Viaggio fra Italia e Brasile nei luoghi che in passato hanno ospitato comunità orsoline e in cui oggi continua a vivere il carisma
Orizzonti sconfinati è il tema giubilare che accompagna il presente numero della rivista; l’anno santo della chiesa universale per noi Orsoline è coinciso anche l’anniversario per i 75 anni di approvazione pontificia della congregazione. Nel tempo l’Istituto si è espanso geograficamente in altri continenti, e spiritualmente il carisma si è esteso nella condivisione con donne e uomini laici, desiderosi di vivere lo spirito di madre Giovanna Meneghini.
È passato oltre un secolo dalla fondazione, con un’espansione che la storia sta modificando; ma la stessa storia apre altri orizzonti: proprio là dove qualcosa sembra finire si profilano panorami imprevisti e semi che germogliano dando frutti inaspettati. Quando una comunità viene chiusa, che ne è di quel vissuto contrassegnato da esperienze condivise, da relazioni e amicizie intrecciate nel tempo con gruppi e singole persone? Se il carisma è un dono non finisce, ma continua a vivere in maniera diversa, perché è dato per “l’utilità di tutti”, come dice san Paolo!
Vogliamo soffermarci su alcune realtà che sono state segnate in passato dalla presenza di una comunità di suore Orsoline e dove attualmente continuano ad operare gruppi con gli stessi obiettivi, mantenendo il legame con la Famiglia carismatica, realtà allargata di comunità religiose e gruppi laicali.
A partire dal tema conduttore di questo numero, “orizzonti sconfinati”, il primo nome che viene in mente è proprio Belo Horizonte, una grande città dello stato di Minas Gerais in Brasile, nella periferia della quale era presente una nostra comunità: con essa condivideva spiritualità e servizio un gruppo che oggi continua il cammino nello spirito del Kar.In (Karisma Insieme), ed ogni anno rinnova la promessa di condivisione di spiritualità e carisma. Ecco cosa ci raccontano tre amiche del gruppo, Benedita Souza de Jesus, Maria da Conceição Silva Carneiro e Maria das Graças Moura dos Santos.
“Con gratitudine il Gruppo dei laici Kar.In racconta il grande dono arrivato nella nostra comunità del quartiere Conjunto Liberdade, nella città di Ribeirão da Neves: la presenza delle religiose della Congregazione delle suore Orsoline SCM. In quel periodo, anno 2002, veniva anche creata la parrocchia Nostra Signora dell’Immacolata Concezione Aparecida.
Le suore arrivarono portando grande entusiasmo, affetto, accoglienza e supporto a tutti nella comunità. Furono tempi di molto lavoro, formazione, lotte, ma anche un periodo di incontri gioiosi e numerosi insegnamenti. Crescemmo umanamente, spiritualmente e nel desiderio di servire la Chiesa. Aiutarono a stabilire le fondamenta della Chiesa Popolo di Dio e formarono anche un gruppo di laici. Madre Giovanna Meneghini ci veniva presentata con grande amore dalle suore, per questo volevamo conoscerla sempre più. I suoi ricordi ci ispirarono, soprattutto per quanto riguarda la cura delle donne in situazioni di vulnerabilità.
È stato un percorso durato alcuni anni, fino a quando è arrivato il momento in cui, per vari motivi, le suore non hanno potuto continuare e hanno salutato la nostra comunità. È stato molto triste, soprattutto per la questione della salute di sr. Marisa Zilio, una situazione irreversibile, un saluto che è stato un addio: poco tempo dopo ci è arrivata la notizia della sua partenza per la casa del Padre, il 30 gennaio 2013.
Non è stato e non è facile camminare senza la presenza di questi angeli inviati da Dio, ma come in tutto c’è un significato, anche questa volta lo abbiamo trovato nel gruppo dei laici ancora presente.
Questo piccolo seme piantato ha risvegliato in noi il desiderio di vivere il carisma, un dono che ciascuna di noi ha scoperto, grazie alle suore Orsoline. Servire nella comunità, nelle pastorali, nella famiglia e nella vita quotidiana è per noi laici del Gruppo Kar.In una gioia: insieme a tutta la Famiglia carismatica ci sentiamo un riflesso della presenza delle suore che continuano a servire. Anche se non abbiamo quotidianamente la loro presenza fisica, una o due volte all’anno ci fanno visita per un tempo di scambio e di formazione.
Sentiamo molta nostalgia dei tempi in cui eravamo insieme, ma il nostro cuore è spinto a continuare comunque il cammino anche nei momenti difficili, perché una forza superiore – la chiamata di Dio, la vocazione del Cristo Servo e il carisma di Madre Giovanna – ci spinge ogni giorno a non arrenderci. Il seme piantato dalla Congregazione delle suore Orsoline ci accompagnerà per sempre.
Grazie a tutte le suore che sono passate di qui, grazie a sr. Andreina Cadei, nostra coordinatrice, e grazie a tutta la Congregazione delle Orsoline SCM”.
Un’altra realtà che in Brasile ha vissuto per un tempo più lungo la presenza di una comunità orsolina è Cachoeiro de Itapemirim, nello stato di Espirito Santo, dove le nostre sorelle avevano realizzato una casa di accoglienza per minori di strada, e dove continua ora il gruppo laicale.
