{"id":23391,"date":"2005-01-10T00:00:00","date_gmt":"2005-01-09T22:00:00","guid":{"rendered":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/etty-hillesum-il-cuore-pensante-della-baracca\/"},"modified":"2005-01-10T00:00:00","modified_gmt":"2005-01-09T22:00:00","slug":"etty-hillesum-il-cuore-pensante-della-baracca","status":"publish","type":"post","link":"http:\/\/www.orsolinescm.it\/vecchio\/etty-hillesum-il-cuore-pensante-della-baracca\/","title":{"rendered":"Etty Hillesum: il cuore pensante della baracca"},"content":{"rendered":"<p>Dossier &#8220;Donna e pace&#8221; 13<\/p>\n<p><SPAN><br \/>\n<P><br \/>\n<TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width=\"100%\" border=0><br \/>\n<TBODY><br \/>\n<TR><br \/>\n<TD>\u00a0<IMG src=\"\/contentimages\/A\/etty.gif\" border=0><\/TD><br \/>\n<TD><br \/>\n<P>\u00a0Ester (Etty) Hillesum, singolarissima donna ebrea, solo da pochi decenni conosciuta dal vasto pubblico a motivo della pubblicazione del suo <I>Diario<\/I> e delle sue <I>Lettere<\/I>, nacque il 15 gennaio 1914 a Middelburg, ma a 10 anni si trasferisce con la famiglia a Deventer, nell&#8217;Olanda orientale e poi ad Amsterdam, dove prese la laurea in Giurisprudenza, si dedic\u00f2 allo studio delle lingue slave e in seguito, quando la seconda guerra mondiale era gi\u00e0 scoppiata, alla psicologia.<\/P><br \/>\n<P><SPAN>A gennaio del 1941 Etty conobbe Julius Spier, un uomo dalla for\u00adte personalit\u00e0 e dai molteplici interes\u00adsi che aveva fondato una nuova disciplina, la &#8220;psicochirologia&#8221;, lo studio e la classificazione delle linee della mano, attivit\u00e0 che trasform\u00f2 in professione su suggerimento di Carl Gustav Jung. Dopo poche sedute divent\u00f2 prima sua assistente, poi sua amante e infine amica devota. Spier fu per Etty un &#8220;catalizzatore&#8221; avviandola ad \u201cun&#8217;incessante ricerca dell&#8217;essenziale, del veramente umano\u201d, in aperto contrasto con l&#8217;inumanit\u00e0 che la circondavano. Etty attribu\u00ec a Spier il merito di aver liberato le sue forze e di essere stato, in qualche modo, un intermediario tra lei e Dio. <\/SPAN><\/P><br \/>\n<P><SPAN>Dopo il febbraio 1941, in conseguenza del primo sciope\u00adro anti\u2011pogrom ad Amsterdam, gli Ebrei iniziarono ad esse\u00adre internati nei &#8220;campi di lavoro&#8221;; gli Ebrei olan\u00addesi furono trasferiti in numero sem\u00adpre maggiore a Westerbork, un campo di smistamento dopo il quale veniva Auschwitz. <\/SPAN><\/P><\/TD><\/TR><\/TBODY><\/TABLE><\/P><br \/>\n<P><\/SPAN><SPAN><\/SPAN>\u00a0<\/P><SPAN><br \/>\n<P><br \/>\n<TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width=\"100%\" border=0><br \/>\n<TBODY><br \/>\n<TR><br \/>\n<TD>\u00a0<IMG alt=Westerbork src=\"\/contentimages\/A\/westerbork.jpg\" border=0><\/TD><br \/>\n<TD><br \/>\n<P>\u00a0<\/P><br \/>\n<P>In questo contesto, Etty Hillesum, una donna di raffinata cultura, una studiosa appassionata di Rilke e della letteratura russa, di Jung e della Bibbia, ma anche del Corano e del Talmud; una donna normale, sensibile e sofferente, con una