{"id":23406,"date":"2005-01-10T00:00:00","date_gmt":"2005-01-09T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/bellezza-orientale-vergine-della-tenerezza\/"},"modified":"2005-01-10T00:00:00","modified_gmt":"2005-01-09T22:00:00","slug":"bellezza-orientale-vergine-della-tenerezza","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/bellezza-orientale-vergine-della-tenerezza\/","title":{"rendered":"Bellezza orientale: &#8220;Vergine della tenerezza&#8221;"},"content":{"rendered":"<p>Dossier &#8220;Donna e bellezza&#8221; 4<\/p>\n<p><P><B><SPAN><\/SPAN><\/B><\/P><SPAN><br \/>\n<P><br \/>\n<TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width=\"100%\" border=0><br \/>\n<TBODY><br \/>\n<TR><br \/>\n<TD>\u00a0<IMG style=\"WIDTH: 90px; HEIGHT: 126px\" height=115 src=\"\/contentimages\/A\/vergine tenerezza.jpg\" width=73 border=0><\/TD><br \/>\n<TD>\u00a0Tra le innumerevoli icone mariane che l&#8217;Oriente cristiano ci offre \u00e8 impossibile non soffermarci, almeno un poco, davanti alla &#8220;Vladimirskaja&#8221;, l&#8217;icona familiarmente conosciuta con il titolo di &#8220;<B>Vergine della tenerezza<\/B>&#8221; di Vladimir. Essa occupa, tra tutte le immagini mariane, un posto particolare nel cuore della Russia, ma \u00e8 anche l&#8217;unica icona che \u00e8 stata &#8220;consegnata&#8221; ai cristiani d&#8217;Occidente da Papa Giovanni XXIII perch\u00e9 la implorassero a favore dell&#8217;unit\u00e0 delle Chiese.<br \/>\n<P><SPAN>L&#8217;icona della Madre di Dio (Theot\u00f2kos) di Vladimir, citt\u00e0 dove fu trasferita nel 1155 prima di passare definitivamente a Mosca nel 1395, segna l&#8217;inizio dell&#8217;iconografia tipicamente russa dell&#8217;<I>Umilenie<\/I> (Tenerezza); essa congiunge mirabilmente due grandi temi dell&#8217;iconografia mariana bizantina, quello della Vergine <I>hodigitria<\/I>, Colei che indicando il figlio mostra la Via (<I>od\u00f2s<\/I>) e quello della vergine <I>eleousa<\/I> (pietosa), che accentua la dimensione materna di Maria. Ad un primo sguardo l&#8217;immagine della vergine potrebbe apparirci astratta e irreale trovandosi al polo opposto del tipo di Madonna raffaelliano, ma \u00e8 proprio in questa composta e austera bellezza che emergono i tratti di una creatura umana interamente abitata dalla presenza divina. Il suo volto, dalle linee purissime, manifesta tutta la mobilit\u00e0 e lo spessore dell&#8217;esistenza umana, luogo dell&#8217;incarnazione del Verbo. I suoi occhi cercano di penetrare il cuore di Dio e nello stesso tempo vanno oltre, verso il cuore del mondo. Le mani affascinano. Una sorregge il Bambino e l&#8217;altra, che occupa la parte centrale dell&#8217;icona, lo indica, o meglio ancora lo offre a tutti coloro che Lo guardano con gli occhi della fede. Maria \u00e8 colei che porta Dio e invita anche noi a fare spazio nel nostro cuore per accogliere la vita divina.<\/SPAN><\/P><br \/>\n<P><SPAN>Se lo Spirito Santo personalizza la santit\u00e0 divina, secondo il pensiero di Cirillo d&#8217;Alessandria, Maria personalizza la santit\u00e0 umana. La struttura del suo essere, la sua stessa femminilit\u00e0, sono la trasparenza dell&#8217;umano capace in virt\u00f9 della grazia, di essere penetrato e di penetrare il mistero divino, bench\u00e9 la sua ombra lo superi (&#8220;<I>Ti coprir\u00e0 con la sua ombra<\/I>&#8221; <\/SPAN><FONT size=2>Lc 1,35<\/FONT><SPAN>) e la sua luce la sconvolge (&#8220;<I>A quelle parole ella rimase turbata<\/I>&#8221; <\/SPAN><FONT size=2>Lc 1,29<\/FONT><SPAN>).