Un carisma che si allarga a cerchi sempre più vasti

11
Gen

Il 5 gennaio è il giorno in cui le Suore Orsoline SCM fanno memoria grata della sera del 5 gennaio 1907, quando Giovanna Meneghini aspettò a Breganze – VI – Orsola Balasso e poi Angela Franzan. Dal coraggio di queste prime tre donne, in particolare dal sogno custodito e a lungo alimentato nella preghiera da Giovanna, nacque la famiglia religiosa delle Suore Orsoline SCM. «Siamo qui come ogni anno – ha detto madre Maria Luisa Bertuzzo, superiora generale, nel suo intervento introduttivo – a far memoria delle nostre radici, ricordando le parole di madre Giovanna “La sera del 5 gennaio arrivò per la prima Orsola Balasso”. Siamo frutto del grembo che dal 1907 ha generato noi e oggi anche noi siamo grembo perché il carisma fiorisca ancora».

Nel 2026 l’appuntamento in casa madre a Breganze è stato particolarmente ricco, per testimonianze e ricorrenze. E’ stato infatti chiuso l’anno giubilare durante il quale è stato ringraziato per i 75 anni dall’approvazione pontificia dell’istituto, ma è stata anche l’occasione per ascoltare come il carisma da Breganze si è diffuso nel mondo: sr Antonia Storti ha portato la sua esperienza a Boa Vista (Roraima, Brasile), sr Diolinda e sr Marilia hanno dato il saluto ufficiale prima di partire per il Mozambico, mentre ai laici che condividono il carisma è stato consegnato il nuovo regolamento.

«Chiudiamo il Giubileo che ha celebrato i 75 anni di approvazione pontificia – ha spiegato la Madre – Concludiamo l’anno giubilare, ma chiediamo al Signore di riaccendere ogni giorno nei nostri cuori la Speranza che l’ha caratterizzato, così da rinsaldare il nostro essere tutti fratelli e sorelle. Possiamo ricordare la medaglietta che Madre Giovanna buttò per “segnare” il luogo dove desiderava che sorgesse la prima comunità e possiamo dire che è stata una “medaglia che fiorisce”, ma da quando le medaglie fioriscono? La circolarità della Chiesa dove siamo è stata suggerita a chi l’ha costruita sul ricordo proprio del gesto che fece madre Giovanna (19 marzo 1904). Da questo si spiega la nostra devozione (di suore e famiglia carismatica) verso san Giuseppe. Il pavimento è un susseguirsi di onde a cerchi concentrici che, da una parte, stringono l’assemblea all’altare e, dall’altra, spingono l’assemblea ai limiti, così da andare come missionari. Le vetrate verso il giardino sono in continuità con le onde del pavimento: sono fasci di linee e luci che portano fuori. Sono state realizzate sul tema dell’andare, con colori caldi perché dovrebbero esprimere come ci si dovrebbe sentire – cioè caldi, entusiasti – dopo aver partecipato all’Eucarestia, come dono. Più i cerchi si allontanano più si espandono: proprio come un dono che si allarga. E’ un mandato anche per ciascuno di noi».

La premessa ai tre momenti successivi ha spiegato a cosa ha dato vita il carisma: dalla medaglietta di san Giuseppe, alla cappella di casa madre, all’espandersi delle suore orsoline scm in Italia e all’estero, alla famiglia carismatica…

Nella preghiera del vespro, sr Ianessa e sr Maria Julia, entrambe di voti temporanei, hanno rinnovato i loro voti, il gruppo kar.in di Breganze ha rinnovato le promesse e le suore di voti perpetui hanno rinnovato la propria adesione alla sequela del Signore.

Riportiamo per intero la testimonianza di sr Antonia Storti dopo oltre 10 anni in Amazzonia a Boa Vista: 

Mi é stato chiesto di raccontare come il carisma di Madre Giovanna si é sviluppato in Roraima, uno stato all’estremo nord del Brasile, situato nella zona così detta amazzonica, che politicamente e socialmente parlando, stá passando attraverso un periodo molto delicato sia per l’arrivo praticamente quotidiano di immigranti in cerca di futuro e di sicurezze sia e per le manovre economico politiche che mirano ad appropriarsi delle ricchezze presenti nel territorio a danno dei legittimi proprietari.

