{"id":23452,"date":"2005-08-22T00:00:00","date_gmt":"2005-08-21T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/la-vita\/"},"modified":"2005-08-22T00:00:00","modified_gmt":"2005-08-21T22:00:00","slug":"la-vita","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/la-vita\/","title":{"rendered":"La vita"},"content":{"rendered":"<p>Breve biografia di Elisa Salerno<\/p>\n<p><i><\/i><\/p>\n<table cellspacing=\"0\" cellpadding=\"0\" border=\"0\" width=\"100%\">\n<tbody>\n<tr>\n<td>\u00a0<img decoding=\"async\" border=\"0\" alt=\"Elisa Salerno\" src=\"\/contentimages\/S\/salerno_web.jpg\" \/><\/td>\n<td>\n<p align=\"center\">\u00a0<em>&#8220;Far del femminismo a Vicenza \u00e8 lo stesso <\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em>come voler a forza di unghie scavar terra e terra <\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><em>onde trovare una vena d&#8217;acqua per dissetarsi&#8221;<\/em><\/p>\n<p align=\"center\"><span style=\"font-size: 10pt;\">Elisa Salerno<i>, Il Vessillo Bianco, <\/i>5 maggio 1906<\/span><\/p>\n<p><span style=\"text-decoration: underline;\"><\/span><\/p>\n<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div>Elisa Salerno \u00e8 nata nel 1873 a Vicenza, in una famiglia abbastanza agiata. Sesta di nove figli, si mostra subito una bambina non qualunque, appassionata allo studio in maniera straordinaria, frequenta fino alla terza elementare; interrompe poi la scuola per motivi di salute, e fa gli esami di quinta elementare a quindici anni. Da quel momento studia da sola, imparando anche il latino, il francese e il tedesco. Pur essendo occupata nel pastificio di casa, in tutti i momenti liberi continua a studiare, arrivando cos\u00ec anche ad introdursi nei meandri della teologia e della filosofia, discipline, a quel tempo, interdette alle donne.\u00a0<\/div>\n<div>\n<div align=\"center\"><strong><a href=\"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/pagina.asp?gruppo=&#038;cosa=183\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">La fase giovanile<\/a><\/strong>\n\t\t<\/div>\n<table style=\"border-collapse:collapse;width:100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" hspace=\"0\" border=\"0\" width=\"82\" height=\"103\" alt=\"Elisa Salerno a 11 anni\" src=\"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/contentimages\/S\/volto_elisa_11_web.jpg\" \/>\n\t\t\t\t\t<\/td>\n<td>In seguito, Elisa scrive dei libri, fonda e dirige un giornale. Tutto questo <i>per la causa santa della donna.<\/i><i>\u00a0<\/i>Ed \u00e8 interessante cogliere come arriva alla decisione di combattere tale causa. Fin da piccola dice di <i>nutrire un forte amore per ogni sorta d\u2019infelici<\/i>. \n\t\t\t\t\t<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<p>E aggiunge, nel romanzo autobiografico &#8220;<a href=\"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/pagina.asp?gruppo=&#038;cosa=185\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><span style=\"text-decoration: underline;\">Un piccolo mondo cattolico<\/span>&#8220;<\/a> che <i>il suo sentimento pi\u00f9 forte, che quasi si direbbe passione, era la carit\u00e0 del prossimo. <\/i>Questo amore, questa forte passione, prendono ben presto una fisionomia chiara nell&#8217;impegno per le donne, soprattutto le <strong>operaie<\/strong>.<\/div>\n<div>\n<p align=\"left\">A partire dall&#8217;attenzione alla questione operaia, precaria e<br \/>\nscottante al contempo alla fine del secolo scorso e agli inizi di<br \/>\nquesto, Elisa matura pian piano una sensibilit\u00e0 particolare per i<br \/>\nproblemi relativi alla donna, tanto da sentirsi chiamata ad una missione<br \/>\n speciale, quella per la riabilitazione della donna.