vita sessuale tormentata, ma intensamente vissuta, sotto la duplice spinta dell&#8217;incombente tragedia della Shoah e dell&#8217;incontro con Spier, pur avendo la possibilit\u00e0 di lasciare il paese, scelse di non sottrarsi al de\u00adstino degli ebrei e decise spontaneamente di chiedere il trasferimento a Wester\u00adbork, per condi\u00advidere il dolore della sua gente ed usare la forza interiore che aveva scoperto per so\u00adstenere la vita di migliaia di persone in grave pericolo.<\/P><br \/>\n<P><SPAN>Il periodo in cui Etty Hillesum arriv\u00f2 a Westerbork fu quello in cui iniziarono le deportazioni ad Auschwitz (partiranno 93 con\u00advogli). Dall\u2019agosto \u201842 al set\u00adtembre \u201843 lavorer\u00e0 come volontaria all\u2019ospedale del campo, finch\u00e9 anche lei fu considerata una pri\u00adgioniera. A Westerbork, nel frattempo arriveranno anche il padre, la madre e il fratello Mischa. Per tutto il tempo di permanen\u00adza nel campo, Etty fu una figura luminosa che si circondava di amici, aiuta\u00adva le persone che avevano bisogno, e sosteneva tutti quelli che poteva.<\/SPAN><\/P><br \/>\n<P><SPAN><\/SPAN>\u00a0<\/P><\/TD><\/TR><\/TBODY><\/TABLE><\/P><br \/>\n<P><\/SPAN><SPAN><\/SPAN>\u00a0<\/P><br \/>\n<P><SPAN><br \/>\n<TABLE cellSpacing=0 cellPadding=0 width=\"100%\" border=0><br \/>\n<TBODY><br \/>\n<TR><br \/>\n<TD><IMG src=\"\/contentimages\/A\/westerbork1.jpg\" border=0>\u00a0<\/TD><br \/>\n<TD>\u00a0\u00a0In fondo, l&#8217;ultima frase del Diario rivela il suo sentimento pi\u00f9 pro\u00adfondo: &#8220;<I>Si vorrebbe essere un balsamo per molte ferite<\/I>&#8220;. Rispetto alla destinazione finale rimase lu\u00adcida: anche se non poteva sapere nul\u00adla delle camere a gas, intuiva per\u00f2 che in Polonia li aspettava la morte. Il 17 set\u00adtembre con il padre, la madre e il fratello part\u00ec per Auschwitz. Prima di lasciare il territorio olandese riusc\u00ec a gettare dal vagone una cartolina che fu rac\u00adcolta e spedita da contadini. Nel testo, fra l&#8217;altro, scrive: &#8220;<I>abbiamo lasciato il campo cantando<\/I>&#8220;.<SPAN>\u00a0 <\/SPAN>Gli Hillesum giun\u00adsero ad Auschwitz il 10 novembre. Il giorno stesso, nella camera a gas mori\u00adrono i genitori. Etty Hillesum mor\u00ec il 30 novembre 1943. <B><SPAN><\/SPAN><\/B><br \/>\n<P><SPAN>&#8220;<I>Essere il cuore pensante della baracca&#8230; il cuore pensante di un intero campo di concentramento<\/I>&#8220;: \u00e8 l&#8217;espressione da lei usata per definire il suo desiderio di testimonianza, di vera e propria compassione, nella consapevolezza che &#8220;<I>\u00e8 proprio l&#8217;unica possibilit\u00e0 che abbiamo, non vedo alter\u00adnative. Ognuno di noi deve raccoglier\u00adsi e distruggere in se stesso ci\u00f2 per cui ritiene di dover distruggere gli altri. E convinciamoci che ogni atomo di odio che aggiungiamo al mondo lo rende ancor pi\u00f9 inospitale<\/I>&#8221; <\/SPAN><FONT size=2>(Diario, p. 212). <\/FONT><SPAN>\u00c9 que\u00adsto il nucleo semplice e radicale dell&#8217;esperienza di resistenza di Etty Hillesum, che scelse