{"id":23581,"date":"2016-04-21T09:50:00","date_gmt":"2016-04-21T07:50:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/lavoratrice-del-pensiero\/"},"modified":"2016-04-21T09:50:00","modified_gmt":"2016-04-21T07:50:00","slug":"lavoratrice-del-pensiero","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/lavoratrice-del-pensiero\/","title":{"rendered":"Lavoratrice del pensiero"},"content":{"rendered":"<p>Elisa Salerno, una teologa ante litteram<\/p>\n<p><img decoding=\"async\" border=\"0\" align=\"right\" src=\"http:\/\/www.orsolinescm.it\/contenuti\/aaa\/salernoblu.jpg\" alt=\"Elisa Salerno\" \/>Un<br \/>\n titolo, un programma di vita! La pubblicazione su Elisa Salerno che<br \/>\nsar\u00e0 presentata il prossimo 20 novembre presso il Seminario teologico di<br \/>\n Vicenza, \u00e8 lo sviluppo di quanto anticipato nel titolo che riassume in<br \/>\npoche parole, ci\u00f2 che \u00e8 stata Elisa Salerno, <i>lavoratrice del pensiero<\/i>, e\u00a0 ci\u00f2 che studi appassionati su di lei hanno fatto emergere, il suo essere una teologa <i>ante litteram<\/i>.<\/p>\n<p>Oramai<br \/>\n Elisa Salerno \u00e8 abbastanza di casa, ma averne sentito il nome non<br \/>\nsignifica conoscerla in profondit\u00e0, stimarla come donna e come<br \/>\npensatrice. La pubblicazione vorrebbe essere un\u2019ulteriore aiuto per<br \/>\nrestituire, in modo integro, Elisa Salerno alla sua citt\u00e0, alla sua<br \/>\nchiesa locale e a quanti vogliono conoscere un pezzo di storia<br \/>\nattraverso lo sguardo di una donna.<\/p>\n<p>La<br \/>\n forza di Elisa Salerno \u00e8 stata la sua brillante intelligenza, investita<br \/>\n nello studio da autodidatta e nella lettura dei periodici del tempo per<br \/>\n essere informata su tutto quanto succedeva al di fuori del suo piccolo<br \/>\nmondo familiare, sociale ed ecclesiale. Questo ha permesso ad Elisa di<br \/>\nessere attenta scrutatrice dei tempi, delle necessit\u00e0 meno immediate ed<br \/>\nevidenti, come potevano essere la povert\u00e0 spirituale e morale,<br \/>\nl\u2019ignoranza, lo sfruttamento, ma non meno devastanti soprattutto per la<br \/>\ndonna. <\/p>\n<p>Mentre<br \/>\n si occupa della gestione della forneria di propriet\u00e0 dei genitori,<br \/>\nriconosce in maniera chiara una delle sue cinque vocazione: essere una<br \/>\nlavoratrice del pensiero. In modo quasi timoroso ma al contempo<br \/>\ndeterminato confida al padre Antonio il suo desiderio di possedere una<br \/>\nstamperia per poter pubblicare articoli e fare della comunicazione una<br \/>\nvia di formazione e di cultura. <\/p>\n<p>L\u2019essere<br \/>\n lavoratrice del pensiero non \u00e8 stata solo un\u2019aspirazione personale:<br \/>\ninfatti lotta perch\u00e9 diventi un\u2019aspirazione delle donne, perch\u00e9 possano<br \/>\nessere coinvolte oltre che nell\u2019ambito domestico anche nell\u2019ambito<br \/>\nsociale ed ecclesiale a partire da un\u2019attitudine, quella del saper<br \/>\npensare e ragionare, che non \u00e8 esclusiva del maschile. <\/p>\n<p>Questo desiderio di <i>esserci<\/i> in modo significativo, confuso con il femminismo rivendicazionista, \u00e8<br \/>\ncostato alla Salerno l\u2019accusa di modernismo, l\u2019allontanamento dalla<br \/>\nChiesa e la morte in totale solitudine. In realt\u00e0, la Salerno non vedeva<br \/>\n nell\u2019<i>esserci<\/i> solo un<br \/>\ndiritto, ma