Quando Madre Luisa mi ha fatto questa proposta ha usato come immagine il simbolo che incontriamo nel pavimento di questa chiesa, amata da tutte noi orsoline, culla e cuore della nostra famiglia. Il disegno ci parla di movimento, di uscita, come onde che dal centro, che é Cristo, qui rappresentato dall’altare, indicano un cammino, un andare, che per noi orsoline si concretizza attraverso il cammino che Madre Giovanna ha tracciato, e che come un’onda si espande verso il mondo. Immagine questa molto bella e affascinante che sento  appropriata e che possiamo davvero applicare al carisma e alla spiritualità della fondatrice. Il sogno  di Giovanna é diventato il sogno di molte altre donne che, consacrandosi, hanno abbracciato questo ideale e hanno operato perché questo carisma, semplice e poderoso allo stesso tempo, potesse uscire da questo bellissimo paese che é Breganze per espandersi nel mondo: prima attraverso le varie parrocchie in Italia e por attraversando l’oceano fino ad arrivare in Brasile e in Mozambico.

E così é arrivato anche in Roraima, alla periferia della capitale, Boa Vista, dove viviamo come comunitá di Orsoline, denominata Epifania da quasi 18 anni. Permettetemi di ringraziare tutte le persone, ma sopratutto tutte le sorelle che direttamente o indirettamente hanno desiderato, pregato, lavorato perché questo sogno potesse diventare realtà..e sono molte. Per tutte vorrei ringraziare e ricordare Sr. Samuela Sartorel che ha sognato, desiderato e creduto in questo progetto.

Durante l’avvento partecipando ad alcuni incontri in preparazione al Natale, mi ha colpito la frase di una signora che raccontando la sua esperienza durante il viaggio in Terra Santa diceva: “Quando sono entrata nella grotta di Betlemme mi sono molto emozionata pensando di entrare nel luogo dove Dio é venuto a cercare l’umanità”, e io mi sono chiesta e noi orsoline cosa siamo andate a cercare in Amazzonia?

Un’altra domanda provocatoria mi é stata rivolta da una consorella, e che mi ha fatto molto riflettere: “ in Roraima come vivete, parlate a quella gente della salvezza e santificazione della donna?”

Cosa siamo andate a cercare? Come viviamo concretamente il nostro carisma? Cosa significa vivere da figlie di Madre Giovanna in quella terra Santa di Roraima? Sinceramente non ho risposte ma solo spunti di riflessione per poter continuare a cercare insieme e percorrere la strada tracciata dalla nostra fondatrice.

Ho sempre sentito Madre Giovanna come una donna semplice e forte, con un grande ideale nel cuore e la certezza del dono ricevuto. Viveva povera fra i poveri, lavorando in vari ambiti, all’inizio come domestica e alla fine operando fianco a fianco alle operaie della tipografia di cui era la responsabile, condividendo le piccole gioie e le difficoltá: insomma era presente. Questo credo sia stato il nostro primo impegno nello stato dove siamo arrivate in risposta alla richiesta di aiuto che alcuni vescovi brasiliani hanno lanciato alla chiesa universale: essere presenza viva fra quella gente, essere Epifania, manifestazione di Dio fra gli uomini, nelle piccole e semplici realtà quotidiane, accanto a persone che spesso avevano perso la speranza, la fiducia nel futuro e nelle persone stesse, perché la vita non sembrava offrire nessuna opportunità. E  con semplicità e riconoscenza a Dio poter vivere la gioia nel veder rinascere la capacita di credere nella vita, riscoprire la propria dignità che non era legata all’avere ma all’essere, essere persone amate anche se abitando in baracche di plastica, di legno, di tavole, povere e insalubri, ma con la speranza di poter lottare per un futuro migliore.

