{"id":24202,"date":"2019-07-03T09:12:00","date_gmt":"2019-07-03T07:12:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/carola-rackete-lodio-e-lamore\/"},"modified":"2019-07-03T09:12:00","modified_gmt":"2019-07-03T07:12:00","slug":"carola-rackete-lodio-e-lamore","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/carola-rackete-lodio-e-lamore\/","title":{"rendered":"Carola Rackete: l&#8217;odio e l&#8217;amore"},"content":{"rendered":"<p>L&#8217;intervento dell&#8217;Osservatorio interreligioso sulle violenze contro le donne<\/p>\n<div class=\"itemHeader\"><em>  <\/em><\/div>\n<div class=\"itemHeader\"><em><br \/>\n\t\t<nop rel=\"author\"><\/nop>Dopo la pagina nerissima degli insulti alla<br \/>\ncapitana della nave Sea Watch Carola Rackete e alle persone sbarcate la<br \/>\nnotte del 29 giugno a Lampedusa, l&#8217;Osservatorio interreligioso sulle<br \/>\nviolenze contro le donne interviene con il seguente comunicato.<\/em><\/div>\n<div class=\"itemHeader\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"itemHeader\">\u00abNoi donne costituenti dell\u2019Osservatorio interreligioso sulle<br \/>\nviolenze contro le donne non possiamo tacere sui fatti avvenuti<br \/>\nall\u2019arrivo della nave Sea Watch a Lampedusa la notte del 29 giugno. Ci<br \/>\nriferiamo ai discorsi d\u2019odio che dal molo hanno accompagnato la discesa<br \/>\ndalla nave della comandante, Carola Rackete, trentunenne tedesca con una<br \/>\n grande esperienza in campo scientifico e umanitario. Per aver forzato il blocco imposto dal governo italiano, l\u2019arresto<br \/>\ncon l\u2019accusa di &#8220;violenza contro nave da guerra\u201d non \u00e8 bastato. Al<br \/>\nporto, oltre alla Guardia di Finanza, si \u00e8 radunata una folla che ha<br \/>\nrivolto alla comandante della nave frasi di chiara matrice sessista,<br \/>\npostate su Facebook dalla Lega di Lampedusa.<\/div>\n<div class=\"itemHeader\">\u00a0<\/div>\n<div class=\"itemHeader\">Un commento su un social &#8211; che si situa nell\u2019 orizzonte di un<br \/>\nprofetismo cristiano &#8211; ha stigmatizzato il fatto come razzista. \u00c8 strano<br \/>\n come non si veda che <strong>gli insulti alla capitana erano prima di tutto violenti attacchi sessisti.<\/strong> Certamente il becero e brutale linguaggio impiegato \u00e8 sintomo anche di<br \/>\nun razzismo che rende l\u2019etnia africana oggetto di disprezzo e ne fa il<br \/>\nsimbolo di ogni negativit\u00e0. Ma qui, ci\u00f2 che si impone \u00e8 una forsennata<br \/>\nviolenza misogina. Sul molo di Lampedusa \u00e8 stato utilizzato<br \/>\npornograficamente il campo semantico della sessualit\u00e0 per colpire una<br \/>\ndonna; una giovane che incarna il rifiuto per un ordine politico e<br \/>\nsimbolico indifferente alla vita, che unisce l\u2019ideale della solidariet\u00e0 e<br \/>\n il pragmatismo dell\u2019agire, che conosceva i rischi del proprio<br \/>\ncoraggioso gesto ma non vi si \u00e8 sottratta per amore degli altri.<\/div>\n<div class=\"itemFullText\">\n<p>Di pi\u00f9. <strong>Su Carola Rackete e sulle mogli dei deputati Pd saliti sulla nave \u00e8 stato invocato lo stupro.