soprattutto un dovere, un\u2019obbedienza a Dio che fin dagli<br \/>\ninizi ha voluto l\u2019uomo e la donna responsabili insieme della storia,<br \/>\nimpegnati entrambi a promuovere il bene, collaboratori in dialogo tra<br \/>\nloro e con il Creatore, per la costruzione di una nuova civilt\u00e0<br \/>\ndell\u2019amore, promotori della giustizia e della pace non solo come doni di<br \/>\n Dio, ma anche come impegno sulla terra. <\/p>\n<p>Questa profonda convinzione \u00a0ha<br \/>\n portato la scrittrice vicentina a compiere un cammino di ricerca e di<br \/>\nstudio, ad addentrarsi nel mondo della teologia e dell\u2019esegesi biblica<br \/>\nper trovare risposte alle sue intuizioni, maturando un \u2018pensiero<br \/>\nteologico\u2019 che oggi pu\u00f2 confrontarsi, pur con tutte le incertezze dovute<br \/>\n al suo essere autodidatta, con quanto il Concilio Vaticano II ha<br \/>\naffermato in ambito antropologico ed ecclesiologico; da qui il definirla<br \/>\n teologa <i>ante litteram<\/i>.<\/p>\n<p><img fetchpriority=\"high\" decoding=\"async\" border=\"0\" align=\"left\" width=\"172\" height=\"368\" src=\"http:\/\/www.orsolinescm.it\/contenuti\/aaa\/locandina.jpg\" alt=\"\" \/>La triste scoperta della teoria aristotelica del <i>maschio occasionato,<\/i> che Tommaso riprende per definire la donna, ha segnato l\u2019inizio del suo<br \/>\n percorso intellettuale, ma anche l\u2019inizio di un travaglio spirituale:<br \/>\nnon ha mai trovato una risposta al perch\u00e9 S. Tommaso, uomo di cultura<br \/>\nteologica e filosofica, illuminato dalla fede, abbia accettato e portato<br \/>\n avanti una simile teoria. Ecco l\u2019appassionata ricerca nei testi della<br \/>\nScrittura per poter confutare questa lettura distorta della realt\u00e0 e<br \/>\naffermare con autorevolezza che, sia l\u2019uomo che la donna, sono ad<br \/>\nimmagine e somiglianza di Dio, creati differenti ma per la comunione,<br \/>\nparadigma di ogni altra relazione. <\/p>\n<p>Questo,<br \/>\n per Elisa Salerno, \u00e8 il femminismo: riconoscere alla donna una dignit\u00e0 e<br \/>\n una vocazione iscritti nel suo essere persona come l\u2019uomo, depositaria<br \/>\ndi un bagaglio umano e spirituale da mettere a disposizione<br \/>\ndell\u2019umanit\u00e0, anch\u2019essa bisognosa dell\u2019apporto femminile. \u00a0<\/p>\n<p>Il<br \/>\n libro vuole fare da ponte tra il femminismo di Elisa Salerno, diverso<br \/>\nda quello legato alle suffragiste americane, e la Chiesa da sempre in<br \/>\nrapporto dialettico. Rapporto che da sempre \u00e8 stato motivo di sospetto<br \/>\nnei confronti di una credente che prima di ogni altra cosa ha voluto<br \/>\nrimanere cattolica, se pur in modo nuovo, non tradizionalista, non pi\u00f9<br \/>\nlegato alle sole pratiche di piet\u00e0.<\/p>\n<p>\u00c8 necessario mettere in luce lo stretto rapporto che Elisa ha sempre voluto avere con la Chiesa, che sentiva <i>maestra di verit\u00e0<\/i>,<br \/>\n che riconosceva come segno della presenza di Dio e fonte di<br \/>\nautorevolezza e di corretta interpretazione della fede; ma sentiva anche<br \/>\n la necessit\u00e0 di una Chiesa capace di accogliere la sfida<br \/>\ndell\u2019Incarnazione ed essere cos\u00ec sempre pi\u00f9 ad immagine e somiglianza di<br \/>\n Cristo, che ha scelto di contaminarsi con l\u2019umanit\u00e0 senza paura di<br \/>\nperdere la propria identit\u00e0.