{"id":24089,"date":"2017-12-13T10:56:00","date_gmt":"2017-12-13T08:56:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/genealogie-femminili-omaggio-a-marinella-perroni\/"},"modified":"2017-12-13T10:56:00","modified_gmt":"2017-12-13T08:56:00","slug":"genealogie-femminili-omaggio-a-marinella-perroni","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/genealogie-femminili-omaggio-a-marinella-perroni\/","title":{"rendered":"Genealogie femminili &#8211; omaggio a Marinella Perroni"},"content":{"rendered":"<p>Festa con Atto accademico al Pontificio ateneo Sant\u2019Anselmo per i settant\u2019anni della grande biblista<\/p>\n<p><a href=\"http:\/\/www.ilregno.it\/regno-delle-donne\/blog\/genealogie-femminili-lucia-vantini\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><i>*di Lucia Vantini, fonte: Il Regno delle donne<\/i><\/a><\/p>\n<p>\u00c8 la sera dell\u201911 dicembre e al pontificio ateneo Sant\u2019Anselmo c\u2019\u00e8 festa. In occasione del <strong>settantesimo compleanno<\/strong> viene salutata con gratitudine per il suo lungo e fecondo insegnamento biblico <strong>Marinella Perroni<\/strong>, fondatrice e prima presidente del <a href=\"http:\/\/www.teologhe.org\/\">Coordinamento delle teologhe italiane<\/a> (CTI). Le viene ufficialmente <strong>consegnata una miscellanea scritta in suo onore<\/strong>, <a href=\"http:\/\/www.paoline.it\/blog\/musica-arte-e-cultura\/1974-la-parola-e-la-polis.html\"><em>La Parola e la Polis<\/em><\/a> (edizioni Paoline), con gli interventi di ventiquattro studiose e<br \/>\nstudiosi riuniti dalla regia di Cristina Simonelli e di Pius-Ramon<br \/>\nTragan, nella trama di un lavoro comune di stampo biblico, teologico e<br \/>\npolitico che ha coinvolto con entusiasmo diverse realt\u00e0: Sant&#8217;Anselmo,<br \/>\nCTI, Biblia, ma anche amiche e amici.<\/p>\n<p>Il titolo gi\u00e0 dice chi \u00e8 Marinella: <strong>una donna che ha scommesso sulla potenza delle parole femminili<\/strong> che raccontano di una comunit\u00e0 che non esclude nessuna\/o. Al<br \/>\ncelebrativo atto accademico ci sono anche la scrittrice Michela Murgia e<br \/>\n il teologo Antonio Autiero, che in un incantevole dialogo sul tema<br \/>\ndella soglia fanno risuonare la vita di Marinella biblista, docente,<br \/>\ncompagna di viaggio, amica, donna. Non si pu\u00f2 fare a meno di sentire<br \/>\nl\u2019eco di infiniti attraversamenti nel tempo e nello spazio, ma anche di<br \/>\npiacevoli e pensose soste ricche di incontri.<\/p>\n<p>\u00a0<\/p>\n<p>Per le donne impegnate nella ricerca teologica questa \u00e8 stata l\u2019<strong>occasione<\/strong> per misurare quanto sono in grado <strong>di riconoscersi tra loro<\/strong>,<br \/>\n e per sentire il peso dell\u2019eredit\u00e0 ricevuta dalle altre, da far<br \/>\nfruttare ora e nel futuro. Nel linguaggio del femminismo, ci\u00f2 si chiama <strong><em>genealogia femminile<\/em><\/strong>.<\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: bold;\">L&#8217;anima delle donne, il mito di Demetra e Persefone<\/span><\/i>\n\t<\/p>\n<p><strong>Uno dei miti <\/strong>maggiormente <strong>ripresi dalla riflessione delle donne<\/strong>, infatti, \u00e8 la storia di <strong>Demetra<\/strong> e di sua figlia <strong>Persefone<\/strong>,<br \/>\n detta anche Kore. La ragazza viene rapita dallo zio Ade, che regna<br \/>\nnella tremenda oscurit\u00e0 degli inferi. L\u2019uomo la porta a forza con s\u00e9 nel<br \/>\n suo mondo senza luce e la sposa, indifferente al rifiuto e alla<br \/>\nsofferenza di colei che ha scelto come moglie. Una volta scesa laggi\u00f9,<br \/>\nPersefone si vede offerta della frutta. Lei non ha alcun appetito,<br \/>\nprende solo alcuni semi di melograno. Non sa che con quel gesto sar\u00e0<br \/>\ncostretta a restare per sempre nell\u2019oltretomba.<\/p>\n<p>La madre Demetra \u00e8 disperata per quella figlia lontana e in una<br \/>\nsituazione cos\u00ec infelice. Dea della fertilit\u00e0 e dell\u2019agricoltura, da<br \/>\nquel momento smette di garantire il rigoglio della natura e scatena un<br \/>\ngelido e interminabile inverno, dove tutto sembra morto. Come sappiamo,<br \/>\nnella vicenda poi si apre uno spiraglio: non avendo mangiato un frutto<br \/>\nintero, Persefone rimarr\u00e0 negli inferi solo per alcuni mesi, e per il<br \/>\nresto dell\u2019anno potr\u00e0 tornare sulla terra. \u00c8 cos\u00ec che si spiega il <strong>ritmo delle stagioni: primavera ed estate sono quelle in cui madre e figlia tornano insieme<\/strong>, e per la gioia di Demetra tutta la natura si rianima.<\/p>\n<p>Con questo racconto mitologico viene messo in scena il <strong>legame tra donne<\/strong> come qualcosa di <strong>ostacolato dal buio di una pretesa senza piet\u00e0, che lo interrompe continuamente<\/strong>.