<\/strong> Il coro di voci del video che gira su internet mostra una efferatezza<br \/>\ndisumana. Si tratta di una chiara istigazione alla violenza. Ancora una<br \/>\nvolta lo stupro \u00e8 pensato come arma di guerra contro il corpo delle<br \/>\ndonne. Una guerra che oggi \u00e8 quella contro chi fugge dalla guerra,<br \/>\nintrecciata a una guerra contro le donne, perch\u00e9 \u00e8 nella relazione tra<br \/>\nuomo e donna che si radica l\u2019intolleranza prima verso l\u2019altro.<\/p>\n<p>Fino a quando una donna sar\u00e0 insultata e offesa barbaramente nella<br \/>\nsfera della sessualit\u00e0 e fino a quando gli uomini non prenderanno<br \/>\ncoscienza che gli stupri e i femminicidi si alimentano di questi gesti,<br \/>\nnon potremo avere una societ\u00e0 giusta, inclusiva, amante della vita.<\/p>\n<p>Un immenso grazie a Carola Rackete per il grande gesto di amore che<br \/>\nha compiuto e per aver mostrato ai giovani e alle giovani quanto una<br \/>\ndonna pu\u00f2 incarnare l\u2019 essere responsabili verso l&#8217;altro\/a\u00bb.<\/p>\n<p>&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;&#8212;<\/p>\n<p>L&#8217;appello di teologhe e teologi della Facolt\u00e0 dell&#8217;Italia meridionale (<a href=\"http:\/\/www.adista.it\/articolo\/61614?fbclid=IwAR3ZixQDYk3w1PaaWeyeZL3IMnqY3KYs_JCqqGz1BL7gpKUfngRrR2rhHQs\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">fonte: Adista<\/a>)<\/p>\n<p><strong>&#8220;SIGNOR PRESIDENTE, SIAMO COLPEVOLI ANCHE NOI!&#8221;<\/strong><\/p>\n<p><p>\u00abSignor Presidente, se la solidariet\u00e0 sta divenendo in Italia un<br \/>\nreato allora noi le comunichiamo che vogliamo compiere ogni reato di<br \/>\numana solidariet\u00e0 e che ci associamo a quanto ha fatto la comandante<br \/>\nRackete e desideriamo essere indagati e processati anche noi per<br \/>\napologia di reato e ci offriamo di ricevere la pena prevista per questo<br \/>\nreato\u00bb. Lo scrivono oltre 30 tra teologi, canonisti, storici della<br \/>\nChiesa in una lettera di auto denuncia inviata al presidente della<br \/>\nRepubblica Sergio Mattarella. Il mondo cattolico, anche nei suoi livelli<br \/>\n accademici, continua a mobilitarsi a sostegno della solidariet\u00e0 nei<br \/>\nconfronti dei migranti ed a difesa di chi, come Carola Rackete, ha<br \/>\nscelto di rischiare in prima persona per salvare vite umane.<br \/>\n\t\t\tInoltre, l\u2019accusa alla capitana Carola, sostiene la<br \/>\nlettera, \u00e8 ridicola ed inaccettabile: come si fa infatti a dire \u00abche una<br \/>\n minuscola unit\u00e0 navale, totalmente disarmata e con a bordo dei poveri<br \/>\nnaufraghi voglia e possa far guerra all\u2019Italia\u00bb? La verit\u00e0 \u00e8 che \u00abnon vi<br \/>\n \u00e8 nessuna minaccia e nessuna guerra in atto, se non quella scatenata da<br \/>\n mesi nei confronti di esseri umani bisognosi di soccorso e desiderosi<br \/>\ndi vivere. Non si fa guerra ai poveri e il nostro posto di insegnanti di<br \/>\n una Facolt\u00e0 Teologica \u00e8 l\u00ec dove la vita viene offesa e negata.