Donne, lavoro, profezia

12
Apr

Cinque appuntamenti per conoscere le intuizioni sempre nuove di Elisa Salerno

Un reading seguito da un concerto, una mostra, una conferenza, la presentazione di un libro e una passeggiata culturale: così l’Associazione Presenza Donna, in collaborazione con Biblioteca Bertoliana, Cisl Vicenza, Coro Cantamarilli e Unità pastorale Araceli, ha promosso una rassegna, patrocinata dal Comune di Vicenza, per avvicinare e approfondire l’opera della Salerno nella sua carica di modernità. La sua voce si levò per la prima volta agli inizi del Novecento fra le mura di una chiesa del capoluogo berico. Proprio in Santa Maria in Araceli (“ad cellam”) la femminista cattolica vicentina iniziò la fase pubblica e sociale della sua attività con una “piccola conferenza”, in cui si rivolse alle donne chiamandole “Amate sorelle!”, spronandole a conquistare strumenti culturali per riconoscere la propria condizione, e a unirsi – oggi si direbbe fare rete – anche in associazioni professionali. La promozione della “causa santa della donna” fu la missione cui dedicò da allora in poi tutte le sue risorse, irriducibile a ogni avversità. Di una cosa Elisa era certa: senza formazione le donne non possono uscire dalla condizione di sudditanza in una società patriarcale. Per raggiungere la pari-tà di genere esse devono poter accedere alla cultura. Si definiva una “lavoratrice del pensiero”, mai paga di interrogare e interrogarsi, così era anche il suo modo di vive-re la fede. Omaggio a questo primo episodio di svolta è stato un duplice evento lo scorso 15 febbraio in Araceli: l’attrice Stefania Carlesso ha reso di nuovo viva e vibrante la voce di Elisa, proponendo ampi stralci della sua prima presa di posizione pubblica. L’appello della Salerno ebbe luogo in una chiesa che nei se-coli conobbe il fervore mistico di una nutrita comunità di religiose. Luogo della recita corale dell’Ufficio divino era il Coro del-le monache, che fu anche spa-zio della pratica musicale. Volendo rievocare quel contesto il Coro femminile Cantamarilli ha poi eseguito brani di J. M. Haydn e di W. A. Mozart, per ricreare quell’armonia chiara e misurata, propria della musica sacra dell’epoca, e la scelta dei testi ha inteso privilegiare la riflessione sulle figure femminili di mediazione fra Dio e l’umanità. Nel frattempo, a Palazzo Cordellina trovava accoglienza una piccola, ma significativa esposi-zione: Elisa Salerno e i diritti delle donne: lavoro, società e istruzione. Alla mostra, promossa da CISL Vicenza come già nel 2023, in occasione del 150° anniversario della nascita di Elisa, è seguita la presentazione del volume La fabbrica delle donne, a cura di Eleonora Noia, che ve-de la sistemazione, per la prima volta in veste unitaria (2025), dell’inchiesta condotta dalla Salerno fra il 1909 e il 1911, uscita a puntate nel suo giornale La donna e il lavoro. Attraverso la comparazione di orari, contratti, ambienti di lavoro e macchinari, essa precorre il metodo della ricerca sociologica e segnala come le condizioni di lavoro concorrano a definire gerarchie di potere: un contri-buto pionieristico alla sociologia del lavoro e alla storia delle donne, che getta una nuova luce sui tanti e diversi aspetti dell’impegno di Salerno. Simil-mente, con accenti anche ludici, nella migliore accezione del ter-mine, è toccato alla ormai con-solidata passeggiata culturale A Vicenza con Elisa Salerno rievocare le principali tappe della vita e delle attività di questa piccola, minuta, ma tenace donna, che si chiude tradizionalmente con la visita al Centro Documentazione e Studi Presenza Donna e con la possibilità di vedere da vicino l’archivio Salerno, attualmente in fase di digitalizzazione in collaborazione con la Biblioteca Bertoliana. Anche l’Accademia cusana per la Storia delle idee e dello spiri-to in Europa ha voluto promuovere questo progetto, rappresentata da Elena Filippi che ha concluso la serie di iniziative con l’incontro Il destino delle sibille. La voce delle donne dall’antro pagano all’età moderna. La relatrice ha offerto una mappatura storiografica basata sulla ricezione e sulla centralità del tema nelle diverse epoche, mettendo in luce come la profezia femminile accordi un peculiare tono alla storia delle idee e delle mentalità, incrociando non solo la teologia, ma anche letteratura e arte. Genere, corpo e destino – questa la costellazione che definisce i punti nevralgici di un problema cruciale, che si risolve nella questione, ancora aperta, se la donna possa parlare in pubblico autorevolmente, senza per questo do-ver abdicare ai tratti costitutivi del genere.

All’affermazione “Porrò inimicizia fra te la donna” (Gen 3,14) Salerno replica: “Come si fa, passar sopra alle Parole di Dio, che disse: «Non è bene che l’uo-mo sia solo?»”. Col ché, scrive, “la donna, data all’uomo da Dio, […] ha per condizione inerente, fin dall’origine del genere uma-no, il posto, la qualità di compa-gna dell’uomo; come lui […] con gli stessi bisogni fisici, morali, spirituali degni di lei”.

Elena Filippi