{"id":24155,"date":"2019-01-03T11:02:00","date_gmt":"2019-01-03T09:02:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/teologhe-e-teologie-il-racconto-dei-femminismi-nella-storia\/"},"modified":"2019-01-03T11:02:00","modified_gmt":"2019-01-03T09:02:00","slug":"teologhe-e-teologie-il-racconto-dei-femminismi-nella-storia","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/teologhe-e-teologie-il-racconto-dei-femminismi-nella-storia\/","title":{"rendered":"&#8220;Teologhe e teologie&#8221;, il racconto dei femminismi nella storia"},"content":{"rendered":"<p>Una nuova interessante collana curata dal CTI<\/p>\n<p style=\"text-align: justify;\">Alla<br \/>\n mole di studi e ricerche gi\u00e0 disponibili messi in campo dalle donne,<br \/>\nquest\u2019anno, la collana \u00abTeologhe e teologie\u00bb, curata dal Coordinamento<br \/>\nteologhe italiane su proposta della casa editrice Nerbini di Firenze per<br \/>\n attraversare temi, momenti e figure della presenza femminile di ieri e<br \/>\ndi oggi nelle Chiese cristiane, della riflessione spirituale da cui<br \/>\nquesta presenza \u00e8 scaturita e della teologia innestata di pratiche a cui<br \/>\n d\u00e0 origine. Una collana \u2013 spiega la presidente del CTI Cristina<br \/>\nSimonelli \u2013 che vuole recuperare la genealogia in cui \u00e8 radicato<br \/>\nl\u2019attuale lavoro delle teologhe, con \u00abl\u2019istanza etica del superamento<br \/>\ndell\u2019esclusione e l\u2019anelito spirituale di un umanesimo degno di questo<br \/>\nnome, che si dipani attraverso le differenze e si proietti oltre ogni<br \/>\nconfinamento\u00bb<\/p>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Riportiamo di seguito <span style=\"font-weight: bold;\">l&#8217;articolo di presentazione scritto da Rita Torti<\/span> (<a href=\"http:\/\/www.ilregno.it\/attualita\/2018\/22\/un-amore-piu-grande-rita-torti\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">il Regno delle donne<\/a>).<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div>Ci sono storie mai raccontate, altre dimenticate, altre ancora<br \/>\nraccontate solo parzialmente oppure addomesticate, adattate a una<br \/>\nnarrazione complessiva che non ne poteva o voleva sostenere le<br \/>\ntrasgressioni, le novit\u00e0, i possibili sviluppi. Farle emergere<br \/>\ndall\u2019ombra, liberarle da strati di polvere, ritrovarne il colore<br \/>\noriginario sotto restauri impropri significa intraprendere non solo<br \/>\nun\u2019avventura appassionante, ma anche un percorso di verit\u00e0 e di<br \/>\numanizzazione, perch\u00e9 dell\u2019umano si ritrovano la pluralit\u00e0, le risorse<br \/>\nsconosciute, le voci e le vite marginalizzate ma non ininfluenti.<br \/>\n\tLa vicenda delle donne \u00e8 da questo punto di vista un esempio<br \/>\nmacroscopico e paradigmatico, che da decenni ha dato origine a ricerche<br \/>\nrilevanti e innovative. Alla mole di studi gi\u00e0 disponibili si \u00e8<br \/>\naggiunta, quest\u2019anno, la collana \u00abTeologhe e teologie\u00bb, curata dal<br \/>\nCoordinamento teologhe italiane su proposta della casa editrice Nerbini<br \/>\ndi Firenze per attraversare temi, momenti e figure della presenza<br \/>\nfemminile di ieri e di oggi nelle Chiese cristiane, della riflessione<br \/>\nspirituale da cui questa presenza \u00e8 scaturita e della teologia innestata<br \/>\n di pratiche a cui d\u00e0 origine.