Entrare nella dimensione della vita aperta al futuro significa saper guardare con occhi nuovi al mondo, alla storia personale e di popolo, con sguardo curioso, positivo, scevro di pregiudizi, carico di domande che scrutano il tempo, i sentimenti, le opere dell’umanità per riconoscersi in esse con il carico di fatica ma anche di speranza di ogni esistenza umana.
Gli sguardi di una ventina di persone provenienti da tante parti del mondo che ora abitano nel vicentino si sono concentrati sui temi dell’amore, della natura e della scienza, delle opere teatrali: a coglierne il profumo di pane, di quotidiana fragranza per la quale tutti gli uomini e le donne del mondo faticano, sudano, si impegnano, ma anche per gustare il profumo di rose, la bellezza gratuita che il mondo ci dona.
Un corso particolare, animato dalla sapiente proposta di Chiara Magaraggia e dalle letture emozionanti di Maria Grazia Naldini, che ha aperto finestre di bellezza artistica in poesia, prosa, teatro, arti figurative, musica, a raccontare una cultura che valica i secoli e parla a tutti, scoprendo i riflessi di bellezza che si ritrovano simili in ogni parte del mondo.
Segni di speranza, di possibilità di dialogo, di interazione positiva, di culture che si intrecciano alle vite delle persone e si esprimono con determinazione e dolcezza, con tanto desiderio di conoscere e di condividere il sapere, la sapienza dei popoli che si esprime nella produzione artistica e letteraria.
La parola alle protagoniste!
“Pane e rose”, un’oasi di cultura, una dimora lontana dal nostro percorso quotidiano. La poesia impastata, fin nel titolo, rispecchia gli incontri che sembravano come svuotati dal tempo e riempiti con la bellezza della letteratura italiana. Temi universali - l’amore, la natura e la scienza, il teatro - galleggiano sul mare del tempo, e ancora evocano le stesse emozioni, “temi in grado di sollecitare il proprio interesse” ed attingere nello stesso tempo al desiderio di “avvicinarsi all’arte e alla letteratura italiana”. Magari taluni di noi avevano già letto o sentito qualcosa sugli autori o sulle opere trattate, ma certamente non li avevano ‘assaggiati‘ proprio nella particolarità con cui ci venivano serviti durante il corso.
Nella favella della professoressa Chiara Magaraggia e nel suo modo di presentare, autori e personaggi prendevano vita e sembravano presenti, quasi in dialogo con noi, non nel tempo dove erano vissuti, ma lì accanto a noi: erano approdati per farci capire e assaporare tutte le sottigliezze dell’animo umano. I nostri protagonisti - scelti penso accuratamente, che ci parlavano tramite la voce di Maria Grazia Naldini - suscitavano bellissime emozioni dandoci in questo modo l’impressione di vivere in una piccola scena di teatro dove tutti eravamo attori. E non dimentico qui di menzionare l’intreccio di musica tipica del tempo di cui si raccontava, e i quadri che rappresentavano e racchiudevano il tema del giorno.
Elda Alliu, Albania
“Pane e Rose” è stato un percorso culturale eccezionale.
Vedere l'amore, la natura, la scienza e il teatro non solo attraverso i testi classici della letteratura italiana ma anche nei dipinti e nella musica, è stata una bellissima esperienza di crescita personale e di condivisione di sentimenti e impressioni.
Iniziando con l'ambientazione storica, passando per la biografia degli autori, per finire con le loro opere più importanti, “Pane e Rose” ci ha svelato splendide pagine della storia e della cultura italiana.
Come dimenticare la passione con cui Maria Grazia ha dato vita ai personaggi mentre presentava i testi? Era come vederli, essere presenti alle loro sventure, ridere e piangere insieme a loro. E l’entusiasmo di Chiara che ci ha fatto innamorare degli autori e delle opere, e che con la visita al meraviglioso Teatro Olimpico, ha concluso con eccellenza questi mesi di incontri. Se leggere è il cibo della mente, “Pane e Rose” ci ha fatto assaporare prelibatezze di un valore indescrivibile.
Christine Pereira, Brasile
Il giorno 16 aprile è stato l’ultimo incontro del corso di arte e letteratura italiana presso il CTP di Vicenza Ovest, in via Bellini.
La prof.ssa Chiara era elegante come sempre, e la prof.ssa Federica si era seduta al suo posto davanti al computer con il suo bel sorriso; non c’era la prof.ssa Grazia delle letture, che con la sua voce calda e penetrante ci ha accompagnate in tutti gli altri incontri. In classe eravamo noi: le studentesse di diverse nazionalità, di ogni età, cresciute con diverse culture d’origine, non importa che cosa facciamo nella vita, non possono più disturbarci i problemi quotidiani, dalle sette e mezza alle nove e mezza di sera, tutte le appassionate della lingua e della letteratura italiana si incontravano qui per un viaggio piacevole e istruttivo guidato dalle nostre professoresse.
Come indicava il programma, l’ultimo incontro era dedicato al teatro, in cui non può di sicuro mancare la storia più conosciuta al mondo: Romeo e Giulietta. Sapevo già questa storia d’amore scritta da W. Shakespeare, ma grazie alle parole, alla spiegazione, alla presentazione multimediale e alla lettura delle professoresse, sono riuscita a conoscere meglio la storia, e il legame tra Montecchio Maggiore e la lontana terra di Shakespeare.
Come era successo con i cinque incontri precedenti, ancora una volta la serata ci ha aperto
una finestra magica per ammirare la bellezza dell’arte e della letteratura italiana.
Se prima del corso la letteratura italiana era per me un’immagine sfuocata, misteriosa e intoccabile, adesso la riesc
o a vedere, a sentire, ad ammirare.
Se oso fare un confronto tra la letteratura cinese e quella italiana, la prima è profonda come il mare, la seconda invece è profumata come un vasto giardino fiorito di rose.
Attraverso questo viaggio virtuale, ho visto il vestito bianchissimo della Beatrice di Dante come i petali delle rose bianche, ho passeggiato nel Sentiero dei nidi di ragno, ho sentito il Cantico delle Creature, ed ho annusato il profumo del basilico di Lisabetta di Messina, il falco di Federigo del Boccaccio che volteggiava sopra di me ...
Ringrazio ancora una volta le professoresse che mi hanno acceso una luce con cui continuerò la mia avventura verso la letteratura italiana, che mi hanno portato la gioia e la speranza della lettura per cui vivrò.
Zhang Yuhong, Cina