quella carità e buona maniera che tratterebbe S. Angela, se fosse ospite nella casetta. Non le dico di più – *__che il buon Gesù La benedica e le conceda tutte quele grazie che le sono necessarie, onde farsi santa ma presto, presto, presto
aff.ma sorella e M – Giovanna

La Solennità dell’1 novembre, festa di tutti i Santi, in Italia è anche festa civile, forse si tratta di una piccola rimembranza del nostro passato cristiano. È una festa con un significato molto profondo e ricco, ma che nel corso degli anni si è perduto: in questa festa infatti si ricordano “tutti i santi” – in modo indistinto – della lunga e felice storia del cristianesimo. Sappiamo che ogni giorno dell’anno è commemorato uno o piú santi (perché i santi sono di fatto molti di piú dei giorni dell’anno civile) e di consequenza non si potrebbero festeggiare tutti durante questo spazio di tempo.

All’inizio dell’era cristiana, per vari anni si commemorarono le memorie dei santi comuni alle varie chiese sparse per le terre allora conosciute, fino a che papa Gregorio, durante il suo pontificato, ufficializzò questa data che divenne festa di precetto per tutta la chiesa, così da festeggiare tutti i santi cristiani che hanno fatto della loro vita una testimonianza preziosa di amore per Cristo e lo hanno onorato e servito nelle piú svariate modalitá.

Attualmente la festa di tutti i santi è celebrata quasi in concomitanza con una altra festa molto sentita dai fedeli di tutto il mondo, il “giorno dei morti” che si commemora il 2 novembre, giorno nel quale tutti i fedeli ricordano in modo particolare e con grande affetto i loro cari defunti.

La festa di tutti i Santi in Italia è molto sentita, a differenza di altre parti del mondo, dove, per esempio in Brasile non é considerato un giorno di festa (ma lo è il 2 novembre, quando si vivono momenti di celebrazioni in ricordo dei defunti).

Nella penisola italiana invece molte sono le celebrazioni e tradizioni (che a volte addirittura risalgono a prima dell’anno mille), e in molte regioni vengono confezionati cibi e dolci tipici proprio in occasione di questa festa ricca di significato e di fede. Tradizioni ancestrali che dicono il profondo legame e l’affetto per coloro che ci hanno preceduti nella fede e nell’amore per Cristo.

Nei miei ricordi personali  resta viva la memoria della nostra felicità di bambini perchè quello era un giorno di vacanza: non si andava a scuola e si partecipava alla Santa messa assieme a genitori ed amici. Moltissimi di noi fedeli , anche oggi, associamo la festa dei Santi alla visita al cimitero, questo dipende dalla vicinanza dei due giorni festivi che sempre venivano vissuti e festeggiati insieme: in molti luoghi in questi giorni ci si reca a messa e poi a casa per mangiare i “maroni”, ossia le caldarroste.

A Thiene, nel vicentino, quand’ero piccola, le due giornate erano celebrate distintamente, senza processioni, ma molte persone non hanno mai percepito questa distinzione. E attualmente, dopo aver tolto la  “festività” del 2 novembre, questa unificazione delle due feste é ancora più viva al punto che la commemorazione dei defunti è vissuta per la maggior parte dei fedeli l’1 novembre.