<br \/>\n\tUna collana \u2013 spiega la presidente del CTI Cristina Simonelli \u2013 che<br \/>\nvuole recuperare la genealogia in cui \u00e8 radicato l\u2019attuale lavoro delle<br \/>\nteologhe, con \u00abl\u2019istanza etica del superamento dell\u2019esclusione e<br \/>\nl\u2019anelito spirituale di un umanesimo degno di questo nome, che si dipani<br \/>\n attraverso le differenze e si proietti oltre ogni confinamento\u00bb.<br \/>\n\tUna collana, ancora, che, a partire dalla consapevolezza femminista \u2013<br \/>\n termine che disturba ancora molto, ma che proprio per questo \u00e8 bene<br \/>\npronunciare \u2013, intende dare il proprio contributo alla \u00abpratica di una<br \/>\nteologia speranzosa e sapienziale, di una spiritualit\u00e0 ecumenica e<br \/>\nlaica, radicata nelle appartenenze e capace di oltrepassarle,<br \/>\nappassionata alla convivenza civile e rigorosa nella ricerca del bene<br \/>\ncomune\u00bb.<br \/>\n\tCon il primo volume della nuova iniziativa editoriale \u2013 tre, finora,<br \/>\nquelli pubblicati \u2013 ci si ritrova proprio in questo complesso di intenti<br \/>\n e prospettive grazie all\u2019appassionata e lucida prosa di Lucy Bartlett.<br \/>\nAttivista inglese nata nel 1876, alla soglia dei trent\u2019anni si trasfer\u00ec<br \/>\nin Italia, e qui, tempo dopo, pubblic\u00f2 la traduzione del suo saggio <em>Sex and Sanctity<\/em>, precedentemente uscito a Londra, dandogli un nuovo titolo: <em>Il femminismo nella luce dello spirito<\/em>. Era il 1918.<br \/>\n\tRipubblicato a 100 anni esatti di distanza, lo scritto presenta<br \/>\ntratti di sorprendente attualit\u00e0 collocati in un orizzonte ideale che<br \/>\naffascina ma al contempo ormai ci sfugge. Molto opportuna risulta quindi<br \/>\n la scelta di accompagnare il testo di Bartlett con un saggio<br \/>\nintroduttivo affidato a Liviana Gazzetta, che, disegnando il contesto<br \/>\nculturale e la fitta rete di relazioni dell\u2019autrice, permette di<br \/>\ncoglierne la rilevanza e le peculiarit\u00e0.<\/div>\n<div>\u00a0<\/div>\n<div><span style=\"font-weight: bold;\">FEMMINISMO SPIRITUALE<br \/>\n\t\t<\/span>Entriamo cos\u00ec nel variegato mondo dello spiritualismo e<br \/>\ndell\u2019idealismo romantico, elemento costitutivo dei movimenti femminili<br \/>\nsorti attorno a met\u00e0 Ottocento, quando l\u2019ansia di rinnovamento<br \/>\nspirituale e di progresso dell\u2019umanit\u00e0 si intrecci\u00f2, nella vita delle<br \/>\ndonne, con le esigenze d\u2019emancipazione da ruoli e destini percepiti<br \/>\nsempre pi\u00f9 come angusti e limitanti. Il protagonismo femminile nel<br \/>\nrisveglio spirituale ottocentesco tocc\u00f2 anche le religioni organizzate,<br \/>\nanche se con caratteri ed esiti peculiari e divergenti tra Chiese della<br \/>\nriforma e Chiesa cattolica, che daranno poi luogo a una differente<br \/>\ncollocazione rispetto ai movimenti femministi laici.<\/div>\n<div>\n<p>L\u2019opera di Lucy Bartlett, a fine secolo, richiama il neo-romanticismo<br \/>\n antipositivista e gli orientamenti dei circoli antroposofici, con<br \/>\nl\u2019idea di un nuovo ordine sociale in cui il pieno sviluppo spirituale<br \/>\ndell\u2019umanit\u00e0 avrebbe unito in un saldo vincolo d\u2019amore le classi, le<br \/>\nnazioni e le singole anime, e in cui le donne, come madri e come<br \/>\ncittadine, dovevano avere un ruolo di primo piano. Da qui l\u2019intenso<br \/>\nimpegno sociale, che Bartlett condivide con moltissime altre e che per<br \/>\nlei assume il tratto specifico dell\u2019assistenza ai minori in condizioni<br \/>\ndi difficolt\u00e0, in particolare quelli \u00abcriminali\u00bb \u2013 un ambito in cui<br \/>\nricoprir\u00e0 anche importanti incarichi pubblici a livello nazionale \u2013.