{"id":24259,"date":"2020-04-04T11:43:00","date_gmt":"2020-04-04T09:43:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/donne-della-passione\/"},"modified":"2021-02-16T12:39:21","modified_gmt":"2021-02-16T10:39:21","slug":"donne-della-passione","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/donne-della-passione\/","title":{"rendered":"Donne della Passione"},"content":{"rendered":"<p>Un itinerario verso la Pasqua<\/p>\n<p>Inizia una Settimana Santa diversa da tutte quelle che abbiamo vissuto finora e, come credenti, siamo chiamati a viverla in un modo ancora pi\u00f9 intenso, visto il momento storico particolarmente difficile che stiamo affrontando. <span style=\"font-weight: bold;\">La riflessione proposta \u00e8 sulle donne che hanno accompagnato Ges\u00f9 nei giorni finali della sua vita, che hanno avuto un ruolo significativo nella sua Passione e che possono aiutare anche noi a vivere il nostro quotidiano cos\u00ec pieno di ansie e paure.<\/span>&nbsp;Alcune di loro sono nominate, con qualche differenza, da tutti gli evangelisti, altre solo da alcuni; le vediamo tutte, anche se un po\u2019 velocemente, cercando \u2013 se ci \u00e8 possibile \u2013 di andare a rileggere i testi o ascoltandoli, con particolare attenzione, nei prossimi giorni.<\/p>\n<p>La prima ad essere citata \u00e8 <span style=\"font-weight: bold;\">una serva\/portinaia che si rivolge a Pietro<\/span> mentre \u00e8 nel cortile antistante il tempio, dopo l\u2019arresto di Ges\u00f9. Tutti e quattro i Vangeli la descrivono come colei che <i>&#8220;guarda<\/i> <i>attentamente<\/i><i>\u201d<\/i> Pietro e gli dice: <i>&#8220;Anche tu eri con Ges\u00f9\u201d<\/i>. A queste parole, segue il rinnegamento ripetuto pi\u00f9 volte da Pietro, le sue lacrime, il perdono dato da Ges\u00f9 con un semplice sguardo, ma colpisce che questa donna, che \u00e8 un\u2019estranea, ponga il discepolo di fronte a una scelta di fede: ci dice che spesso sono proprio quelli che consideriamo altri, estranei, che attraverso parole e guardando con attenzione il nostro modo di comportarci, ci provocano a prendere posizione, ci rivelano delle verit\u00e0, anche interiori, su noi stessi. Dovremmo metterci in ascolto delle domande che altri ci pongono sulla nostra fede, soprattutto nella situazione terribile che stiamo vivendo, cercando insieme, con umilt\u00e0 e sincerit\u00e0, possibili risposte o nuove domande.<\/p>\n<p>Solo il Vangelo di Matteo, invece, nomina <span style=\"font-weight: bold;\">la moglie di Pilato<\/span>. Questa donna, mentre il marito sta interrogando Ges\u00f9, gli manda a dire: <i>&#8220;Non avere a che fare con quel giusto\u201d<\/i>. Lei, donna straniera e pagana, non solo sa riconoscere in Ges\u00f9 un uomo giusto ma dice di aver avuto questa rivelazione in sogno, che gi\u00e0 altre volte, nelle Scritture, abbiamo visto essere il modo in cui Dio stesso entra in relazione con un essere umano. A tutte e a tutti, senza differenza alcuna, Dio si manifesta, non \u00e8 un\u2019esclusiva dei credenti ed \u00e8 fedelt\u00e0 allo Spirito esserne consapevoli e accoglierne i segni dovunque essi siano.<\/p>\n<p>Luca, nel suo racconto, aggiunge un particolare \u2013 che non \u00e8 presente negli altri Vangeli \u2013 riferito alla strada verso il Calvario che Ges\u00f9 \u00e8 costretto a fare, con la croce, dopo la condanna a morte: nomina un gruppo di donne che cerca di esprimere con pianti e lamenti il dolore e la vicinanza alla sofferenza di Ges\u00f9. Ges\u00f9 si rivolge a queste donne, riconosce il loro pianto, ma ribalta la situazione: <i>&#8220;<span style=\"font-weight: bold;\">Figlie di Gerusalemme<\/span> non piangete su di me, ma su di voi e sui vostri figli\u201d. <\/i>Non rifiuta il loro pianto, anzi lo ritiene cos\u00ec importante da andare ancor pi\u00f9 in profondit\u00e0, perch\u00e9 l\u2019interrogativo di fondo \u00e8 proprio su <i>chi<\/i> piangere: su chi ama fino alla fine, come Ges\u00f9, o piuttosto su chi rifiuta quell\u2019amore? Su chi muore amando, o su chi provoca la morte?