8 marzo 2016 con Presenza Donna

16
Apr

Nell’Anno giubilare della Misericordia l’Associazione “Presenza Donna” ha caratterizzato in maniera peculiare  le iniziative che propone tradizionalmente in occasione della Giornata internazionale della Donna: 8 marzo e dintorni.

Ha voluto declinare la Misericordia secondo le coordinate della riconciliazione e del perdono dando voce ad esperienze che hanno vissuto nella loro carne le tragedie provocate dall’odio interetnico, che hanno visto specialmente le donne, con i loro corpi, la loro psiche, i loro spiriti usate, violate, crocifisse nella loro identità e dignità e stanno vedendo ancora loro in prima linea nella ricostruzione di relazioni vitali, anzi proprio loro sono le prime artefici della riconciliazione e del perdono: misericordiose come il Padre.

Le loro storie sono state raccolte durante il pellegrinaggio realizzato la scorsa estate in Bosnia Erzegovina dall’Ufficio Pellegrinaggi di Vicenza con Presenza Donna e sono per molti versi specchio delle tragedie che vent’anni dopo (allora eravamo nella prima metà degli anni ‘90) stanno sconvolgendo terre poco più a sud, dove affondano le radici le tre grandi religioni monoteistiche e i cui abitanti giungono in Europa (quando riescono ad essere ancora vivi) come membri di un nuovo esodo epocale.

A vent’anni dal conflitto nella ex Jugoslavia, come sono possibili riconciliazione e misericordia? Abbiamo potuto ascoltare le voci di mons. Pero Sudar, nominato vescovo ausiliare di Vrhbosna-Sarajevo il 28 maggio 1993, quando ancora la città era assediata dall’esercito serbo. Promotore delle scuole interetniche, le “scuole per l’Europa”, è considerato una delle personalità più importanti nella lenta ma inesorabile ricostruzione civile e morale nel dopoguerra della ex Jugoslavia. Ci ha detto: “Vogliamo essere un segno: la Bosnia Erzegovina può davvero diventare un laboratorio, un esperimento di convivenza, un modus vivendi tra la mentalità e la cultura occidentale e quella islamica”. Domenica 6 marzo nella Chiesa di Araceli vecchia a Vicenza, lunedì 7 nella parrocchia di S. Vito a Bassano del Grappa e martedì 8 nel contesto della preghiera al femminile “Donne di Misericordia. Gesti per ritrovare monete perdute”, nella Chiesa del Villaggio del Sole, a Vicenza, Mons. Sudar ha dialogato insieme a Jasminka Selimović, collaboratrice del progetto Oxfam Italia che in Bosnia Erzegovina riunisce alcune donne in gruppi di lavoro: non più solo vittime di guerra, ma imprenditrici di futuro. Oxfam è una delle più importanti confederazioni internazionali specializzata in aiuto umanitario e progetti di sviluppo, con l’obbiettivo di individuare soluzioni durature alla povertà e all’ingiustizia. Ha scelto un approccio integrato fra programmi di sviluppo, interventi di emergenza, campagne di opinione e iniziative educative per migliorare le condizioni di vita di migliaia di persone nel mondo, permettendo loro di esercitare i propri diritti e costruirsi un futuro dignitoso.

Misericordia, donne, perdono e riconciliazione sono parole chiave per il futuro del mondo, da coniugare come verbi di azione per trasformare le lacrime in gioia, la morte in vita, dando credito alla speranza.

a cura del CDS

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