Amazzonia in fiamme. Brucia il polmone del pianeta.

24
Ago

Da alcuni giorni arrivano notizie allarmanti dalle nostre comunità In Brasile.

La nube nera dell’incendio della foresta amazzonica è giunta fino allo stato di Rio de Janeiro.

In Roraima, lo stato amazzonico nel nord del Brasile  in cui è presente la comunità di Boa Vista, la preoccupazione cresce sempre di più. Per la situazione di oggi, per la foresta che brucia, per gli indigeni costretti alla fuga: ma anche per il futuro di tutti e tutte noi.

La chiesa cattolica sta cercando di far sentire la sua voce e quella del popolo, e si susseguono gli appelli dei vescovi del Brasile, del Messico, del Paraguay.

In questi appelli e nelle parole di tutti i cristiani, il riferimento all’enciclica Laudato  si’ di papa Francesco, in cui si legge al numero 38:

“Ricordiamo, per esempio, quei polmoni del pianeta colmi di biodiversità che sono l’Amazzonia e il bacino fluviale del Congo, o le grandi falde acquifere e i ghiacciai. E’ ben nota l’importanza di questi luoghi per l’insieme del pianeta e per il futuro dell’umanità. Gli ecosistemi delle foreste tropicali hanno una biodiversità di grande complessità, quasi impossibile da conoscere completamente, ma quando queste foreste vengono bruciate o rase al suolo per accrescere le coltivazioni, in pochi anni si perdono innumerevoli specie, o tali aree si trasformano in aridi deserti. Tuttavia, un delicato equilibrio si impone quando si parla di questi luoghi, perché non si possono nemmeno ignorare gli enormi interessi economici internazionali che, con il pretesto di prendersene cura, possono mettere in pericolo le sovranità nazionali. Di fatto esistono «proposte di internazionalizzazione dell’Amazzonia, che servono solo agli interessi economici delle multinazionali». E’ lodevole l’impegno di organismi internazionali e di organizzazioni della società civile che sensibilizzano le popolazioni e cooperano in modo critico, anche utilizzando legittimi meccanismi di pressione, affinché ogni governo adempia il proprio e non delegabile dovere di preservare l’ambiente e le risorse naturali del proprio Paese, senza vendersi a ambigui interessi locali o internazionali”.

Riusciremo a fermare questo scempio, che distrugge il creato donato da Dio a tutta l’umanità? Una domanda che si fa urgente, e sembra senza risposta positiva.

(è possibile leggere gli appelli sul sito di Vatican News)

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