<\/SPAN><\/P><\/TD><\/TR><\/TBODY><\/TABLE><\/P><br \/>\n<P><\/SPAN><SPAN><\/SPAN>\u00a0<\/P><br \/>\n<P><SPAN>In questa icona sembrano riecheggiare le parole di Giovanni Paolo II, scritte nella <I>Mulieris Dignitatem<\/I>: &#8220;<I><La pienezza del tempo> manifesta la straordinaria dignit\u00e0 della donna. Questa dignit\u00e0 consiste, da una parte nell&#8217;elevazione soprannaturale all&#8217;unione con Dio in Ges\u00f9 Cristo, che determina la profondissima finalit\u00e0 dell&#8217;esistenza umana di ogni uomo sia sulla terra che nell&#8217;eternit\u00e0. Da questo punto di vista, la <donna> \u00e8 la rappresentante e l&#8217;archetipo di tutto il genere umano: rappresenta l&#8217;umanit\u00e0 che appartiene a tutti gli esseri umani, sia uomini che donne. D&#8217;altra parte, per\u00f2, l&#8217;evento di Nazaret mette in rilievo una forma di unione col Dio vivo, che pu\u00f2 appartenere solo alla <donna>, Maria: l&#8217;unione tra madre e figlio. La<SPAN>\u00a0 <\/SPAN>Vergine di Nazaret diventa infatti, la Madre di Dio<\/I>&#8221; <\/SPAN><FONT size=2>(MD 4).<\/FONT><SPAN> <\/SPAN><\/P><br \/>\n<P><SPAN>Maria in questa icona non solo personifica la &#8220;Figlia di Sion&#8221;, l&#8217;erede delle promesse e la parte migliore di Israele, ma personifica tutta intera l&#8217;umanit\u00e0. In Lei \u00e8 tutta la nostra carne, la nostra terra che accoglie il Signore! \u00c8 sul suo <I>maphorio<\/I> (mantello) scuro come i solchi del mondo che riposa lo Splendore del Padre, il Bambino dal volto e dalle vesti raggianti del Cristo Risorto.<\/SPAN><\/P><br \/>\n<P><SPAN>Maria gode di una intimit\u00e0 unica con il Verbo della Vita. E Lei sola lo ha partorito al mondo. Di Lei sola Egli porta nel corpo l&#8217;impronta, la fisionomia, la carne. Eppure la donna che tutti diranno beata ha, in questa singolarissima icona, lo sguardo penetrato da un&#8217;indicibile tristezza. Non badando al dolcissimo abbraccio del Figlio che, prefigurandosi l&#8217;ora della croce desidera consolarla, Maria posa lo sguardo su di noi. Vuole che nella profondit\u00e0 dei suoi occhi contempliamo quel <I>mistero iniquitatis<\/I> che porter\u00e0 il figlio sul Golgota. Vuole che, nella compunzione del cuore, sentiamo anche noi il dolore a causa della potenza del male (spada) che attraversa le nostre vite personali, la storia del mondo e, nelle lacrime del <I>penthos<\/I> (pentimento del cuore) sperimentiamo l&#8217;infinita misericordia di Colui che vedendo il nostro dolore ci corre incontro e gettandoci le braccia al collo ci dice: &#8220;<I>Figlio, ti ho visto quando eri ancora lontano<\/I>&#8221; <\/SPAN><FONT size=2>(Lc 15,20).<\/FONT><SPAN> <\/SPAN><\/P><br \/>\n<P><SPAN>Questa icona della tenerezza riesce a descrivere incomparabilmente lo sconvolgente amore di Dio per l&#8217;umanit\u00e0 e, allo stesso tempo, l&#8217;infinito desiderio di ogni uomo e donna per il suo Dio. &#8220;<I>La dignit\u00e0 di ogni uomo e la vocazione ad essa corrispondente trovano la loro misura definitiva nell&#8217;unione con Dio. Maria &#8211; la donna della Bibbia &#8211; \u00e8 la pi\u00f9 compiuta espressione di questa dignit\u00e0 e di questa vocazione<\/I>&#8221; <\/SPAN><FONT size=2>(MD 4)<\/FONT><SPAN>.<B><\/B><\/SPAN><\/P><br \/>\n<P><B><SPAN><\/SPAN><\/B>\u00a0<\/P><br \/>\n<P><FONT size=2><\/FONT>\u00a0<\/P><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-33665\" src=\" \" alt=\"\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dossier &#8220;Donna e bellezza&#8221; 4 \u00a0 \u00a0Tra le innumerevoli icone mariane che l&#8217;Oriente cristiano ci offre \u00e8 impossibile non soffermarci, almeno un poco, davanti 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