“Possiamo iniziare dicendo quanto Cachoeiro de Itapemirim abbia vissuto intensamente
l’esperienza di avere le suore Orsoline qui. Sono stati anni non solo di convivenza spirituale, ma anche di amicizia, condivisione di vita, pranzi, feste, dolori, fatiche. Non è stato un periodo separato dalla vita reale che ciascuna di noi ha vissuto: è stato un tempo di intreccio di cultura e di fratellanza. Oggi, anche dopo tanto tempo senza la loro presenza, la storia e la memoria affettiva continuano, perché il vissuto non si cancella e la gratitudine è immensa. Gratitudine non solo alle suore che sono passate, ma a tutta la Congregazione, perché comprendiamo chiaramente che nessuno va in missione da solo, tutta la Congregazione è lì rappresentata.
In questo senso, la memoria emotiva legata alla Congregazione non è più una o l’altra sorella, ma tutte, e questo ci unisce e ci fa appassionare a tutto ciò che arriva come orientamento e senso di appartenenza. Essere oggi gruppo Kar.In, in un luogo non più abitato dalle Orsoline, non diminuisce la presenza affettiva, non allenta l’unione o il legame già stabilito; al contrario, ci unisce ancora di più, anche se a distanza, perché la distanza non esiste nelle relazioni. Tutte sono ancora qui, anche se non fisicamente!
Attraverso lo studio di Madre Giovanna abbiamo conosciuto e approfondito il carisma che invita a seguire Cristo Servo e la sua preferenza per i più bisognosi, come le donne in situazione di vulnerabilità. L’incanto e l’amore per Madre Giovanna e la bellezza del suo carisma sono ciò che ci spinge a continuare la sua missione e sentirci parte di questa famiglia come testimoni qui in Cachoeiro de Itapemirim”.
Ritroviamo l’esperienza di continuità dei gruppi Kar.In in Brasile altrettanto viva in Italia con i gruppi Am.Or (Amiche Orsoline). Ce lo dicono le esperienze di due comunità cristiane dove sono attive le amiche orsoline: sentiamo il racconto del gruppo di Madonnetta di Sarcedo e poi, a seguire, quello del gruppo di Lupia (scritto da Tiziana Balasso), due parrocchie della diocesi di Vicenza.
“Quando la comunità delle Orsoline ha lasciato definitivamente la nostra piccola comunità di Madonnetta si è creato un vuoto. Le suore erano sempre state un punto di riferimento sia per la parrocchia che per la scuola materna, contesto dove si creavano veri rapporti umani con le famiglie. Passando gli anni il ricambio diventa difficile e faticoso, manca la comunità, ma è presente una sola suora che guida il mitico gruppo Am.Or: si riprende vita. Che cosa ci hanno lasciato e come possiamo continuare con lo stesso spirito? Ci hanno trasmesso sensibilità, attenzione verso i più bisognosi, nel desiderio di costruire fraternità, comunità e Chiesa. Il gruppo Am.Or è continuità della presenza delle suore, in quanto noi laiche ci incontriamo per riflettere sulle problematiche attuali del mondo femminile, attraverso il ricco sussidio che sostiene la nostra riflessione basata sulla Parola di Dio, che ci aiuta a leggere le realtà di oggi. Inoltre continuiamo ad approfondire la conoscenza della vita e delle scelte di Madre Giovanna attraverso gli scritti; sono molto significative anche le testimonianze di alcune donne che con la loro esperienza di vita ci danno un esempio di fedeltà e coerenza. Questa è la realtà dei tempi che passano con i loro cambiamenti e da questi cambiamenti abbiamo capito che ogni componente del gruppo ha delle potenzialità che, messe a servizio, ci rendono forti nell’affrontare insieme le difficoltà della vita. Con fede e speranza ci lasciamo ispirare dallo Spirito per continuare il cammino con i gruppi della Famiglia carismatica”.
“Nel caso della piccola parrocchia di Lupia il ricordo, il profumo e il dono della presenza delle suore Orsoline – terminata nei primi anni Ottanta – rimane vivo in quelle generazioni che, in qualche modo, hanno vissuto l’esperienza della condivisione e della comunione con la comunità stessa. Centinaia di bambini alla scuola materna, tantissimi ragazzini introdotti al cammino di fede e, di conseguenza, ai sacramenti. Tante riunioni per le donne… i primi incontri per le giovanissime, tanti incarichi nella pastorale parrocchiale.
Gli anni passano, però, e con il trasferimento delle suore i giovani che non hanno vissuto queste esperienze non conoscono, non possono ricordare! Possono assaporare e percepire quell’intreccio di relazioni fraterne e affettuose vedendo in parrocchia il gruppo Am.Or che in tanti ambiti (si potrebbe dire tutti) trova spazio in un servizio gioioso, gratuito e sinodale. Nel nostro caso il gruppo Am.Or è sorto più di trent’anni fa. Si sono succedute diverse figure di suore, ma negli ultimi vent’anni la presenza e l’entusiasmo di sr Luisa Faresin hanno rafforzato il gruppo coinvolgendo altre compagne di viaggio. Da anni avevamo un sogno nel cassetto: promuovere una mini-rassegna di film sulla condizione difficile, a volte drammatica, delle donne. Agganciandoci alla tematica del Giubileo l’abbiamo realizzata con il titolo Tessitrici di speranza. Sono stati coinvolti l’A.C. di Lupia, Bressanvido, Sandrigo e la Consulta Donna di Bressanvido. La risposta a queste quattro serate è stata coinvolgente e partecipata, al di sopra delle nostre aspettative. Il fatto che sia stata itinerante fra le varie parrocchie ha dato ulteriore risalto al senso di comunione e di appartenenza condivisa. Abbiamo fatto a tutti una promessa: quest’anno tentiamo il bis!”.
a cura della redazione