{"id":24248,"date":"2020-02-25T08:45:00","date_gmt":"2020-02-25T06:45:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/parole-da-gustare-nel-cammino\/"},"modified":"2020-02-25T08:45:00","modified_gmt":"2020-02-25T06:45:00","slug":"parole-da-gustare-nel-cammino","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/parole-da-gustare-nel-cammino\/","title":{"rendered":"Parole da gustare nel cammino"},"content":{"rendered":"<p>Donatella Mottin ci accompagna nelle domeniche di Quaresima<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">Le domeniche di Quaresima sono<br \/>\ndense di Parola, ma anche di\u2026 parole. Sarebbe bastato solo uno dei lunghi<br \/>\nVangeli, per coprire di riflessioni tutto il periodo che ci accompagna verso la<br \/>\nPasqua e c\u2019\u00e8 il rischio di lasciare tutta questa grande ricchezza al solo<br \/>\nmomento dell\u2019ascolto domenicale. La proposta \u00e8 di fermarsi su poche parole,<br \/>\nquelle che ci hanno parlato quando le abbiamo ascoltate e di portarle con noi<br \/>\ndurante la settimana, ripensarle, ripeterle, per &#8220;stare\u201d con Ges\u00f9 in questo<br \/>\ntempo con semplicit\u00e0, ma forse pi\u00f9 in profondit\u00e0. Io, per me, ho scelto queste:<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">PRIMA<br \/>\nDOMENICA: LE TENTAZIONI &#8211; Matteo 4,1-11<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: bold;\">Ges\u00f9 venne condotto nel<br \/>\ndeserto\u2026 Dopo aver digiunato quaranta giorni e quaranta notti, alla fine ebbe<br \/>\nfame<\/span>.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">Nel deserto per quaranta giorni e<br \/>\nquaranta notti\u2026 Mi interrogano sempre pi\u00f9 questi tempi, a volte lunghissimi,<br \/>\naltre relativamente pi\u00f9 brevi, di cui le Scritture non ci dicono nulla. Chiss\u00e0<br \/>\ncosa avr\u00e0 pensato Ges\u00f9 in quelle giornate da solo. Il deserto \u00e8 il luogo<br \/>\ndell\u2019Esodo, una fase di passaggio in funzione di qualcosa che si deve compiere.<br \/>\nCerto il racconto delle tre tentazioni, che Matteo inserisce in questo capitolo<br \/>\ne che diventano di un grande valore simbolico, ci dice che Ges\u00f9 ha dovuto<br \/>\noperare delle scelte rispetto a quella che sarebbe stata, in parole e opere, la<br \/>\nsua vita pubblica che comincia subito dopo, ma quei quaranta giorni aprono<br \/>\ndelle domande, ci parlano di quei periodi in cui anche noi ci arrovelliamo per<br \/>\nscelte da fare, giorni e notti di pensieri, di dubbi, di preghiere, di profondo<br \/>\ndesiderio che qualcuno ci illumini, ci aiuti a decifrare e a comprendere cosa<br \/>\nfare, come andare avanti. E poi <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">&#8220;<span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\">alla fine<\/span>\u201d<\/i> ecco che Ges\u00f9 <i>&#8220;ebbe<br \/>\nfame\u201d<\/i>. Non \u00e8 logicamente una fame fisica, ma la fame che interrompe<br \/>\nquell\u2019isolamento. \u00c8 come la nostra \u2018fame\u2019 di qualcosa che ci chiama a passare<br \/>\nattraverso alcune esperienze e ad andare oltre. Nel vangelo di Giovanni, Ges\u00f9<br \/>\ndir\u00e0 <i>&#8220;mio cibo \u00e8 fare la volont\u00e0 di Dio\u201d<\/i> (Gv 4, 31-34). Ges\u00f9 non \u00e8<br \/>\nchiamato a vivere nel deserto come Giovanni il Battista, cibandosi di locuste e<br \/>\nmiele selvatico come Matteo racconta nel brano precedente (3,4). Ges\u00f9 ha scelto<br \/>\ndi andare per le strade, di incontrare donne e uomini; \u00e8 questa la fame di<br \/>\nGes\u00f9: fame di relazioni, desiderio di vivere concretamente con le persone che<br \/>\nincontrer\u00e0, giorno dopo giorno, quel traboccante amore che lo porter\u00e0 davvero<br \/>\nad amare <i>&#8220;fino alla fine\u201d<\/i>.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">SECONDA<br \/>\nDOMENICA: LA TRASFIGURAZIONE &#8211; Matteo 17,1-9<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: bold;\">Ma Ges\u00f9 si avvicin\u00f2, ti tocc\u00f2<br \/>\ne disse: &#8220;Alzatevi e non temete\u201d<\/span>.