<br \/>\n\t\t\tI docenti firmatari avvertono i fatti della Sea Watch come<br \/>\n direttamente collegati al ruolo di formatori che svolgono: \u00abCome<br \/>\ninsegnanti, signor Presidente, siamo molto allarmati da questo crescente<br \/>\n clima di odio e di aggressione continua soprattutto nei confronti di<br \/>\nimpoveriti, indeboliti e sfruttati. Questo clima non potr\u00e0 non avere<br \/>\nconseguenze gravissime nella formazione di un comune sentire degli<br \/>\nitaliani, soprattutto dei pi\u00f9 giovani nei cui confronti abbiamo il<br \/>\ndovere di dire la verit\u00e0, di promuovere il dialogo e l\u2019accoglienza, di<br \/>\nmostrare il bene della nonviolenza e non favorire e sostenere la<br \/>\nmistificazione e l\u2019intolleranza che sfociano inevitabilmente nell\u2019odio\u00bb.<br \/>\n\t\t\tPer questi motivi, conclude la missiva, \u00abnon lasceremo<br \/>\nsola la comandante Rackete che con la sua disobbedienza civile ha<br \/>\ndimostrato una passione per l\u2019umanit\u00e0 esemplare e associandoci alla<br \/>\ncomandante attendiamo di essere anche noi processati\u00bb.<br \/>\n\t\t\tIl gesto ricorda altre celebri iniziative avvenuto in<br \/>\npassato in ambito cattolico. Nel 1965, don Milani fu messo sotto<br \/>\nprocesso per apologia di reato, per aver difeso gli obiettori di<br \/>\ncoscienza (allora una legge che garantisse il diritto all\u2019obiezione di<br \/>\ncoscienza non esisteva e chi rifiutava di indossare la divisa finiva in<br \/>\ncarcere per renitenza alla leva) contro i cappellani militari in congedo<br \/>\n della Toscana che su un giornale avevano definititi &#8220;vili\u201d gli<br \/>\nobiettori. \u00abNon discuter\u00f2 qui l&#8217;idea di Patria in s\u00e9. Non mi piacciono<br \/>\nqueste divisioni. Se voi per\u00f2 avete diritto di dividere il mondo in<br \/>\nitaliani e stranieri allora vi dir\u00f2 che, nel vostro senso, io non ho<br \/>\nPatria e reclamo il diritto di dividere il mondo in diseredati e<br \/>\noppressi da un lato, privilegiati e oppressori dall&#8217;altro\u00bb, scriveva tra<br \/>\n le atre cose don Milani ai cappellani. Parole che ricordano da vicino<br \/>\nquelle della lettera pubblicata in esclusiva da Adista: \u00abNon si fa<br \/>\nguerra ai poveri e il nostro posto di insegnanti di una Facolt\u00e0<br \/>\nTeologica \u00e8 l\u00ec dove la vita viene offesa e negata\u00bb.<br \/>\n\t\t\tQualche anno dopo la vicenda di don Milani, un altro<br \/>\ncelebre episodio scosse il mondo cattolico. Nel 1969 un migliaio di<br \/>\nparrocchiani dell\u2019Isolotto, a Firenze, si auto denunciarono in<br \/>\nsolidariet\u00e0 al loro parroco, don Enzo Mazzi, e di altri 4 preti e 3<br \/>\nlaici indagati per istigazione a delinquere e turbamento di funzioni<br \/>\nreligiose, durante i celebri fatti che portarono alla rimozione di don<br \/>\nMazzi da parroco. Nel 1971 furono tutti assolti.<br \/>\n\t\t\tDi seguito, il testo della lettera al presidente della Repubblica.