<br \/>\n \u00c8 una forma di violenza concreta e simbolica, che prevede una strana<br \/>\nforma di consenso femminile: Persefone, non si sa bene perch\u00e9, mangia<br \/>\nquei semi e si compromette il futuro. Finisce per portare dentro di s\u00e9<br \/>\nqualcosa di quel mondo umbratile e vi si lega, seppure in modo doloroso.<br \/>\n Cos\u00ec si condanna a vivere in due realt\u00e0 scollegate, che la<br \/>\ncostringeranno a un triste bilinguismo per esprimere se stessa, e a una<br \/>\ndiversa dilatazione delle sue stesse pupille, quando dovr\u00e0 guardarsi<br \/>\nintorno.<\/p>\n<p>Ai femminismi questa storia ha sempre parlato della <strong>necessit\u00e0 di ritrovare i legami tra donne<\/strong>,<br \/>\n per poter attraversare i contesti difficili e cupi senza consegnarsi<br \/>\ncompletamente, e per ereditare saperi, pratiche, desideri imprevisti. La<br \/>\n nostra <strong>cultura occidentale ha scoraggiato questo movimento<\/strong>,<br \/>\n gettando nell\u2019ombra dell\u2019insignificanza tutto ci\u00f2 che rimanda al debito<br \/>\n contratto verso l\u2019altra. Allora la storia \u00e8 andata avanti cos\u00ec, nella<br \/>\ncertezza che il sapere pi\u00f9 fine \u00e8 quello della tradizione patriarcale.<\/p>\n<p>Qui <strong>il Dio di certa teologia<\/strong> \u2013 che non ha sesso ma<br \/>\nha il volto del maschio \u2013, l\u2019Essere della filosofia \u2013 che in teoria &#8220;si<br \/>\ndice in molti modi\u201d ma poi ne trova uno solo \u2013 e il soggetto della vita \u2013<br \/>\n che <strong>sembra neutro ma parla una lingua da uomini<\/strong> \u2013 stabiliscono che cosa \u00e8 degno di essere guardato, pensato, detto e fatto.<\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: bold;\"><\/span><\/i><\/p>\n<p><i><span style=\"font-weight: bold;\">Il coraggio di essere se stesse<\/span><\/i> \n\t<\/p>\n<p>La primavera e l\u2019estate \u2013 emblema di un tempo che ci trova unite \u2013<br \/>\nnon \u00e8 certamente senza fatica. Ci sono molte differenze tra noi, e non \u00e8<br \/>\n leggera la forza che viene dall\u2019autorit\u00e0 dell\u2019esperienza. Si avverte<br \/>\nche con il sapere e la storia dell\u2019una, <strong>si riceve anche il sudore con cui si paga il coraggio di essere s\u00e8 stessi<\/strong>. Ce lo ricorda la poetessa africana <strong>Audre Lorde<\/strong>, la nostra <em>sorella outsider<\/em>, titolo di un testo che raccoglie alcuni scritti politici (<strong><em>Sorella Outsider<\/em><\/strong>, il dito e la luna, 2014).<\/p>\n<p>Nei suoi scritti lei <strong>racconta di come sua madre le abbia insegnato a sopravvivere<\/strong>,<br \/>\n anche con i suoi silenzi di isolamento, rabbia, diffidenza, rifiuto di<br \/>\ns\u00e9, tristezza: \u00abMia madre mi ha messa al mondo come se incidesse nel<br \/>\nmarmo un messaggio di rabbia\u00bb. Ma \u00e8 cos\u00ec che si \u00e8 trasformata in una<br \/>\n&#8220;guerriera\u201d del senso, impegnata in una battaglia che si fa con le<br \/>\nparole, affinch\u00e9 possano ospitare la propria storia e quella di altre e<br \/>\ndi altri.\u00a0Tra queste guerriere c\u2019\u00e8 <strong>Marinella Perroni<\/strong>, che ha studiato, interpretato, e <strong>commentato la Scrittura come orizzonte di benedizione, sciogliendo nodi patriarcali <\/strong>e<br \/>\n aprendo uno spazio abitabile anche per le donne. In questo lavoro, non<br \/>\nsi \u00e8 risparmiata n\u00e9 la lucidit\u00e0 della critica n\u00e9 la fatica della<br \/>\nparresia, ma sempre all\u2019interno di legami forti.<\/p>\n<p>Immergersi nella genealogia femminile, allora, significa lasciarsi contagiare anche da questa sua <strong>forza di resistenza e di rigenerazione creativa<\/strong>,<br \/>\n una forza che alla fine non \u00e8 solo mia, tua o sua, perch\u00e9 circola l\u00e0<br \/>\ndove siamo capaci di riconoscere le buone profezie. Le feste allora si<br \/>\nmoltiplicheranno e potr\u00e0 essere ancora una volta primavera.\u00a0\u00c8 la vita<br \/>\nche riprende, il futuro che inizia ad accadere, il fuoco della profezia<br \/>\nche comincia a scaldare.<\/p>\n<p>La <strong>teologia<\/strong> viene allora <strong>rigenerata da ogni atto di incarnazione nella parzialit\u00e0<\/strong>, di donne e di uomini, che non ha solo il sapore del limite perch\u00e9 \u00e8 anche uno s-partire.<\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-33665\" src=\"{51250344-4F06-4700-9756-78E07E5ED5A2}_foto-perpostgenealogiemarinellaperroni-ia7h6i.jpg \" alt=\"\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Festa con Atto accademico al Pontificio ateneo Sant\u2019Anselmo per i settant\u2019anni della grande biblista *di Lucia Vantini, fonte: Il Regno delle donne \u00c8 la 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