Angela Merici, donna di pace

25
Mag

Maestra di ascolto e dialogo, strumenti per costruire la pace ogni giorno e in ogni contesto

Angela Merici (1474ca. – 1540) è la donna che cambia il volto del-la vita consacrata femminile, perché la porta fuori dalle mura di un monastero. Nel 1535 fonda la Compagnia di sant’Orsola e dà vita ad un gruppo di donne che scelgono di professare la loro unione con Cristo e con la chiesa rimanendo nel mondo, con la loro famiglia d’origine e vivendo del proprio lavoro. Arriva a questa scelta in età matura, dopo un lungo cammino di preghiera che inizia in tenera età, quando ascoltava con interesse i racconti serali del padre sulle vite dei Santi. Rimasta orfana, intorno ai quindici anni viene affidata alle cure degli zii materni di Salò. È in età da marito, ma Angela non intende sposarsi. Cresce in cuor suo il desiderio di offrire la propria vita al Signore, ma non in un monastero.

Questo la porta a decidere di entrare nel terz’Ordine di san Francesco. Nel Cinquecento, l’adesione come terziari ad un Ordine religioso era molto diffusa poiché permetteva a laiche e laici, che avevano una particolare sensibilità spirituale, di partecipare alla santa Messa nei giorni feriali, e di vivere più frequentemente la confessione e la comunione sacramentale. Far parte di un terz’Ordine non è di impedimento per un eventuale matrimonio, ma Angela fa di questa consacrazione un tratto importante della sua vocazione e la vive con particolare fervore.

Indossa con piacere gli abiti della terziaria: un abito fatto a tunica, con un mantello, in tessuto ordinario, ed uno scialletto ampio di lino o di canapa, senza arricciature; non sono consentiti i nastri di seta e altri ornamenti.

Angela conduce una vita semplice, fatta di lavoro, di preghiera e di ascesi, ma ciò che la caratterizza è la sua attitudine all’ascolto. Caratteristica per cui può essere ricordata come

donna di pace, incarnando la frase di San Francesco, di cui era figlia spirituale, “Signore fa di me uno strumento della tua pace”. A lei si rivolgono svariate categorie di persone e Angela le accoglie con generosità, sen-za discriminazione di alcun tipo. Ascolta tutte e tutti, e risponde con parole sapienti, radicate nel Vangelo. I consigli e il conforto che Angela comunica, ben presto fanno crescere la sua fama di santità. Angela entra in dialogo intenso con i suoi interlocutori, li ascolta con interesse e per ciascuno ha una parola pro-fonda e feconda, capace di riavvicinare al Signore. La sua è una parola di pace anche per la maestria con cui riesce a risolvere gravi conflitti. Si ricorda la rissa evitata tra due rivali citta-dini bresciani, decisi a sfidarsi a duello per vendetta; leggiamo nelle fonti: “[Angela] fece otte-nere paci che non era riuscito a’ principi, e personaggi grandi, di poterle concludere, né tirarle a fine. Accesasi in Brescia capi-tale inimicizia tra due cittadini, uno chiamato Filippo Sala, e l’altro Francesco Martinengo, erano questi già risoluti di sfidarsi a duello, e conseguir coll’armi a corpo a corpo la so-spirata vendetta. Li prevenne la beata, e con le sue efficaci esortazioni, avvalorate dalle particolari correzioni che a questo fine fece, loro ammollì tal-mente il cuore, che li rappacificò; essendo una tal pace, stimata difficilissima, stata di grande ammirazione a tutta la città”.

Pure il duca Sforza di Milano si rivolge a lei per raccontarle le amarezze della sua triste vicenda familiare e di governante.

Nelle testimonianze del tempo leggiamo: “trovandosi il duca di Milano in Brescia, e sentito il grido della santità della beata, volle vederla e sentirla; e intenerito dalle di lei parole infuocate d’una carità ferventissima, per il bene dell’anima di esso prencipe, pregolla istantemente ad accettarlo per suo figlio spirituale”. La parola di Angela è chiarificatrice anche di passi biblici che lei riesce ad interpretare in modo acuto e singolare. Alcuni ritengono che avesse il Dono della Scienza infusa: “in virtù di cui seppe speditamente leggere, senz’aver imparato; ed arrivò non solo di intendere il latino, ma di più a capire e spiegare la sacra scrittura con stupore del-le persone dotte, che frequenta-vano la di lei casa, appunto per udire la soluzione dè dubbi, che incontravano nel vecchio e nuovo Testamento, restando piena-mente soddisfatto delle di lei risposte”. Se avesse avuto o meno questo Dono spirituale non è mai stato accertato; tutta-via, coltivare la lettura, l’interpretazione sapiente dei testi biblici e la capacità di ascolto profondo permette ad Angela di diventare un punto di riferimento per molte e molti. La capacità di Angela di trasmettere un messaggio autenticamente cri-stiano non rimane indifferente nemmeno ai predicatori e ai teologi che si rivolgono a lei: “a domandarli la dichiaratione sopra molti passi de Psalmi, de Propheti, dell’Apocalisse, et di tutto il Testamento Novo et Vecchio, et sentire da lei tale espositione che ne rimanevano stupefatti”. Angela è dunque in grado di tra-smettere beatitudine a chi si rivolge a lei per una parola ispirata dallo Spirito Santo, radicata nel Vangelo, testimoniata dal-la sua vita ascetica e di preghiera. Il suo aver saputo declinare la passione per Cristo in parole e azioni, ricche e contagiose di pace e letizia, risuona anche nei suoi scritti dove leggiamo: “e cerchino di mettere pace e concordia dove si troveranno” (Ricordi V,16).

sr Elisa Panato