NON SOLO PASSATEMPI

Quante volte andando a trovare un parente o una persona cara residente in qualche casa di riposo siete passati davanti ai vari “lavoretti” esposti in bella mostra magari lungo i corridoi o in qualche mensola? Quei lavoretti di carta colorata, tappi di sughero, batuffoli di cotone, stuzzicadenti, bicchierini di plastica, bottoni e qualunque altro materiale riciclato destinato a nuova forma dalla fantasia e dall’inventiva che vengono assemblati dagli ospiti.
Qualcuno non ci fa neanche caso, altri li guardano distrattamente e pensano “Ecco cosa fanno tanto per passare il tempo”.
Anch’io ero uno tra questi prima di intraprendere la mia esperienza di Servizio Civile presso la casa di riposo Villa Sant’Angela, esperienza cominciata da un mese, ma è bastato un solo giorno per stravolgere questa mia visione limitata e ristretta. Ben presto ho compreso che qualsiasi attività per le ospiti, dalla tombola al disegno, dai giochi letterari al canto, fino appunto ai lavoretti di cui sopra, non viene svolto “tanto per passare il tempo”, ma con l’intento mirato e specifico per la valorizzazione delle capacità individuali e mantenimento di quelle residue. Certo, questi termini formali sono un po’ grigi, ma rendono bene l’idea del nobile intento che si cela dietro a tutti questi apparenti semplici passatempi.
Dopo aver assimilato questo concetto ho cominciato a guardare quelle opere sotto un’altra luce. Se prima apparivano tutte uguali, ora sono chiaramente tutte diverse: nel realizzare il lavoretto l’ospite vi infonde inconsapevolmente una vita di ricordi, situazioni, fatiche, persone, volti, gioie e dolori. La scelta di un colore piuttosto che un altro, la disposizione dei materiali… tutto è frutto di questi fattori combinati insieme. Ed è straordinario!
Marco