<br \/>\n\t\tDa qui, anche, la concezione del femminismo come manifestazione del grande <em>Sturm und Drang<\/em> che attraversa la societ\u00e0 del suo tempo, essenziale per liberare il<br \/>\nrapporto tra uomini e donne da mentalit\u00e0, aspettative e consuetudini<br \/>\ncontrarie a quello che dovrebbe essere il suo vero scopo, soprattutto<br \/>\nnel matrimonio: una vera, reciproca e paritaria unione spirituale in cui<br \/>\n ciascun sesso porti e realizzi in pienezza, integrandole, tutte le<br \/>\ndimensioni umane, compresa quella sessuale.<br \/>\n\t\tSul piano pratico, tuttavia, la percezione che molti hanno del<br \/>\nfemminismo \u00e8 ben diversa. Per questo, dopo una riflessione<br \/>\nsull\u2019importanza e la possibilit\u00e0 di superare, componendola in una<br \/>\nsintesi superiore, la distanza fra il modo di pensare \u00abcattolico\u00bb e<br \/>\nquello \u00abprotestante\u00bb, Bartlett pazientemente riprende una a una le<br \/>\ncritiche e le paure pi\u00f9 diffuse nei confronti delle \u00abnuove donne\u00bb; le<br \/>\ndecostruisce, le confuta, le ribalta.<br \/>\n\t\tLa donna che non vuole pi\u00f9 essere sottomessa, che lotta strenuamente e<br \/>\n quando occorre aspramente per il suffragio, \u00e8 una donna spiritualmente<br \/>\npi\u00f9 elevata rispetto al passato: pi\u00f9 generosa, perch\u00e9 combatte non solo<br \/>\nper s\u00e9 ma per tutte, soprattutto per quelle che non sono in condizione<br \/>\ndi farlo; pi\u00f9 consapevole, perch\u00e9 la sua anima ambisce alla libert\u00e0; pi\u00f9<br \/>\n adeguata a ci\u00f2 che l\u2019unione matrimoniale, se non vuole essere<br \/>\nsacrilega, comporta, e cio\u00e8 la capacit\u00e0 di porsi come vera compagna del<br \/>\nmarito; la donna nuova \u00e8 quindi profondamente etica e consapevolmente<br \/>\nresponsabile, per quanto riguarda se stessa e anche per l\u2019uomo, di cui<br \/>\nnon \u00e8 disposta ad accettare l\u2019immoralit\u00e0 sessuale e la convinzione di<br \/>\nun\u2019ingiustificabile superiorit\u00e0.<br \/>\n\t\tIl grande atto di misericordia che oggi la donna pu\u00f2 fare all\u2019uomo,<br \/>\nscrive Bartlett, \u00e8 la fermezza nell\u2019esigere un rapporto paritario e di<br \/>\npiena comunione.<br \/>\n\t\tIl fatto che molte giovani preferiscano rinunciare al matrimonio pur<br \/>\ndi poter \u00abrespirare liberamente\u00bb, scrive, non \u00e8 un rifiuto della<br \/>\nvocazione femminile di sposa e di madre, non \u00e8 una guerra all\u2019uomo n\u00e9 la<br \/>\n fine dell\u2019amore. \u00c8, invece, guerra a un rapporto sbagliato tra i sessi e<br \/>\n spinta a un amore pi\u00f9 grande, pi\u00f9 umano, in cui anche la generazione<br \/>\nfisica finir\u00e0 per assumere quel tratto di libert\u00e0, consapevolezza e<br \/>\ncollaborazione tra i sessi che \u00e8 mancato nell\u2019esperienza procreativa<br \/>\ndelle epoche precedenti.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: bold;\">PARTECIPARE ALLA COSTRUZIONE DELLA CITT\u00c0<br \/>\n\t\t\t<\/span>Di scelte, di libert\u00e0, di aspirazioni \u00abpi\u00f9 grandi\u00bb, in tutt\u2019altro<br \/>\ncontesto e tre secoli prima, si parla anche nel secondo volume della<br \/>\ncollana, <em>Storie di libert\u00e0. Donne e fede nella Francia del Seicento<\/em>, di cui \u00e8 autrice Maria Pia Ghielmi, docente di Teologia spirituale alla Facolt\u00e0 teologica dell\u2019Italia settentrionale.