Una delle prime attività che come orsoline abbiamo svolto é stata la visita: Visita alle famiglie, ai malati, e nel carcere femminile, attività che continuano fino ad oggi. Nella semplicità della quotidianità abbiamo incontrato, donne, uomini e bambini con cui abbiamo camminato e con loro prima sofferto e poi gioito per il fiorire di nuove esperienze, di nuove speranze.

Siamo inserite, con i sacerdoti Fidei Donum della diocesi di Vicenza, in una area missionaria, chiamata Santa Rosa di Lima, la quale é suddivisa in 10 piccole comunitá, ciascuna con la propria cappella e una piccola organizzazione ecclesiale. La prima difficoltá incontrata é stata la divisione che queste comunitá vivevano: ognuna faceva per se, senza preoccuparsi per le altre. Quale gioia ora poter constatare il cammino fatto, secondo anche gli insegnamenti di Madre Giovanna, che si preoccupava con chi le viveva accanto e richiamava alla comunione e all’unità. Così giorno per giorno, dialogando, consigliando, lavorando fianco a fianco con la gente nello sviluppo delle varie pastorali e negli impegni sociali, si ricordavano i valori della gratuitá, della condivisione, del lavorare insieme. Ora lo scambio e l’aiuto reciproco é grande: si é sviluppato, per quanto possibile e con tutte le difficoltá che ogni esperienza comporta, la capacità di cooperare e di camminare uniti, di riflettere, scegliere, organizzare insieme.

Fin dall’inizio, inoltre, ci siamo siamo inserite negli ambiti pastorali sia parrocchiali che diocesani, abbracciando le varie sfide che come diocesi si affrontavano, lavorando nella formazione delle comunitá ecclesiali a noi affidate, assieme ai sacerdoti, ma anche nelle altre parrocchie e aree missionarie della diocesi, camminando con le comunitá per organizzare le varie pastorali: della gioventù, con i suoi alti e bassi, della catechesi, della Caritas, degli indios, degli immigranti, nei movimenti sociali come la Rete un grido per la vita che opera nella prevenzione per combattere il traffico umano e lo sfruttamento minorile (facendo anche incontri di formazione nelle scuole presentando il problema in collaborazione con l’Assemblea Legislativa di Roraima), nella  organizzazione di incontri di formazione di agenti pastorali per la catechesi, la pastorale vocazionale, la liturgia, come i ministri straordinari della Parola e dell’Eucarestia, i diaconi permanenti.

Oltre all’impegno pastorale, nella nostra area da qualche anno, sempre in collaborazione fraterna con i sacerdoti fidei donum di Vicenza, (per la quale davvero ringraziamo molto il Signore), si é iniziata l’esperienza del progetto sociale denominato il pozzo della Samaritana. Di fronte a una realtà fragile che grida per la vita, si voleva offrire uno spazio dove fossero possibili incontri fraterni e solidali, dove le persone potessero esser accolte e ascoltate, uno spazio dove fosse possibile condividere, lavorare e incontrare un sostegno per mantenere viva la speranza e dare senso alla propria vita: insomma  un luogo di incontro. Per questo si sceglie l’immagine del pozzo che nella bibbia é il luogo dell’incontro per eccellenza. E come il pozzo questo spazio desidera essere un luogo dove le persone vengono si per poter bere l’acqua viva della solidarietá, dell’incontro della fiducia, per essere accolti, ascoltati, rinnovare la speranza e curare le proprie ferite ma  anche dove, dopo aver ricevuto, possano donare a loro volta, accoglienza, ascolto comprensione mentre si imparano lavori che permettono di potersi sostentare, e per questo si offrono corsi di taglio e cucito, uncinetto, ricamo, corsi di dopo scuola per i bambini, di chitarra di capoeira, di inglese…e molto altro come sedute psicologiche.

Oggi, infatti se possiamo contare con  vari volontari, lo dobbiamo anche al fatto che molti di loro che si sono dissetati di questa acqua viva e hanno appreso. A loro volta si sono messi a servizio, a disposizione vivendo la loro piccola missione! Fra i volontari ci sono anche persone che fanno parte del gruppo Kar.In di cui parlerò fra poco.

