5 gennaio 2019: “Comunità sante, unificate nella missione”, memoria di fondazione insieme a padre Ermes Ronchi

05
Gen

Breganze (VI): 5 gennaio 1907 – 5 gennaio 2019, solennità dell’Epifania e ricordo della fondazione dell’istituto. 

112 anni di differenza: volti, comunità, storia… tutto diverso, ma tutto in un armonico sviluppo che narra la storia delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Maria. 112 anni fa certamente Giovanna Meneghini, nostra fondatrice, sperava, ma non immaginava che le sue figlie si sarebbero radicate in tre continenti, adoperandosi per le donne in tanti modi, spesso intuendo strade nuove e percorrendole con passione e intraprendenza. Se tutto cambia, il luogo no, Breganze, e nemmeno la passione per il Regno che ci fa correre fisicamente, con il cuore e con la preghiera, sempre, e ci apre a nuovi orizzonti.

Madre Maria Luisa Bertuzzo, Superiora Generale, ci invita a far memoria dello stile semplice, gioioso, confidente delle prime sorelle che hanno raccolto l’importante eredità della Madre. Ci mostra l’albero di cui facciamo parte, con radici solide, profonde, imponenti ed una chioma frondosa…con foglie appena sbocciate: giovani in formazione in Brasile ed in Mozambico.

Insieme ci prepariamo per la solenne festa con gli amici e le amiche che condivideranno questa ricorrenza tanto importante.

Padre Ermes Ronchi, da “cantore della Parola, di Maria e della vita” qual è, ci ha provocati nella riflessione sul tema “comunità sante, unificate nella missione”: la santità si raggiunge a due a due, come i primi discepoli inviati da Gesù. Non ci si arriva ad uno ad uno, ma insieme, perché la santità è relazione, è aver bisogno dell’altro che, con la sua fisicità, ci smuove, ci interroga…ma questa è soprattutto la vittoria sul divisore. Ai 72 il Signore dà un bastone per appoggiare la stanchezza e un amico sul quale appoggiare il cuore. Portano la pace e l’amore, perché la pace, come l’amore, chiede relazione, chiede l’altro.

Il santo è colui che capta l’altro versante dell’amore, il di più della relazione e traduce con la sua vita la domanda “che cosa hai dato al mondo?”. Amare nel vangelo si traduce sempre con dare… che cosa hai dato al mondo?

I santi sono i rivoluzionari della tenerezza: scoprono Gesù negli altri, ma vivono anche in un abbraccio con Gesù crocifisso. Nelle nostre realtà constatiamo un deficit di tenerezza, di felicità e chi è rigido si spezza prima, è triste… I santi sono santi perché amati: santi perché il loro essere amati è frutto dell’amore di Dio che precede tutto e ci trasforma fino a renderci sua immagine, sua trasparenza.

Santo è colui che vive di relazioni e non di cose e che può dire, come Maria, “eccomi, sono la serva del Signore” ovvero “sono alleata del Signore dell’alleanza e ho fatto del progetto di Dio il mio”.

Dopo la bellissima riflessione proposta da padre Ermes, abbiamo celebrano i primi vespri solenni e noi suore abbiamo rinnovato i voti che ci legano le une alle altre in Gesù nella stessa famiglia religiosa e nella stessa missione, continuando al termine con un momento conviviale…

E’ sempre bello ritrovarsi dove affondano le radici della nostra storia che, ormai, non è più solo nostra perché come ogni Epifania diventa una manifestazione divina per tutti!

Grazie a chi è venuto a celebrare, a pensare, a festeggiare con noi!

sr. Naike Monique Borgo

Leave a Comment