di non lasciarsi devastare dai sentimenti negativi e dalle tendenze degradanti: la scelta della nonviolenza anche nelle situa\u00adzioni estreme. Scriveva: &#8220;<I>Una pace futura potr\u00e0 essere vera\u00admente tale solo se prima sar\u00e0 stata tro\u00advata da ognuno in se stesso \u2011 se ogni uomo si sar\u00e0 liberato dall&#8217;odio contro il prossimo, di qualunque razza o po\u00adpolo, se avr\u00e0 superato quest&#8217;odio e l&#8217;avr\u00e0 trasformato in qualcosa di diver\u00adso, forse alla lunga in amore se non \u00e8 chiedere troppo<\/I>&#8220;<\/SPAN><FONT size=2> (Diario, p. 127). <\/FONT><SPAN>&#8220;<I>Se noi salveremo i nostri corpi e basta dai campi di prigionia, dovunque essi siano, sar\u00e0 troppo poco. Non si tratta infatti di conservare que\u00adsta vita a ogni costo, ma di come la si conserva&#8230;. Certo che non \u00e8 cos\u00ec sem\u00adplice, e forse meno che mai per noi ebrei, ma se non sapremo offrire al mondo impoverito del dopoguerra nient&#8217;altro che i nostri corpi salvati ad ogni costo \u2011 e non un nuovo senso del\u00adle cose, attinto dai pozzi pi\u00f9 profondi della nostra miseria e disperazione &#8211; \u00adallora non baster\u00e0<\/I>&#8220;<\/SPAN><FONT size=2> (Lettere, p. 45).<SPAN><\/SPAN><\/FONT><\/P><br \/>\n<P><SPAN>Etty ha combattuto duramente, ma ha scelto lei il terreno dello scontro; non quello della distruzione del nemico, n\u00e9 tanto meno quello della pura e semplice sopravvivenza, ma quello della costruzione di un nuovo umanesimo, fondato sul\u00adla consapevolezza che tutto appartiene alla vita, anche il dolore, anche la sventu\u00adra, anche, ed \u00e8 decisivo, la morte. Perch\u00e9 \u00e8 proprio integrando la possibilit\u00e0 della morte nella vita che questa paradossalmen\u00adte si amplia, si arricchisce e consente di far agire forze altrimenti destinate a restare impigliate nelle maglie strette della pau\u00adra e della violenza. <\/SPAN><\/P><br \/>\n<P><SPAN><\/SPAN>\u00a0<\/P><\/TD><\/TR><\/TBODY><\/TABLE><\/SPAN><SPAN>Per approfondire:<\/SPAN><\/P><br \/>\n<P><SPAN>Oltre al <I>Diario <\/I>e alle <I>Lettere<\/I>, pubblicate da Adelphy, <\/SPAN><\/P><br \/>\n<P><SPAN>Pascal Dreyer, <I>Etty Hillesum. Una testimone del Novecento<\/I>, Ed. lavoro, 2000. <\/SPAN><\/P><br \/>\n<P><SPAN>Paul Lebeau, <I>Etty Hillesum. L\u2019itinerario spirituale<\/I>, ed. Paoline, 2000.<\/SPAN><\/P><br \/>\n<P><SPAN>Graziella Merlatti, <I>Etty Hillesum: un cuore pensante, <\/I>Ancora, 1998.<\/SPAN><\/P><br \/>\n<P><SPAN>Nadia Neri, <I>Un\u2019estrema compassione. Etty Hillesum testimone e vittima del lager<\/I>, Mondadori, 1999.<\/SPAN><\/P><br \/>\n<P><SPAN><\/SPAN>\u00a0<\/P><\/p>\n<figure class=\"wp-block-image size-large\"><img decoding=\"async\" class=\"wp-image-33665\" src=\" \" alt=\"\" \/><\/figure>\n","protected":false},"excerpt":{"rendered":"<p>Dossier &#8220;Donna e pace&#8221; 13 \u00a0 \u00a0Ester (Etty) Hillesum, singolarissima donna ebrea, solo da pochi decenni conosciuta dal vasto pubblico a motivo della pubblicazione 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