Fin dall’inizio della  nostra presenza in Roraima abbiamo sempre coltivando in cuore il desiderio di far conoscere Madre Giovanna, la sua figura, la sua vita, il suo messaggio, la sua santità. Si é iniziato, da subito, con semplici incontri mensili a presentare la figura della fondatrice, a divulgare i suoi insegnamenti, i valori da lei vissuti e il sogno che portava nel cuore affinché la donna potesse essere e riconoscersi persona amata e preziosa che può offrire molto al mondo. Un tempo significativo é stato l’occasione del centenario nel 2018, durante il quale si sono organizzati incontri di riflessione, momenti di preghiera, gare di giochi sempre avendo come tema principale la persona di Giovanna e questo credo, abbia contribuito molto a diffonderne la conoscenza in quella regione. Un frutto molto gradito é stato il costituirsi da qualche anno del gruppo Kar.In nello stato di Roraima. Nell’anno 2024 difatti 10 persone hanno emesso le promesse, abbracciando lo spirito di Madre Giovanna e impegnandosi a viverlo nei propri ambienti famigliari, di lavoro e di impegno pastorale e molte altre sono in cammino con il desiderio di conoscere e approfondire la conoscenza della nostra fondatrice.

Un elemento importante che spesso ricordiamo é che al centro della spiritualità di Madre Giovanna c’è il Cristo Servo, colui che “non è venuto per essere servito, ma per servire”. Questo modello abbiamo desiderato che non fosse un ideale astratto, ma potesse essere tradotto in scelte concrete: per questo ci aiutiamo nel servizio quotidiano e silenzioso, nell’attenzione ai più fragili e invisibili (come possono essere le donne sole con figli), che accompagniamo nelle difficoltá quotidiane: cercare lavoro, aiutarle nella procura dei propri diritti nell’ambito scolastico, sanitario, e civile, oppure nella disponibilità ai fratelli e nella fedeltà di ogni giorno affinché l’annuncio del Vangelo, che ci impegniamo a vivere come comunitá orsolina, potesse passare attraverso i gesti prima che attraverso le parole.

Abbiamo cosi constatato che il carisma di Giovanna non era importante solo per noi, comunitá religiosa, ma ha toccato la vita di laici, famiglie, giovani e operatori pastorali. In molti hanno imparato che: servire è una forma alta di amare, che la mitezza può trasformare i conflitti e che l’umiltà può davvero aprire  strade nuove.

Come ricordavo prima il carisma di Madre Giovanna, vissuto nello stile del Cristo Servo, non è rimasto confinato nella nostra comunitá religiosa, ma ha dimostrato la sua forza generativa nel cuore del popolo di Roraima. E così anche nella città di Boa Vista, questo carisma ha continuato a fiorire dando vita, da due anni, al gruppo Kar.In, segno concreto che lo Spirito continua a suscitare risposte nuove e profetiche.

La nascita di questo gruppo, oggi quarto in Brasile dopo VR, Cach, BH, non lo viviamo come un traguardo, ma come un segno della forza del carisma: un carisma che mi piace pensare, educa alla mitezza, forma all’umiltà, e spinge a vivere il Vangelo nella quotidianità della famiglia, del lavoro e dell’impegno sociale. I laici del gruppo Kar.In camminano  in comunione viva con noi e con gli altri gruppi presenti negli Stati brasiliani, testimoniano che il carisma di Giovanna è un dono per tutta la Chiesa, capace di unire vocazioni diverse in un unico cammino, e lo fanno concretamente condividendo con noi gli impegni pastorali, sociali e le piccole sfide quotidiane.

Il desiderio che conserviamo nel cuore e che facciamo oggetto delle nostre preghiere é che il carisma di Madre Giovanna possa continuare a incarnarsi come presenza discreta (come era la nostra fondatrice) discreta ma feconda, che possa costruire relazioni, generare  fraternità e aprire a un nuovo futuro. Seguendo l’esempio di Madre Giovanna, noi, religiose e laici  possiamo aiutarci a vivere  i sentimenti di Cristo, mite e umile di cuore, ciascuno nel nostro ambiente di vita uno spazio sacro dove il servizio diventa annuncio e la comunione diventa profezia.

 

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