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00c8 importante che il racconto<br \/>\ndella Trasfigurazione di Ges\u00f9 sia inserito subito dopo il suo primo annuncio<br \/>\ndella Passione e delle condizioni per seguirlo, cio\u00e8 l\u2019offerta d\u2019amore della<br \/>\npropria vita accettando le diverse croci che questo comporta. <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">Pietro, Giacomo e Giovanni vivono<br \/>\nun\u2019esperienza straordinaria, di quelle che cambiano la vita: la visione di<br \/>\nMos\u00e8, Elia e il volto &#8220;altro\u201d di Ges\u00f9. Umanamente comprensibile che Pietro<br \/>\ndesideri rimanere cos\u00ec, tutti insieme, con Mos\u00e8 che rappresenta la Legge del<br \/>\npopolo, Elia il grande profeta e Ges\u00f9 il maestro. <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">Ma la voce e l\u2019indicazione di Dio<br \/>\n\u00e8 molto diversa: Ges\u00f9 \u00e8 l\u2019amato. Lui \u00e8 colui che deve essere ascoltato. C\u2019\u00e8 s\u00ec<br \/>\nda cadere con la faccia a terra ed essere presi da grande timore come accade ai<br \/>\ndiscepoli. Non \u00e8 possibile tenere tutto, bisogna scegliere. Non la legge, se viene<br \/>\nassolutizzata e si dimentica dei volti, dei corpi e delle difficolt\u00e0 delle<br \/>\npersone; non quella profezia che, come anche per Elia, spesso diventa potere<br \/>\nforte e addirittura violenza, ma l\u2019annuncio di Ges\u00f9, un annuncio di amore che<br \/>\nmette in gioco la vita. C\u2019\u00e8 timore nell\u2019alzare lo sguardo, nel vedere che \u00e8<br \/>\nrimasto lui solo, nell\u2019operare quella scelta, nel lasciare la vecchia strada e<br \/>\nagire una conversione, un cambiamento. <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">Ma Ges\u00f9 tocca i nostri corpi, ci<br \/>\naiuta a rialzarci, a risorgere; tocca la nostra paura e ci ripete ogni giorno: <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">&#8220;<span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\">Non<br \/>\ntemere!<\/span>\u201d<\/i>. <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">TERZA<br \/>\nDOMENICA: LA SAMARITANA &#8211; Giovanni 4,5-42<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: bold;\">Ges\u00f9 dunque affaticato per il<br \/>\nviaggio&#8230; le dice: &#8220;Dammi da bere\u201d<\/span>.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">Ges\u00f9 avrebbe potuto fare un\u2019altra<br \/>\nstrada per salire a Gerusalemme, evitando di attraversare la Samaria come<br \/>\nnormalmente facevano i giudei per evitare i contatti con i samaritani<br \/>\nconsiderati impuri e da cui erano divisi da convinzioni sociali e di culto.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">Ma Ges\u00f9 \u00e8 venuto per raggiungere<br \/>\nanche i lontani, le periferie, le terre e soprattutto le persone che sono oltre<br \/>\ni confini fissati dalla legge. Forse \u00e8 il compito da svolgere a causargli<br \/>\nquella grande stanchezza, come \u00e8 per noi nelle fatiche di affrontare le<br \/>\ngiornate, la stanchezza non solo di quello che si \u00e8 fatto, ma soprattutto di<br \/>\nquanto si deve ancora fare. Ges\u00f9 ha conosciuto questa fatica, nel corpo e nello<br \/>\nspirito, e forse proprio per questo le sue prime parole alla Samaritana che<br \/>\narriva al pozzo, sono espressione di un bisogno, di un desiderio. <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">&#8220;<span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\">Dammi<br \/>\nda bere<\/span>\u201d<\/i>.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">Quella donna, con la sua vita<br \/>\nirregolare, mentre sta compiendo il suo quotidiano, viene colta dalla sorpresa<br \/>\ndi quell\u2019incontro; accetta di intrecciare la sua sete, i suoi sogni e desideri,<br \/>\ncon quel giudeo che in teoria non dovrebbe nemmeno rivolgersi a lei e che<br \/>\ninvece le narra la verit\u00e0 della sua vita, senza giudizi e con amore.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">Era mezzogiorno ci dice il testo,<br \/>\ncome quando Pilato present\u00f2 Ges\u00f9 al popolo: <i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">&#8220;<span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\">Era la Parasceve<\/span><\/i> <i>della Pasqua,<br \/>\nverso mezzogiorno Pilato disse agli ebrei: ecco il vostro re!<\/i><i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">\u201d<\/i>.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><i>&#8220;\u00c8 l\u2019ora centrale del giorno,<br \/>\nil punto che determina il passaggio da una parte all\u2019altra della giornata\u2026 Ogni<br \/>\nvolta che accogliamo l\u2019invito a un viaggio interiore, \u00e8 mezzogiorno\u2026 Ogni volta<br \/>\nche ci mettiamo all\u2019ascolto profondo della nostra sete, \u00e8 mezzogiorno\u201d (J.<br \/>\nTolentino Mendonca)<\/i>.