<\/p>\n<p><strong>Al presidente della Repubblica Italiana Sergio Mattarella<\/strong><\/p>\n<p>Signor Presidente,<br \/>\n\t\t\t\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 le scriviamo per<br \/>\nmanifestarle la nostra totale condivisione con le scelte compiute da<br \/>\nCarola Rackete &#8211; comandante della piccola nave Sea Watch &#8211; sia per aver<br \/>\nsalvato la vita a dei naufraghi nel Mediterraneo sia per aver deciso,<br \/>\ndopo 17 giorni di vana attesa, di farli sbarcare in Italia dopo le<br \/>\nlunghissime sofferenze patite nei loro viaggi precedenti e in una<br \/>\nnazione in guerra come la Libia.<\/p>\n<p>Signor Presidente, se la solidariet\u00e0 sta divenendo in<br \/>\nItalia un reato allora noi le comunichiamo che vogliamo compiere ogni<br \/>\nreato di umana solidariet\u00e0 e che ci associamo a quanto ha fatto la<br \/>\ncomandante Rackete e desideriamo essere indagati e processati anche noi<br \/>\nper apologia di reato e ci offriamo di ricevere la pena prevista per<br \/>\nquesto reato. Troviamo inaccettabili le parole dell\u2019attuale ministro<br \/>\ndell\u2019Interno il quale, mentre agita a scopo elettorale il Vangelo e il<br \/>\nRosario, parla di atto di guerra compiuto dalla comandante Rackete. \u00c8<br \/>\ninverosimile e anche ridicolo, infatti, sostenere che una minuscola<br \/>\nunit\u00e0 navale, totalmente disarmata e con a bordo dei poveri naufraghi<br \/>\nvoglia e possa far guerra all\u2019Italia. Non vi \u00e8 nessuna minaccia e<br \/>\nnessuna guerra in atto se non quella scatenata da mesi nei confronti di<br \/>\nesseri umani bisognosi di soccorso e desiderosi di vivere. Non si fa<br \/>\nguerra ai poveri e il nostro posto di insegnanti di una Facolt\u00e0<br \/>\nTeologica \u00e8 l\u00ec dove la vita viene offesa e negata.<\/p>\n<p>Appena il 21 giugno papa Francesco ha partecipato ad un<br \/>\nconvegno nella Facolt\u00e0 Teologica dell\u2019Italia Meridionale nella quale<br \/>\nlavoriamo e ci ha incoraggiato dicendoci:<br \/>\n\t\t\t\u00abLa teologia \u2013 tenendo la mente e il cuore fissi sul &#8220;Dio<br \/>\nmisericordioso e pietoso\u201d (cfr Gn 4,2) \u2013 pu\u00f2 aiutare la Chiesa e la<br \/>\nsociet\u00e0 civile a riprendere la strada in compagnia di tanti naufraghi,<br \/>\nincoraggiando le popolazioni del Mediterraneo a rifiutare ogni<br \/>\ntentazione di riconquista e di chiusura identitaria. Ambedue nascono, si<br \/>\n alimentano e crescono dalla paura. La teologia non si pu\u00f2 fare in un<br \/>\nambiente di paura\u00bb.<\/p>\n<p>Per questo motivo noi non possiamo insegnare teologia<br \/>\nrimanendo indifferenti alla progressiva crescita di paura, di terrore,<br \/>\ndi sospetti, di accuse, di minacce, di incitamento alla violenza e<br \/>\nall\u2019odio. E proprio perch\u00e9 rifiutiamo la paura vogliamo fino in fondo<br \/>\nsvolgere il nostro ruolo di insegnanti e ci associamo a quanto ha scelto<br \/>\n di fare la comandante Rackete, perch\u00e9 il primato della coscienza e<br \/>\ndell\u2019umanit\u00e0 rester\u00e0 sempre superiore a tutte le leggi umane,<br \/>\nsoprattutto quelle leggi che fomentano paure e aprono la strada alle<br \/>\npersecuzioni. Facciamo questo proprio ispirandoci a quanto ancora ci ha<br \/>\ndetto papa Francesco il 21 giugno:<br \/>\n\t\t\t\u00ab\u00e8 importante che i teologi siano uomini e donne di<br \/>\ncompassione \u2013 sottolineo questo: che siano uomini e donne di compassione<br \/>\n \u2013, toccati dalla vita oppressa di molti, dalle schiavit\u00f9 di oggi, dalle<br \/>\n piaghe sociali, dalle violenze, dalle guerre e dalle enormi ingiustizie<br \/>\n subite da tanti poveri che vivono sulle sponde di questo &#8220;mare<br \/>\ncomune\u201d\u00bb.