<\/p>\n<p align=\"left\">Osservando la realt\u00e0 sociale che la circonda, si rende conto di<br \/>\nquante e quali privazioni sia vittima la donna e come viva in uno stato<br \/>\ndi schiavit\u00f9 materiale e morale. Di questo ritiene colpevoli gli uomini,<br \/>\n le donne stesse e la Chiesa. Tutti tenevano la donna priva dei diritti<br \/>\nfondamentali, quali la dignit\u00e0, un lavoro giustamente retribuito, lo<br \/>\nstudio, il voto.<\/p>\n<p align=\"left\">Queste problematiche solo da qualche decennio andavano facendosi<br \/>\nstrada tra le femministe inglesi e francesi, nei gruppi socialisti e in<br \/>\nalcuni circoli del femminismo cristiano milanese. Ci\u00f2 che stupisce,<br \/>\navvicinandosi ad Elisa Salerno, \u00e8 il capire come abbia potuto, da sola,<br \/>\nin una citt\u00e0 di provincia come era Vicenza, innescare un tale movimento<br \/>\ndi idee.\u00a0<\/p>\n<p align=\"center\"><strong><a href=\"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/pagina.asp?gruppo=&#038;cosa=186\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 L&#8217;edizione del giornale, 1909-1927\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0\u00a0 <\/a><\/strong><strong><a href=\"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/pagina.asp?gruppo=&#038;cosa=186\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"><img decoding=\"async\" hspace=\"0\" border=\"0\" width=\"116\" height=\"142\" style=\"WIDTH: 338px; HEIGHT: 48px\" alt=\"Senza titolo, Elsa Emy\" src=\"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/contentimages\/S\/donna_lavoro_titolo_web.jpg\" \/><\/a><\/strong><\/p>\n<p align=\"left\">Inizia ancora giovane un\u2019attivit\u00e0 giornalistica, con articoli sulla stampa locale: il &#8220;Berico&#8221; e &#8220;Il Vessillo Bianco&#8221;, definendosi apertamente <i>una propugnatrice<\/i> <i>della classe operaia in genere e della donna in specie,<\/i> unendo allo scrivere l&#8217;impegno paziente ed intelligente a fare inchieste sul lavoro.\u00a0 <\/p>\n<\/div>\n<p>Occupandosi di tali tematiche era un\u2019ospite poco gradita sulle pagine di questi giornali, ma Elisa non si perde d\u2019animo. Scrive, infatti, a suo padre, nel 1906: <i>Carissimo pap\u00e0, tu sai che in questa terra ci sono due sorta di affari: quelli materiali e quelli morali, quelli privati e quelli pubblici. Vi sono i lavoratori delle braccia e i lavoratori del pensiero&#8230; Ebbene, io nella mia pochezza sento di appartenere ai lavoratori del pensiero, a coloro cio\u00e8 che si occupano delle cose morali e sociali. Questa mia inclinazione, diletto pap\u00e0, e le noie che mi fa soffrire il Berico e la caduta delle Unioni professionali, tutto questo mi fece nascere un ideale veramente grande&#8230;<\/i>: <i>possedere una stamperia per la pubblicazione d\u2019un giornale popolare.<\/i><\/p>\n<p>Chiede al padre di poter stampare un giornale tutto suo. Ed \u00e8 cos\u00ec che, nel 1909, nasce <a href=\"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/pagina.asp?gruppo=&#038;cosa=186\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;La Donna e il Lavoro&#8221;. <\/a>Da sola questa donna riesce a fondare, dirigere, scrivere in gran parte, cercare collaboratori per il &#8216;suo&#8217; giornale. Chiede soldi, senza vergognarsene, anche a personaggi come Antonio Fogazzaro, perch\u00e9 la causa per cui si batte \u00e8 santa.<\/p>\n<p>Nel Numero di Saggio parla di causa santa delle operaie. Nel 1927, chiudendo ormai i battenti, dice che lo scopo del giornale \u00e8 sempre quello: <i>la causa santa della donna, la trattazione di tutti i problemi che riguardano il sesso muliebre.<\/i> In quell\u2019anno, disperata, scrive anche a Mussolini, dicendo di essere osteggiata dalla Regia Questura di Vicenza.