<br \/>\n\t\tSiamo nell\u2019epoca in cui le norme e gli obiettivi teologici e<br \/>\npastorali della Chiesa uscita dal concilio di Trento hanno sulla vita<br \/>\ndelle donne, sia laiche sia religiose, un forte impatto dai tratti<br \/>\nchiaroscurali.<br \/>\n\t\tL\u2019irrigidirsi del disciplinamento e delle forme di controllo da parte<br \/>\n dell\u2019istituzione ecclesiastica convive infatti con la necessit\u00e0, per<br \/>\nfavorire la diffusione e il consolidamento della riforma cattolica, di<br \/>\nlasciare spazi d\u2019azione a quel ruolo attivo che le donne avevano avuto<br \/>\nnei secoli precedenti e che avevano ben poca intenzione d\u2019abbandonare.<br \/>\n\t\tS\u2019innalzano muri attorno ai monasteri e si definiscono recinti anche<br \/>\nper quelle che ne sono fuori, ma al contempo si legittimano nuove forme<br \/>\ndi vita apostolica, sebbene nel constante quadro di un\u2019antropologia<br \/>\nasimmetrica e androcentrica.<br \/>\n\t\tIn questa trama complessa, gi\u00e0 da tempo oggetto di studi<br \/>\napprofonditi, si inserisce l\u2019ordito rappresentato dalla vita di Marie de<br \/>\n l\u2019Incarnation, Madeleine de la Peltrie, Jeanne Mance e Gabrielle<br \/>\nSuchon, che Ghielmi presenta come personalit\u00e0 eccezionali ma al contempo<br \/>\n emblematiche di un\u2019epoca in cui le donne \u00abriuscirono a trovare spazi<br \/>\nd\u2019azione e di presenza significativa usando gli strumenti a loro<br \/>\ndisposizione (\u2026) talvolta salvando con abilit\u00e0 le apparenze senza<br \/>\ngiungere a uno scontro diretto, talvolta subendo provvedimenti<br \/>\nrestrittivi e sanzioni\u00bb.<br \/>\n\t\tIl recinto da cui Marie Guyart \u2013 poi Marie dell\u2019Incarnation \u2013 e<br \/>\nMadeleine de la Peltrie fuggivano era il matrimonio, a cui entrambe<br \/>\nerano state costrette dalla famiglia (un\u2019esperienza devastante di croce e<br \/>\n prigionia, dir\u00e0 Marie, che ne rimarr\u00e0 indelebilmente segnata);<br \/>\nprecocemente vedove, scelsero ciascuna la via per la quale si sentivano<br \/>\nchiamate da Dio: per Marie l\u2019ingresso nelle Orsoline di Tours, per<br \/>\nMadeleine, dopo un ritiro strategico in convento e il successivo<br \/>\nstratagemma di un finto matrimonio al fine di evitare nuovi pretendenti,<br \/>\n il viaggio verso il Canada, dove si stavano insediando coloni e<br \/>\nmissionari francesi.<br \/>\n\t\tQui Madeleine incontrer\u00e0 Marie, nel frattempo condotta da intense<br \/>\nesperienze mistiche a capire che il suo posto era l\u00e0, nelle vaste aree<br \/>\ndel mondo ancora prive dell\u2019annuncio del Vangelo. Lott\u00f2 moltissimo,<br \/>\nMarie, per ottenere il permesso di partire; una volta arrivata,<br \/>\nnonostante le molte difficolt\u00e0, non se ne and\u00f2 pi\u00f9; era sempre in<br \/>\nconvento, ma i \u00abselvaggi\u00bb divennero la sua famiglia.<br \/>\n\t\tMadeleine, che da \u00abesterna\u00bb sosteneva la missione in cui si trovava<br \/>\nMarie, decise a un certo punto di partecipare alla costruzione di<br \/>\nMontr\u00e9al, una citt\u00e0 ideale in cui francesi e nativi convertiti avrebbero<br \/>\n dovuto vivere insieme secondo lo spirito del Vangelo. Una delle<br \/>\nfondatrici di Montr\u00e9al era un\u2019altra giovane donna di cui Ghielmi segue<br \/>\nle vicende: Jeanne Mance.