<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: bold;\">Le donne sono presenti anche al momento fondamentale della croce<\/span>, non abbandonano Ges\u00f9: secondo Matteo, Luca e Marco stanno l\u00ec ed osservano da lontano, mentre nel Vangelo di Giovanni sono, in piedi, proprio sotto la croce. Stanno l\u00ec, sanno rimanere senza fuggire, senza abbassare gli occhi di fronte a quell\u2019orrore, senza poter cambiare nulla, ma lasciando entrare in s\u00e9 quel dolore per provare la vera compassione, quella stessa che Ges\u00f9 aveva manifestato, durante la sua vita, verso donne e uomini feriti nel corpo e nello spirito, quella in cui senti l\u2019altro\/l\u2019altra come parte di te.<br \/>\nSecondo Giovanni, presso la croce ci sono anche <span style=\"font-weight: bold;\">la madre<\/span>, nel suo strazio di vedere il figlio crocifisso, di assistere impotente alla sua morte, e il discepolo amato. Maria \u2013 che in occasione delle nozze di Cana aveva offerto Ges\u00f9 al mondo spingendolo a fare il suo primo segno quando, durante un matrimonio, aveva trasformato l\u2019acqua in vino \u2013 viene ora affidata da Ges\u00f9 al discepolo amato e lo stesso discepolo, nuovo figlio, viene affidato alla madre, in una circolarit\u00e0 d\u2019amore che crea legami eterni e non lascia mai da soli.<\/p>\n<p>Dopo che Giuseppe di Arimatea, discepolo di Ges\u00f9, di nascosto per timore dei giudei ha chiesto ed ottenuto da Pilato il corpo di Ges\u00f9 e con Nicodemo, secondo il vangelo di Giovanni, l&#8217;ha deposto nel sepolcro, le donne osservano ogni cosa per custodire con fedelt\u00e0 quanto sta accadendo, per vedere se quel corpo \u00e8 trattato con amore.<br \/>\nSecondo Matteo, quando tutti sono andati via, <span style=\"font-weight: bold;\">Maria di Magdala e l\u2019altra Maria<\/span> rimangono sedute di fronte alla tomba, ed \u00e8 straziante e nello stesso tempo fortissima, questa immagine di due donne testimoni della morte ma, nello stesso tempo, quasi incapaci di staccarsi da quel corpo chiuso dalla pietra, come se l\u2019andare via fosse un abbandonare. Chi l\u2019ha provato sa, che non si vorrebbe mai lasciare andare un corpo amato, anche se si ha la consapevolezza della morte\u2026<br \/>\nLuca ci dice che poi tornano a casa, a preparare aromi, olii e profumi. Sembrano gesti inutili perch\u00e9 Ges\u00f9 \u00e8 gi\u00e0 nel sepolcro, eppure loro <span style=\"font-weight: bold;\">preparano profumi: \u00e8 la logica dell\u2019amore in un tempo di morte, perch\u00e9 \u00e8 credere che Dio abita anche questi tempi difficili e a noi \u00e8 forse chiesto di preparare profumi, inventando gesti, con quel poco di energia di vita che sta nel presente.<\/span><\/p>\n<p>Poi le donne, come tutti gli ebrei, rispettano <span style=\"font-weight: bold;\">il silenzio del sabato<\/span>, il riposo previsto dalla legge ebraica. \u00c8 un tempo che si dilata, che troppo spesso noi quasi saltiamo nei preparativi della Pasqua, ma che forse quest\u2019anno possiamo provare a vivere in modo diverso. \u00c8 un tempo in cui far riaffiorare i ricordi, rivivere i sentimenti, cercare nella storia di ognuna ed ognuno la presenza di Dio. Vivere intensamente il silenzio, anche se pu\u00f2 fare paura, cercando di coltivare la speranza e di far crescere, nonostante tutto, la vita. Noi lo sappiamo che la morte non \u00e8 l\u2019ultima parola.<br \/>\nDopo la festivit\u00e0 del sabato, <span style=\"font-weight: bold;\">alle prime luci dell\u2019alba, le donne che non hanno mai abbandonato Ges\u00f9 nemmeno nei momenti pi\u00f9 bui, si alzano: sono pronte a riprendere la loro quotidianit\u00e0, a riprendere il cammino e ad andare incontro all\u2019Amato.<\/span><\/p>\n<p align=\"right\">Donatella Mottin<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-33665\" src=\"{00C73DB0-E2C9-4B67-87E4-FFA322133669}_imggrandisito.jpg \" alt=\"\"><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Un itinerario verso la Pasqua Inizia una Settimana Santa diversa da tutte quelle che abbiamo vissuto finora e, come credenti, siamo chiamati a viverla 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