<\/p>\n<p>Questa<br \/>\n Chiesa di Cristo era per Elisa un approdo sicuro, un riferimento<br \/>\ncostante: mai ne ha messo in discussione l\u2019appartenenza e l\u2019obbedienza.<br \/>\nPer il suo spiccato senso ecclesiale si \u00e8 battuta fortemente perch\u00e9<br \/>\nanche la dimensione umana di questa istituzione brillasse sempre pi\u00f9<br \/>\ndella verit\u00e0 di Cristo, senza lasciar prevalere le logiche umane e di<br \/>\npotere. Da qui la fittissima corrispondenza con il papa, con i vescovi,<br \/>\ncon uomini e donne impegnati nella politica: il suo non voleva essere un<br \/>\n lamento lasciato alla chiacchiera, ma un parlare capace di cambiare le<br \/>\ncose, di migliorarle, non solo per la donna, ma per tutta la societ\u00e0 che<br \/>\n non poteva, e non pu\u00f2, fare a meno del contributo della donna.<\/p>\n<p>Elisa<br \/>\n aveva ben chiaro quale poteva essere il suo ruolo di donna e di laica,<br \/>\ndi credente e di lavoratrice: chiede che siano riconosciuti i diritti di<br \/>\n ogni persona, chiede che anche la donna possa avere spazi di<br \/>\nrealizzazione fuori della famiglia senza dover rinunciare alla<br \/>\nmaternit\u00e0, chiede che sia valorizzata per le sue doti intellettuali,<br \/>\nchiede la possibilit\u00e0 di istruzione e di formazione per una autonomia di<br \/>\n pensiero e di azione.<\/p>\n<p>A<br \/>\n fare la differenza con il femminismo comunemente inteso \u00e8 proprio Elisa<br \/>\n Salerno con la sua convinta scelta di fede, di amore per Cristo e per<br \/>\nla Chiesa. <\/p>\n<p>Una<br \/>\n corretta ermeneutica, ma soprattutto una figura come quella della<br \/>\nSalerno, impongono la paziente ed affascinante avventura di scoperta e<br \/>\ndi conoscenza dei tanti aspetti di cui si compone la sua vita,<br \/>\nparadossalmente venuta alla luce solo dopo la sua morte. Il libro,<br \/>\neditato da Effat\u00e0 nella collana &#8220;Sui Generis, curata dal Coordinamento<br \/>\ndelle Teologhe Italiane, \u00e8 un\u2019occasione per poter accorciare le distanze<br \/>\n che ancora separano Elisa Salerno da tanti di noi un pochino scettici e<br \/>\n tentati di estrapolare qua e l\u00e0 affermazioni o interi scritti che<br \/>\npotrebbero solo confermare molti degli attacchi ingenerosi che Elisa<br \/>\nSalerno ha dovuto subire. <\/p>\n<p>Il<br \/>\n libro vuole raccontare una pagina di femminismo cattolico e di<br \/>\nappassionare ad una figura che provoca ancora oggi e aiuta, noi donne in<br \/>\n particolare, a non perderci d\u2019animo nell\u2019essere presenza significativa<br \/>\nnella situazione attuale, ad essere segno visibile di partecipazione con<br \/>\n quell\u2019innato senso relazionale che rimanda a modelli di comunione pi\u00f9<br \/>\nche d\u2019autorit\u00e0, tipicamente femminili.<\/p>\n<p>Il<br \/>\n libro vorrebbe dire, ancora una volta, alla citt\u00e0 e alla Chiesa di<br \/>\nVicenza e non solo che Elisa Salerno non si \u00e8 preoccupata di conquistare<br \/>\n potere ma di servire il Vangelo.\u00a0 <\/p>\n<p align=\"right\"><strong><em>Sr. Michela Vaccari<\/em><\/strong><\/p>\n<p><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-33665\" src=\" \" alt=\"\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Elisa Salerno, una teologa ante litteram Un titolo, un programma di vita! 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