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Nella celebrazione di apertura dell’Anno Centenario, ogni comunità di suore orsoline, insieme con le amiche ed amici laici, ha acceso una lampada al fuoco del braciere, portandola poi nel suo luogo di vita con l’impegno di alimentarla, come hanno saputo fare le vergini sagge del Vangelo, lungo il corso dell’anno |
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Ciascuna è responsabile affinché non venga a mancare l’olio che fa ardere la lampada. Non può e non deve venire meno l’olio della fede, della speranza e dell’amore: e questo è frutto di un lavoro lungo e paziente, ma prima ancora è un dono che siamo chiamati tutti a scoprire come un tesoro nascosto. Non a caso, scrive Paolo: “La speranza non delude perché l’amore di Dio è stato riversato nei nostri cuori per mezzo dello Spirito Santo che ci è stato dato” (Rm 5,5). |
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Lo Spirito che misteriosamente opera in ogni tempo, quello stesso Spirito che ci ricorda tutto ciò che Gesù ha detto e consegnato alla sua comunità (Cfr Gv 14,26): che permette di fare una memoria amante delle grandi cose che Lui ha compiuto e continua a compiere, anche in questi cento anni, attraverso la storia dei piccoli e degli umili come Giovanna Meneghini e le sue prime compagne. |
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E’ come una lunga notte…sembra quella delle donne che hanno visto morire sulla croce la loro Speranza e che l’evangelista Luca presenta indaffarate a preparare aromi ed oli profumati (Lc 23,56) per onorare un corpo sepolto e che alle luci dell’alba, spinte dall’amore, si sono trovate pronte a scoprire un sepolcro vuoto e ad accogliere un annuncio di risurrezione. |
La Redazione di Vita Nuova