\u00a0<\/p>\n<p>Nel 1925, era entrata in polemica anche con il Vescovo di Vicenza per una critica ai catechismi da lui scritti e pubblicati ad uso della Diocesi. Li commenta punto per punto, dicendo che il Vescovo <i>non si era fatto scrupolo di falsificare la sacra Scrittura<\/i> e di far apparire la donna in modo non corretto. Venne proibita la pubblicazione del giornale, ma Elisa Salerno continu\u00f2 imperterrita per altri due anni non accettando l\u2019atto di sottomissione richiesto dal Vescovo, come invece aveva fatto nel 1917, quando cambi\u00f2 il titolo al giornale, che divent\u00f2 <a href=\"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/pagina.asp?gruppo=&#038;cosa=264\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">&#8220;Problemi Femminili&#8221;<\/a>.<\/p>\n<p>Queste vicissitudini, unite al problema economico e alle limitazioni della censura fascista, fanno s\u00ec che il periodico improvvisamente chiuda i battenti, senza alcun preannuncio negli ultimi numeri. Sul problema della censura aveva scritto a personalit\u00e0 di spicco, quali la regina Elena: <i>La R. Questura di qui m\u2019impedisce di difendere, sul periodico &#8220;Problemi Femminili\u201d, la moralit\u00e0, la dignit\u00e0 sacra della donna, la nobilt\u00e0 della sua natura.<\/i><\/p>\n<div align=\"center\"><strong>Gli anni del silenzio, 1927-1945<a href=\"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/pagina.asp?gruppo=&#038;cosa=265\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\"> <\/a><\/strong><span style=\"text-decoration: underline;\"> <strong><\/strong><\/span>\n\t<\/div>\n<table style=\"border-collapse:collapse;width:100%;\">\n<tbody>\n<tr>\n<td><img decoding=\"async\" border=\"0\" width=\"168\" height=\"114\" alt=\"Di\u00e0logo entre un pez y un pez sombra, Mario Natalini\" src=\"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/contentimages\/S\/Di%C3%A1logo%20entre%20un%20pez%20y%20un%20pez%20sombra_mario_natalini.jpg\" \/>\n\t\t\t\t<\/td>\n<td>Con la chiusura del giornale, Elisa Salerno entra in una fase che si pu\u00f2<br \/>\n definire &#8216;di silenzio&#8217;: di questa lavoratrice del pensiero non si sente<br \/>\n pi\u00f9 parlare. E\u2019 un periodo privato, del quale restano solo alcune<br \/>\nlettere a parenti per chiedere aiuto o per dare consigli spirituali;<br \/>\nlettere ad autorit\u00e0 ecclesiastiche e civili, molte delle quali al Papa, a<br \/>\n favore della causa femminile. Sono di questo tempo anche gli scritti<br \/>\ninediti, copie di libri mai pubblicati.\n\t\t\t\t<\/td>\n<\/tr>\n<\/tbody>\n<\/table>\n<div align=\"center\"><strong><a href=\"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/pagina.asp?gruppo=&#038;cosa=265\" target=\"_blank\" rel=\"noopener\">L&#8217;ultima fase della vita <\/a><\/strong><\/div>\n<p>Nell&#8217;ultima fase della vita, dopo vent\u2019anni di silenzio editoriale, Elisa Salerno d\u00e0 alle stampe altri libri, trovando le risorse finanziarie per riprendere a pubblicare, per\u00f2, le opere del &#8216;dopo-silenzio&#8217;\u00a0 non vengono divulgate. Forse per riconciliare le sue tesi con la chiesa, invia i suoi scritti soltanto ad ecclesiastici, il primo dei quali \u00e8 il Papa. La morte la raggiunge il 15 febbraio 1957, in condizioni di miseria, dopo aver speso tutte le sue sostanze per la <i>causa santa della donna<\/i>. <\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-33665\" src=\" \" alt=\"\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Breve biografia di Elisa Salerno \u00a0 \u00a0&#8220;Far del femminismo a Vicenza \u00e8 lo stesso come voler a forza di unghie scavar terra e terra 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