Sorelle tutte

07
Apr

La preghiera al femminile dell’8 marzo, meditando su Marta e Maria insieme a Silvia Zanconato e don Dario Vivian

Con un po’ di trepidazione, dopo un anno molto particolare, ci siamo incontrati la sera dell’8 marzo nella chiesa di Santa Bertilla, dell’U.P. Porta Ovest di Vicenza, per il ventennale appuntamento di preghiera al femminile. Il tema proposto, “Sorelle tutte”, vuole dare risonanza all’ultima enciclica di papa Francesco che ci pone dentro a un respiro di fraternità e sororità universale. La preghiera (realizzata con il contributo 8xmille della Chiesa cattolica) è stata trasmessa in diretta sulla pagina Facebook di Presenza Donna, dove il video è ancora disponibile.

Protagonista la Parola e in particolare il testo evangelico di Luca 10,25-42, con due brani conosciuti: la “parabola del buon samaritano” e l’accoglienza di Gesù a Betania da parte di Marta e Maria. Sono questi dei testi significativi, il primo perché, ripreso e commentato da papa Francesco in “Fratelli tutti”, ci mostra l’atteggiamento della cura come forma di accoglienza e prossimità; atteggiamenti cari e da riscoprire in questo tempo di pandemia. Il secondo declina la cura nell’ospitalità che le due sorelle hanno avuto nei confronti Gesù.  Ad accompagnarci nella riflessione sono intervenuti la biblista Silvia Zanconato, e il teologo don Dario Vivian.

La prof.ssa Zanconato ha approfondito il brano a partire dalla parola chiave “Nkali”, termine nigeriano appreso dalla scrittrice Chimamanda Ngozi Adichie. Questo sostantivo può essere tradotto con “essere più grande di un altro”, e nel testo evangelico è associato a Maria di Betania, colei che “ha scelto la parte migliore”. Portandoci oltre all’abituale interpretazione, e mettendo in luce le criticità contenute nel testo, la biblista ha posto l’accento su quella sororità problematica che fa da sfondo al brano. Nello specifico, dice: “c’è un dualismo in questa storia, quello di mettere sorella contro sorella, che – stando alle parole della teologa Elisabeth Schüssler Fiorenza – non dipende soltanto dalle posizioni interpretative della tradizione, ma è un meccanismo che è insito nel testo stesso”.  Qui, prosegue, emerge qualcosa di “doloroso per le donne”. Infatti, “celebrare Maria, in qualche modo significa svilire Marta, sottovalutarla. Lei che in realtà per quei «molti servizi», per il suo essere «diacona» è accomunata a un leader del movimento cristiano e a chi compie un servizio ministeriale all’interno della comunità”. Pertanto, Maria, la discepola che si pone in “silente ascolto del Maestro”, rischia di “diventare un modello problematico per le donne che – come la diacona Marta – cercano voce nella chiesa”.

Nel secondo intervento, don Dario Vivian ci ha invitato a riflettere a partire dall’affresco del beato Angelico. In questo dipinto, Gesù si trova nell’orto degli ulivi e cerca speranza, consolazione, chiedendo ai “fratelli tutti”, i discepoli più intimi, di sostenerlo pregando con lui. Questi però si addormentano, e a vegliare sono invece le “sorelle tutte”, rappresentate da Marta e Maria. Spiega don Dario: “Maria tiene sul grembo la Parola che sta leggendo, pregando, meditando”; Marta è ritratta non nell’atteggiamento di diaconia, ma “è la donna teologa, che nel vangelo di Giovanni discute con Gesù proprio di morte e risurrezione”. Pertanto, il giardino dove Gesù sta vivendo l’inizio della sua passione, sofferente come quell’uomo bastonato sulla via che scendeva da Gerusalemme a Gerico, diventa “primizia di giardino di vita” grazie al sostegno delle “sorelle tutte” che vegliano con lui. Marta e Maria, accogliendo l’invito a sostenere Gesù nel momento della prova, danno quindi esempio di come vivere nella sororità quel “Va’ e anche tu fai così”, riferito alla prossimità manifestata dal “buon samaritano”. Invito rivolto a tutti/e e a cui rimanda anche la cartolina che è il segno di questo 8 marzo. Qui, il dipinto del beato Angelico è attorniato da una cornice di volti dove c’è uno spazio vuoto in cui ciascuno/a può inserire il proprio volto, per sentirsi pienamente coinvolto/a in questa “catena” di sororità e fraternità, discepolo/a che vive la cura evangelica vegliando, in ascolto della Parola e nella diaconia.

sr Elisa Panato

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