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">Ogni volta che passiamo da una<br \/>\nparte a un\u2019altra della nostra vita. <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">QUARTA<br \/>\nDOMENICA: IL CIECO NATO &#8211; Giovanni 9,1-41<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: bold;\">Ges\u00f9 seppe che l\u2019avevano<br \/>\ncacciato fuori; quando lo trov\u00f2 gli disse&#8230;<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">Testo strano quello del cieco<br \/>\nnato. Si apre con una affermazione potente: quello che ci accade come malattia,<br \/>\ndisabilit\u00e0, sofferenza o difficolt\u00e0, non sono castighi per peccati commessi. E<br \/>\nper dimostrare che il Dio manifestato da Ges\u00f9 non \u00e8 un Dio che castiga, Ges\u00f9<br \/>\napre, di sabato, gli occhi di quell\u2019uomo e gli rende possibile vedere. <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">Da questo momento Ges\u00f9 non c\u2019\u00e8<br \/>\npi\u00f9 nel testo, ci sono quelli che conoscevano l\u2019uomo, i suoi familiari,<br \/>\nsoprattutto i farisei. Nessuno \u00e8 felice per lui, per la cosa straordinaria che<br \/>\ngli \u00e8 capitata. Sembra che Ges\u00f9 gli abbia complicato la vita: i conoscenti lo<br \/>\nportano dai farisei perch\u00e9 \u00e8 stato guarito in giorno di sabato; i suoi<br \/>\ngenitori, che ci vedono, lo riconoscono come il proprio figlio nato cieco, ma<br \/>\nnon aggiungono altro per paura di essere espulsi dalla sinagoga; i farisei non<br \/>\nvogliono accettare che l\u2019azione di Ges\u00f9 venga da Dio perch\u00e9 Ges\u00f9 non rispetta<br \/>\nla Legge di Mos\u00e8 e continuano a interrogarlo con insistenza e violenza.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">E finalmente quell\u2019uomo ha &#8220;l\u2019illuminazione\u201d:<br \/>\nora vede la realt\u00e0 com\u2019\u00e8, quell\u2019impasto di terra e l\u2019invito ad andare lo hanno<br \/>\nreso pienamente umano, non vuole pi\u00f9 chiudere gli occhi. Sono i farisei e chi<br \/>\ndetiene il potere che sta sbagliando e trova il coraggio di dirlo: <i>&#8220;Se<br \/>\ncostui non venisse da Dio, non avrebbe<\/i> <i>potuto far nulla\u201d<\/i> (9,33).<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">Anche per noi, oggi, \u00e8 possibile<br \/>\ncominciare a vedere la realt\u00e0, trovare il coraggio di prendere la parola, anche<br \/>\nse pu\u00f2 voler dire essere cacciati fuori, messi da parte, perch\u00e9 \u00e8 proprio<br \/>\nquando l\u2019uomo viene cacciato che Ges\u00f9 lo trova e gli parla.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">A volte bisogna trovare il<br \/>\ncoraggio di &#8220;uscire\u201d, come ogni creatura che deve venire espulsa dal grembo<br \/>\ndella madre, per vedere la luce e iniziare a vivere.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">\u00a0<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-size: 14pt;\">QUINTA<br \/>\nDOMENICA: LAZZARO RIPORTATO IN VITA &#8211; Giovanni 11,1-45<\/span><\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><span style=\"font-weight: bold;\">Signore, se tu fossi stato<br \/>\nqui, mio fratello non sarebbe morto<\/span>.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">&#8220;<span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\">Se tu fossi stato qui..<\/span>.\u201d<\/i>.<br \/>\nLa frase di Marta e Maria a Ges\u00f9 rappresenta la domanda che spesso ci abita,<br \/>\nquando abbiamo modo di vivere o di considerare certe situazioni; quando la vita<br \/>\nci sorprende con sofferenze vissute o ascoltate; quando ci sentiamo del tutto<br \/>\nimpotenti; quando ci assale la sensazione che il Signore sia assente. Se l\u00ec il<br \/>\nSignore ci fosse, le cose non sarebbero diverse? <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\">Marta, nel brano del vangelo, sta<br \/>\nvivendo questa situazione. \u00c8 amica di Ges\u00f9, spesse volte egli si era fermato<br \/>\nnella loro casa dove aveva trovato accoglienza, ristoro, amicizia; aveva<br \/>\npregato che Ges\u00f9 arrivasse negli ultimi giorni di malattia del fratello, ma<br \/>\nGes\u00f9 non era arrivato in tempo eppure anche adesso, che \u00e8 finalmente presente,<br \/>\nMarta si aspetta un gesto miracoloso, chiede conto a Ges\u00f9 e dialoga con Ges\u00f9<br \/>\ncercando di capire.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">&#8220;<span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\">Credi tu che io sia la vita?<\/span>\u201d<\/i>.<br \/>\nPrima ancora della risurrezione di Lazzaro, che viene solo &#8220;slegato\u201d dal suo<br \/>\nsonno, questo testo ci presenta la risurrezione di Marta. Nelle avversit\u00e0,<br \/>\nnelle sofferenze, nelle malattie e anche nella morte, il Signore \u00e8 presente non<br \/>\na cancellare, ma a condividere ogni cosa con noi. <\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt; text-align: justify;\"><i style=\"mso-bidi-font-style: normal;\">&#8220;<span style=\"mso-bidi-font-style: italic;\">S\u00ec, Signore, io lo credo<\/span>\u201d<\/i>.<br \/>\nEd \u00e8 gi\u00e0 ora vita eterna.