<br \/>\n\t\tLasciata libera dal padre di rifiutare sia il matrimonio sia il<br \/>\nconvento, poco interessata anche alle nuove forme di vita attiva, seppe<br \/>\ndel progetto della societ\u00e0 costituita per finanziare il progetto della<br \/>\nnuova citt\u00e0 (Soci\u00e9t\u00e9 de Notre-Dame de Montr\u00e9al) e, confortata da<br \/>\nilluminati consiglieri spirituali, cap\u00ec che quella era la sua strada e<br \/>\npart\u00ec. Avrebbe dovuto svolgere ruoli \u00abfemminili\u00bb, ma divenne invece un<br \/>\nelemento portante dell\u2019organizzazione, dell\u2019amministrazione e del<br \/>\ngoverno dell\u2019isola, e viaggi\u00f2 pi\u00f9 volte fra il Canada e la Francia per<br \/>\nseguire le vicissitudini della <em>Societ\u00e9<\/em>.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: bold;\">N\u00c9 MOGLIE, N\u00c9 VEDOVA, N\u00c9 RELIGIOSA<br \/>\n\t\t\t<\/span>N\u00e9 moglie, n\u00e9 vedova, n\u00e9 religiosa: Jeanne Mance sceglie, con<br \/>\nconvinzione e per fede, quella che Gabrielle Suchon \u2013 la quarta figura<br \/>\ntratteggiata da Ghielmi \u2013 chiama la vita delle <em>neutralistes<\/em>. Di<br \/>\n questa donna, che lott\u00f2 con successo per liberarsi dai vincoli di una<br \/>\nmonacazione forzata, ci sono rimasti due scritti voluminosi, di cui uno<br \/>\nintitolato, appunto, <em>Du c\u00e9libat volontarie ou la vie sans engagement<\/em>,<br \/>\n che illustra la legittimit\u00e0 e i vantaggi spirituali di una condizione<br \/>\nlibera da obblighi di dipendenza al marito o alla regola religiosa.<br \/>\n\t\tQuanto fossero pesanti queste dipendenze, e quanto fossero ingiuste, \u00e8 l\u2019argomento del <em>Trait\u00e9 de la morale et de la politique<\/em>,<br \/>\n in cui Suchon discute con intelligenza, usando le stesse armi dei<br \/>\ntrattatisti, le tre grandi privazioni a cui gli uomini condannano le<br \/>\ndonne per il solo motivo del loro sesso: la privazione della libert\u00e0,<br \/>\nquella della conoscenza e quella del potere.<br \/>\n\t\t<em>Bibbia, donne, profezia. A partire dalla Riforma<\/em> \u00e8 il titolo<br \/>\n del terzo volume di \u00abTeologhe e teologie\u00bb. Curato da Letizia Tomassone e<br \/>\n Adriana Valerio, il libro nasce da un seminario di studi organizzato<br \/>\nnel 2017 dal Coordinamento teologhe italiane in collaborazione con la<br \/>\nFacolt\u00e0 valdese di teologia di Roma e il sostegno della Tavola valdese<br \/>\nper celebrare i 500 anni della Riforma.<br \/>\n\t\tIn un XVI secolo attraversato dalle istanze dell\u2019umanesimo e della <em>devotio<\/em> moderna, tra attenzione all\u2019analisi filologica dei testi ed esigenza di renderli fruibili a tutti \u2013 anche alle <em>\u00abmuliercules\u00bb<\/em> \u2013 traducendoli nelle lingue volgari, e con una tradizione di donne che<br \/>\ngi\u00e0 nei secoli precedenti avevano letto, studiato e predicato la<br \/>\nScrittura, come Adriana Valerio ricorda nella Premessa, la gerarchia<br \/>\ncattolica reagisce alla riforma protestante limitando l\u2019accesso alla<br \/>\nBibbia nella sua integralit\u00e0 e la diffusione delle traduzioni.<br \/>\n\t\tLa situazione era radicalmente diversa, come noto, nelle Chiese e<br \/>\ncomunit\u00e0 riformate, in cui il contatto diretto con il testo sacro era<br \/>\naffidato a ogni credente, donne comprese. I saggi raccolti nel volume<br \/>\nesplorano in direzione sincronica e diacronica le molteplici forme in<br \/>\ncui le credenti interpretarono e concretizzarono il sacerdozio<br \/>\nuniversale e il principio della <em>sola Scriptura<\/em>, in un percorso<br \/>\nche va dall\u2019Europa del Cinquecento all\u2019America del XIX secolo, quando la<br \/>\n Bibbia fu fonte d\u2019ispirazione e sostegno per le richieste di<br \/>\nuguaglianza fra bianchi e neri e fra donne e uomini.