2 marzo: mercoledì delle ceneri e memoria della nascita al cielo di madre Giovanna

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Il mercoledì delle ceneri per la Chiesa inizia il tempo favorevole della quaresima. Tempo favorevole, tempo forte, tempo di conversione…sono espressioni che ci ricordano il costante cammino di conversione che ogni cristiano compie nella sua vita. La liturgia detta già le coordinate perché diventi un tempo fecondo: la preghiera, il digiuno, l’elemosina… In questa quaresima del 2022 il mercoledì delle ceneri è il 2 marzo, giorno della nascita al cielo di madre Giovanna Meneghini, fondatrice delle suore orsoline del Sacro Cuore di Maria. E’ una coincidenza che ci aiuta a leggere i diversi passaggi di conversione che la vita offre, fino al punto, per quelli che la Chiesa considera santi, di arrivare alla morte fisica già pronti per condividere la vita eterna in Dio. “Un angelo di bontà e carità” è stata definita madre Giovanna da quanti l’hanno conosciuta. Per questo per noi è una luce che aiuta ad illuminare il cammino quotidiano, anche nel tempo di quaresima.

Proponiamo la riflessione sul vangelo di oggi scritto da Donatella Mottin dell’associazione Presenza Donna.

Vangelo di Matteo 6, 1-6.16-18: “Il Padre tuo che vede nel segreto…”

Il brano del Vangelo del giorno delle Ceneri ci invita a un cammino quaresimale vissuto “nel segreto”; un cammino che va in profondità e che ci chiede di trovare tempi, anche brevi e soprattutto incarnati nella nostra quotidianità, per vedere come sta il nostro mondo interiore. La quaresima diventa allora viaggio di liberazione attraverso il deserto che è, a volte, la nostra interiorità, riconoscendo con gratitudine anche le oasi che ci permettono di respirare, di scoprire intorno a noi, nelle persone e nella natura segni della vicinanza e condivisione di un Dio che comprende tutte le nostre fatiche perché si è fatto umano per mostrarci la possibile pienezza di umanità.

“Si vive tanto e la vita trabocca di esperienze… talvolta il momento fondamentale di una giornata è la quieta pausa tra due respiri profondi, quel tornare fino a se stessi in una preghiera di cinque minuti”. (Etty Hillesum) 

Donatella Mottin

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