<\/p>\n<p style=\"margin: 0cm 0cm 0pt;\" align=\"right\">Donatella Mottin\n\t<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-33665\" src=\"{3A918079-9F29-4F68-93ED-770D1FAAF961}_patrick-fore-b_SHPU5M3nk-unsplash-2048x1365.jpg \" alt=\"\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Donatella Mottin ci accompagna nelle domeniche di Quaresima Le domeniche di Quaresima sono dense di Parola, ma anche di\u2026 parole. Sarebbe bastato solo uno dei&hellip;<\/p>\n","protected":false},"author":1,"featured_media":0,"comment_status":"closed","ping_status":"open","sticky":false,"template":"","format":"standard","meta":{"footnotes":""},"categories":[],"tags":[],"sezioni":[],"autore":[],"numero_pagine":[],"codice":[],"nazione":[],"anno_di_prima_edizione":[],"anno":[],"ambito":[],"codice_isbn":[],"citta":[],"cadenza":[],"editore":[],"rivista":[],"numero":[],"pagina":[],"lingua":[],"note":[],"lrc":[],"inizio":[],"fine":[],"promotore":[],"facolta":[],"relatore":[],"durata":[],"distribuzione":[],"parole_chiave":[],"class_list":["post-24248","post","type-post","status-publish","format-standard","hentry"],"_links":{"self":[{"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24248","targetHints":{"allow":["GET"]}}],"collection":[{"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/posts"}],"about":[{"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/types\/post"}],"author":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/users\/1"}],"replies":[{"embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/comments?post=24248"}],"version-history":[{"count":0,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/posts\/24248\/revisions"}],"wp:attachment":[{"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/media?parent=24248"}],"wp:term":[{"taxonomy":"category","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/categories?post=24248"},{"taxonomy":"post_tag","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/tags?post=24248"},{"taxonomy":"sezioni","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/sezioni?post=24248"},{"taxonomy":"autore","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/autore?post=24248"},{"taxonomy":"numero_pagine","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/numero_pagine?post=24248"},{"taxonomy":"codice","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/codice?post=24248"},{"taxonomy":"nazione","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/nazione?post=24248"},{"taxonomy":"anno_di_prima_edizione","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/anno_di_prima_edizione?post=24248"},{"taxonomy":"anno","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/anno?post=24248"},{"taxonomy":"ambito","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/ambito?post=24248"},{"taxonomy":"codice_isbn","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/codice_isbn?post=24248"},{"taxonomy":"citta","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/citta?post=24248"},{"taxonomy":"cadenza","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/cadenza?post=24248"},{"taxonomy":"editore","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/editore?post=24248"},{"taxonomy":"rivista","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/rivista?post=24248"},{"taxonomy":"numero","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/numero?post=24248"},{"taxonomy":"pagina","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/pagina?post=24248"},{"taxonomy":"lingua","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/lingua?post=24248"},{"taxonomy":"note","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/note?post=24248"},{"taxonomy":"lrc","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/lrc?post=24248"},{"taxonomy":"inizio","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/inizio?post=24248"},{"taxonomy":"fine","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/fine?post=24248"},{"taxonomy":"promotore","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/promotore?post=24248"},{"taxonomy":"facolta","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/facolta?post=24248"},{"taxonomy":"relatore","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/relatore?post=24248"},{"taxonomy":"durata","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/durata?post=24248"},{"taxonomy":"distribuzione","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/distribuzione?post=24248"},{"taxonomy":"parole_chiave","embeddable":true,"href":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/wp-json\/wp\/v2\/parole_chiave?post=24248"}],"curies":[{"name":"wp","href":"https:\/\/api.w.org\/{rel}","templated":true}]}}