<\/p>\n<p><span style=\"font-weight: bold;\">DONNE DELLE RIFORME<br \/>\n\t\t\t<\/span>Passando per le visioni e profezie di Anna Tapnel nell\u2019Inghilterra<br \/>\nseicentesca, l\u2019esegesi pietista, le quacchere del XVII secolo, le <em>Biblewomen<\/em> valdesi nell\u2019Italia di fine Ottocento, e concludendo con la riflessione e la pratica delle battiste italiane.<br \/>\n\t\tIl quadro che ne emerge \u00e8 complesso e irriducibile a semplificazioni;<br \/>\n come sottolinea nella Postfazione Letizia Tomassone, il seminario di<br \/>\nstudio e il libro smontano due idee pregiudiziali sulla Riforma<br \/>\nprotestante: quella secondo cui essa avrebbe di fatto sottratto spazi<br \/>\nalle donne, restringendoli alla casa; e quella, opposta, che le<br \/>\nattribuisce in via esclusiva il merito di un protagonismo femminile di<br \/>\ncui l\u2019accesso al <em>pastorato<\/em> sarebbe segno evidente ed eloquente.<br \/>\n\t\tVisioni in banco e nero, non aderenti a una realt\u00e0 che ha visto sia<br \/>\nnel mondo protestante sia in quello cattolico chiusure e limiti imposti<br \/>\nal sesso femminile; differenti, certo, come differenti erano i varchi<br \/>\nattraverso i quali la soggettivit\u00e0 delle credenti pot\u00e9 farsi strada ed<br \/>\nesprimersi in spazi teoricamente non consentiti. Comune, invece, il<br \/>\ndesiderio delle donne di contribuire attivamente alla riforma delle<br \/>\nChiese, traendo forza e legittimazione dalla Scrittura nonostante i<br \/>\n\u00abdivieti paolini\u00bb a cui nemmeno i riformatori furono insensibili.<br \/>\n\t\tLetti a partire dal nostro presente, questi primi volumi della<br \/>\ncollana Nerbini inducono ad abbandonare visioni binarie ancora molto<br \/>\ndiffuse, come quelle riguardanti il rapporto fra religione e dignit\u00e0<br \/>\ndelle donne: per alcuni un\u2019equazione impossibile, per altri un felice<br \/>\nconnubio sempre attestato nella storia della Chiesa, con l\u2019eccezione di<br \/>\nsingoli episodi di misoginia; n\u00e9 l\u2019una n\u00e9 l\u2019altra posizione, lo si \u00e8<br \/>\nvisto, colgono la realt\u00e0.<br \/>\n\t\tL\u2019intraprendenza coraggiosa di tante donne per rispondere alla<br \/>\nchiamata non convenzionale di Dio, inoltre, infrange l\u2019idea persistente<br \/>\ndella passivit\u00e0 e della dimenticanza di s\u00e9 come caratteristica e<br \/>\nvirtuoso dovere femminile. Ancora, la loro lotta secolare per la<br \/>\ngiustizia di genere a partire dalla propria esperienza di fede pu\u00f2<br \/>\nutilmente instillare qualche dubbio a chi ancora parla di femminismo, e<br \/>\nnello specifico di femminismo cristiano, come di un cedimento alla<br \/>\ndegenerazione antireligiosa dei tempi moderni.<br \/>\n\t\tInfine, una Chiesa che intenda ricomprendersi come comunit\u00e0<br \/>\nmissionaria tutta ministeriale potrebbe sentirsi profondamente<br \/>\ninterrogata dall\u2019evidenza di innumerevoli forme non solo di servizio ai<br \/>\nsofferenti, ma anche di studio e annuncio della Parola, insegnamento e<br \/>\npredicazione che nei secoli le donne hanno assunto in prima persona. E<br \/>\ndalle resistenze che hanno sempre dovuto affrontare.<br \/>\n\t\tTanti temi per i prossimi volumi della collana, dunque.<\/p>\n<\/div>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-33665\" src=\"{F65A322C-245D-42C8-B1A2-E4D0ABBE1574}_coppasqua.jpg \" alt=\"\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Una nuova interessante collana curata dal CTI Alla mole di studi e ricerche gi\u00e0 disponibili messi in campo dalle donne, quest\u2019anno, la collana \u00abTeologhe 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