![]() |
Signore, tu sei stato per noi un rifugio
di generazione in generazione.
Ai tuoi occhi, mille anni sono come il giorno di ieri che è passato (Sl 90,1.4) |
E cento anni sono meno di un soffio; ma in questo tempo così breve, così precario, così limitante Tu hai voluto abitare, Tu hai sognato di vivere, Tu hai scelto di incarnarti. Come duemila anni fa hai sconvolto le logiche umane venendo a noi con la potenza disarmata di un bambino in fasce, anche nella nostra piccola ed umile storia, iniziata come Famiglia cento anni fa, hai desiderato nascere, crescere, manifestarti attraverso la storia di alcune semplici donne che non si accontentavano di piccoli amori.
![]() |
Da quando, proprio nelle ricorrenze delle Sante feste natalizie, la giovane Giovanna Meneghini, scriveva al suo confessore che la vita che conduceva era un vero sacrificio, ma che davanti agli occhi aveva una nuvola che la consolava. A lui che le domandava spiegazione di quelle parole ella rispondeva che le pareva fosse una fondazione religiosa (Mem I,6). Una comunità di donne unite insieme per amare il Signore, per amarsi nel suo Nome e per fare proprio il suo desiderio di farsi amare da tutti (Nt. Sp, 5). |
![]() |
In questo tempo dove probabilmente i sacrifici sono diversi da quelli dell’inizio del Novecento, specie in Italia, ma certo non sono meno costosi, dove i rapporti, le relazioni umane fanno fatica a durare, a mantenersi saldi, ad andare oltre la logica della competizione e del conflitto, dove trovare “nuvole consolanti” che non si dissolvono nell’arco di una stagione? |