<\/p>\n<p>Le scriviamo motivati anche da quell\u2019imperativo morale che<br \/>\n ci richiama il Concilio Vaticano II nella Costituzione Pastorale<br \/>\nGaudium et spes:<br \/>\n\t\t\t\u00abI capi di Stato, infatti, i quali sono mallevadori del<br \/>\nbene comune delle proprie nazioni e fautori insieme del bene della<br \/>\numanit\u00e0 intera, dipendono in massima parte dalle opinioni e dai<br \/>\nsentimenti delle moltitudini. \u00c8 inutile infatti che essi si adoperino<br \/>\ncon tenacia a costruire la pace, finch\u00e9 sentimenti di ostilit\u00e0, di<br \/>\ndisprezzo e di diffidenza, odi razziali e ostinate ideologie dividono<br \/>\ngli uomini, ponendoli gli uni contro gli altri. Di qui la estrema,<br \/>\nurgente necessit\u00e0 di una rinnovata educazione degli animi e di un nuovo<br \/>\norientamento nell&#8217;opinione pubblica. Coloro che si dedicano a un&#8217;opera<br \/>\ndi educazione, specie della giovent\u00f9, e coloro che contribuiscono alla<br \/>\nformazione della pubblica opinione, considerino loro dovere gravissimo<br \/>\ninculcare negli animi di tutti sentimenti nuovi, ispiratori di pace. E<br \/>\nciascuno di noi deve adoperarsi per mutare il suo cuore, aprendo gli<br \/>\nocchi sul mondo intero e su tutte quelle cose che gli uomini possono<br \/>\ncompiere insieme per condurre l&#8217;umanit\u00e0 verso un migliore destino\u00bb (n.<br \/>\n82).<\/p>\n<p>E noi sollecitati da queste istanze conciliari, prendiamo<br \/>\nposizione chiara in spirito di collaborazione al Suo servizio di Capo di<br \/>\n Stato poich\u00e9 come insegnanti della Pontificia Facolt\u00e0 Teologica<br \/>\ndell\u2019Italia Meridionale inseriti nei corsi formativi della Sezione San<br \/>\nLuigi, retta dai padri Gesuiti, ormai da anni abbiamo promosso un<br \/>\npercorso di approfondimento epistemologico e di revisione dei corsi<br \/>\naccademici, teso a contestualizzare l\u2019insegnamento teologico nel solco<br \/>\ndella Tradizione di fede e all\u2019interno delle coordinate socio<br \/>\nterritoriali del Meridione d\u2019Italia nel quale viviamo e per il quale<br \/>\nformiamo i nostri studenti. In tempi recenti il raggio d\u2019interesse e di<br \/>\napprofondimento si \u00e8 esteso all\u2019orizzonte del Mediterraneo, quale bacino<br \/>\n culturale che raccoglie le sfide di civilt\u00e0 e d\u2019integrazione<br \/>\nstoricamente raggiunte come traguardi di vera umanit\u00e0 e oggi, purtroppo,<br \/>\n compromesse da preoccupanti tentativi di chiusure e irrigidimenti<br \/>\nsistemici verso le altre civilt\u00e0 che si affacciano sullo stesso mare.