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Quando si ricorda la storia di Abramo e di Sara e della loro lunga attesa di un figlio viene probabilmente alla memoria il riso di lei, ormai anziana, mentre ascolta da dietro la tenda l’inaudita promessa dei tre pellegrini alle Querce di Mamre, che annunciano al marito la nascita di Isacco (Gn 18). Eppure è Abramo a sorridere per primo e proprio mentre Dio sta suggellando solennemente con lui l’alleanza: “Quanto a Sarai tua moglie, non la chiamerai più Sarai, ma Sara. Io la benedirò e anche da lei ti darò un figlio; la benedirò e diventerà nazioni e re di popoli nasceranno da lei”. Allora Abramo si prostrò con la faccia a terra e rise e pensò: “Ad uno di cento anni può nascere un figlio?” (Gn 17,15-17). |
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Anche la Famiglia religiosa delle Suore Orsoline del Sacro Cuore di Maria è entrata nel suo anno centenario, inaugurato dalla promessa di una discendenza consegnata a Madre Giovanna Meneghini all’inizio del Novecento e che vide il convenire insieme a Breganze delle prime sorelle nell’Epifania del 1907. “Se parlo delle grazie e delle ispirazioni che mi ha dato il Signore, un numero infinito…” raccontava Giovanna, pur se non mancarono le prove, la sofferenza, il lungo tempo del crogiuolo, affinché il bene prezioso potesse risplendere. |
A cento anni da quegli inizi, in un contesto epocale totalmente cambiato, la Congregazione guarda al cammino percorso, alle sue tappe di vita, fa memoria delle origini, per celebrare con rinnovata consapevolezza un evento giubilare che coinvolgerà le comunità orsoline e tutte le persone amiche in diversi appuntamenti fino alla solenne chiusura del 6 gennaio 2007.
Vita Nuova accompagna questo tempo forte di vita della Famiglia e lo presenta attraverso i quattro numeri di quest’anno alle lettrici e ai lettori affezionati.
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Ma cento anni è soprattutto il tempo per investire sul futuro, quello delle promesse inaudite, incredibili di Dio, quelle che possono farci sorridere con il volto nascosto, schiacciato sulla terra, come Abramo, o al riparo di una tenda, come Sara, troppo presi a lamentare un mondo dipinto a tinte scure e a misurare le nostre limitate e mai sufficienti capacità. |
La Redazione di Vita Nuova