<\/p>\n<p>Come insegnanti, signor Presidente, siamo molto allarmati<br \/>\nda questo crescente clima di odio e di aggressione continua soprattutto<br \/>\nnei confronti di impoveriti, indeboliti e sfruttati. Questo clima non<br \/>\npotr\u00e0 non avere conseguenze gravissime nella formazione di un comune<br \/>\nsentire degli italiani, soprattutto dei pi\u00f9 giovani nei cui confronti<br \/>\nabbiamo il dovere di dire la verit\u00e0, di promuovere il dialogo e<br \/>\nl\u2019accoglienza, di mostrare il bene della nonviolenza e non favorire e<br \/>\nsostenere la mistificazione e l\u2019intolleranza che sfociano<br \/>\ninevitabilmente nell\u2019odio.<\/p>\n<p>Per questi motivi, signor Presidente, non lasceremo sola<br \/>\nla comandante Rackete che con la sua disobbedienza civile ha dimostrato<br \/>\nuna passione per l\u2019umanit\u00e0 esemplare e associandoci alla comandante<br \/>\nattendiamo di essere anche noi processati.<\/p>\n<p>Voglia accogliere, signor Presidente, la nostra pi\u00f9 viva<br \/>\npartecipazione all\u2019impegnativo compito che Lei assolve a servizio<br \/>\ndell\u2019Italia anche in questi mesi sempre pi\u00f9 difficili per coloro che<br \/>\nhanno come faro la nostra Costituzione e la Dichiarazione universale dei<br \/>\n diritti dell\u2019uomo sempre pi\u00f9 spesso calpestate dalle esigenze della<br \/>\npropaganda e del consenso elettorale.<\/p>\n<p>Tutti i firmatari sono insegnanti della Pontificia Facolt\u00e0 Teologica dell\u2019Italia Meridionale (sezione san Luigi)<\/p>\n<p>Giorgio Agnisola, storico dell\u2019arte cristiana<br \/>\n\t\t\tGiuliana Albano, storica dell\u2019arte cristiana<br \/>\n\t\t\tEnzo Appella, biblista<br \/>\n\t\t\tAzzariti-Fumaroli Luigi, storico della filosofia<br \/>\n\t\t\tLuigi Borriello, teologo della spiritualit\u00e0<br \/>\n\t\t\tAnna Carfora, storica della Chiesa<br \/>\n\t\t\tUmberto Rosario Del Giudice, teologo canonista<br \/>\n\t\t\tGiuseppina De Simone, teologa fondamentale<br \/>\n\t\t\tGiovanni Di Napoli, teologo dogmatico<br \/>\n\t\t\tEttore Franco, biblista<br \/>\n\t\t\tDario Garribba, storico della Chiesa<br \/>\n\t\t\tLorenzo Gasparro, biblista<br \/>\n\t\t\tAnnalisa Guida, biblista<br \/>\n\t\t\tAntonio Ianniello, storico della Chiesa<br \/>\n\t\t\tGiorgio Jossa, storico della Chiesa<br \/>\n\t\t\tNicola Lanza, filosofia della natura<br \/>\n\t\t\tSabatino Majorano, teologo della morale<br \/>\n\t\t\tGiorgio Marcello, sociologo<br \/>\n\t\t\tJluis Narvaja, teologo patristico<br \/>\n\t\t\tArmando Nugnes, teologo dogmatico<br \/>\n\t\t\tCosimo Pagliara, biblista<br \/>\n\t\t\tAndrea Patauner, lingua tedesca<br \/>\n\t\t\tValerio Petrarca, antropologo<br \/>\n\t\t\tAgostino Porreca, teologo dogmatico<br \/>\n\t\t\tMatteo Prodi, teologo della morale<br \/>\n\t\t\tSalvatore Purcaro, teologo della morale<br \/>\n\t\t\tNicola Salato, teologo dogmatico<br \/>\n\t\t\tEmilio Salvatore, biblista<br \/>\n\t\t\tLucio Sembrano, biblista<br \/>\n\t\t\tSergio Tanzarella, storico della Chiesa<br \/>\n\t\t\tGianfranco Terziani, biblista<br \/>\n\t\t\tBartolomeo Puca, biblista<\/p>\n<\/p><\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" 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